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L'AQUILA, OLMI TAGLIATI IN PIAZZA CASTELLO NELLA FRAZIONE DI PAGANICA

Pubblicazione: 28 giugno 2013 alle ore 15:13

L'AQUILA - Da secoli nell’angolo della piazza del Castello a Paganica (L'Aquila), fino ai primi anni Ottanta del secolo scorso, c’era un grande olmo di cui si diceva essere stato piantato nel 1605, anno in cui fu inaugurata la grande chiesa di Santa Maria del Presepe detta appunto del Castello poiché edificata sulle antiche mura della fortezza.

Nel tempo, quel luogo era divenuto un punto d’incontro e riferimento, dal belvedere della piazza, sotto la sua ombra, hanno respirato la brezza del Gran Sasso che si incanala nella Valle d’Appari, tutti i più importanti personaggi paganichesi della cultura del passato, Edoardo Scarfoglio, Gioacchino Volpe, Giovanni De Paulis, don Ercolino Iovenitti, Raffaello Biordi, Giovanni Fiordigigli e Angelo Semeraro, tutti nei loro scritti hanno raccontato in brani o poesie “dej’urmittu de casteju”.

Per le sue dimensioni l’olmo rimasto cavo, di notte ospitava  coppiette di fidanzati, finchè fu bruciato.

Negli anni successivi più volte gli organizzatori della festa di San Giovanni le associazioni culturali hanno tentato di rimpiazzare l’olmo nello stesso posto memori della storia del passato, anche con apposite cerimonie, ma puntualmente veniva spezzato o tagliato con l’ascia.

Una quindicina di anni fa l’associazione culturale "Il Moro", pensò di spostarlo di un paio di metri più indietro, così aveva raggiunto oltre 7 metri di altezza, si avviava a rimpiazzare l’antico olmo, anche se ci sarebbero voluti secoli.

Qualche anno fa la Onulus "Salviamo Paganica", in occasione della festa di San Giovanni da loro organizzata, vollero tentare di nuovo di rimpiazzare l’olmo al proprio posto, ma qualche giorno fa, entrambi gli olmi sono stati abbattuti con oggetti da taglio.

Sabato 22 scorso è stato festeggiato San Giovanni e in quella piazza, dopo il giro del paese arrivati con la processione del Santo è stata celebrata la Santa Messa e ogni cosa stava al proprio posto.

"Con il taglio dei due olmi - dice Raffaele Aloggia residente nella frazione aquilana - hanno voluto colpire un simbolo in cui il paese da sempre si è riconosciuto, non due semplici alberi, altrimenti ne avrebbero potuto tagliare anche altri visto che nel parco circostante ce ne sono a centinaia. Contemporaneamente al taglio degli olmi, nella porta laterale è stato segato un lucchetto che teneva chiusa la porta della chiesa, la quale ha riportato importanti danni dal terremoto del 6 aprile 2009, penetrando nel suo interno. I carabinieri della stazione di Paganica comandati dal maresciallo Nunzio Gentile, sono intervenuti  per indagare sull’accaduto".



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