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L'AQUILA: MENSE INDIGESTE PER CIALENTE,
DANNO ERARIALE PER SINDACO E GIUNTA?

Pubblicazione: 17 settembre 2015 alle ore 08:01

La sala udienze della Corte dei Conti dell'Aquila
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L'AQUILA - Si apre martedì prossimo davanti alla Corte dei Conti il processo a carico del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, della senatrice Stefania Pezzopane, all'epoca dei fatti contestati assessore comunale alle Politiche sociali, e della intera Giunta municipale dell'epoca.

Era il 2010 quando l'esecutivo affidò la gestione delle mense scolastiche alla società Vivenda, producendo, secondo l'accusa, un danno erariale che supera complessivamente i 454 mila euro.

Al sindaco viene attribuito il 10%, pari a 45.498 euro, alla Pezzopane il 65%, cioè 295.737 euro, agli assessori di allora, Giampaolo Arduini, Marco Fanfani, Ermanno Lisi, Giuliano Lalli e Roberto Riga, il 5%, pari a 22.749 euro ciascuno.

L'inchiesta della magistratura contabile ha preso le mosse da un esposto presentato il 19 luglio 2012 dall'avvocato Fausto Corti in rappresentanza di una società esclusa dall'aggiudicazione nella successiva gara.

La Corte avrebbe riscontrato una serie di illegittimità nell’affidamento e gestione del servizio mensa.

Il vice procuratore generale Roberto Leoni ha puntato l'indice contro la delibera 378 del 28 ottobre del 2010 con la quale la Giunta Cialente avrebbe permesso all'impresa di aumentare il prezzo per ogni pasto di 1,12 euro + Iva. L'aumento, applicato su circa 400 mila pasti, avrebbe prodotto il danno erariale da mezzo milione di euro.

L'amministrazione ha giustificato l'aumento con la scelta di passare dal servizio di monorazione a quello di scodellamento dei pasti. Secondo il capitolato d'appalto, però, la Vivenda avrebbe dovuto assumersi gli oneri nel caso di attivazione di nuove modalità del servizio.

"È abbastanza grave - spiega ad AbruzzoWeb l'avvocato Corti - perché sarebbe dovuto accadere il contrario, cioè con il passaggio allo sporzionamento si sarebbe dovuto produrre un risparmio, e anche consistente, invece il prezzo è aumentato e il Comune ci ha rimesso mezzo milione".

Per legge, è sempre Corti a parlare, "se cambi le condizioni devi indire di nuovo la gara, non puoi regalare denaro in corso d'opera, c'è quindi una doppia illegalità".

L'avvocato della società ricorrente annuncia azioni di risarcimento danni contro il Comune, per intraprendere le quali si sta aspettando l'esito del procedimento della magistratura contabile per avere più forza in sede civile. "È chiaro che ci aspettiamo una condanna", chiosa.

L'udienza, stando alla prassi della Corte dei Conti, dovrebbe chiudersi lunedì stesso. Il collegio ha poi 60 giorni per emettere la sentenza.



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