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L'AQUILA: IL SALUTO DEL QUESTORE D'ANNA,
''LA CITTA' HA FATTO MOLTI PASSI AVANTI''

Pubblicazione: 20 febbraio 2020 alle ore 13:58

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L'AQUILA - "Tornando all'Aquila dopo 10 anni ho trovato una città diversa rispetto a quella che ricordavo nell'immediato post-sisma, l'ho trovata migliorata, in piena ripresa. Oggi vado via, ma chiunque abbia avuto la fortuna di conoscere questa realtà non la dimentica facilmente e io non dimenticherò mai L'Aquila".

Un discorso "a braccio", uno sguardo che lascia trasparire a tratti l'emozione, nonostante la sua impostazione istituzionale.

Ha salutato così la comunità il dirigente generale della Polizia di Stato Orazio D'Anna, questore del capoluogo abruzzese, arrivato in città 18 mesi fa.

D'Anna si insedierà nella Segreteria del dipartimento di Pubblica Sicurezza in attesa di ulteriori incarichi e a dirigere la questura dell'Aquila, sarà il dirigente superiore Gennaro Capoluongo, che si insedierà lunedì 24 febbraio.

Questa mattina, nella sala riunioni della questura, D'Anna in un incontro con i giornalisti ha sottolineato di aver partecipato alla riapertura delle sedi istituzionali, delle chiese e dei palazzi storici "con molto entusiasmo".

"La città ha fatto molti passi in avanti - ha spiegato - altri ne restano da fare, ma L’Aquila può confidare in un futuro di 'rinormalizzazione' e miglioramento, di questo sono certo".

Sull'andamento dell'attività della questura D'Anna ha confermato che i reati registrati nella provincia aquilana "sono in calo", in linea quindi con le dinamiche generali del paese: "Mi richiamo ai dati forniti nei mesi scorsi: La situazione è invariata, possiamo dire che c'è una standardizzazione dell'indice criminalità", ha aggiunto, ricordando l'analisi fornita a inizio anno, che ha evidenziato come si è passati da 6.959 reati registrati nel 2018 a 5.717 nel 2019.

L'ormai ex questore del capoluogo abruzzese, poi, è entrato nel delicato argomento del rapporto tra la ricostruzione e la criminalità organizzata: "Appetiti particolari si sono sviluppati nell’immediato post-sisma del 6 aprile 2009, ma segnali e sintomatologie trovate dagli operatori di Polizia hanno permesso di isolare questi casi, avviando procedimenti contro i soggetti malavitosi, per lo più con origini oltre i confini regionali".

"Questo percorso è proseguito negli anni ed è tutt'ora al centro dell'attenzione degli organi competenti - ha assicurato - 
Vengono riuniti spesso tavoli interforze che si occupano di analizzare i carteggi dei lavori nell'ambito della ricostruzione e, anche se 'invisibili', ci sono. I riflettori delle forze di Polizia e di tutti gli altri organismi sono costantemente accesi. Questo non vuol dire che il fenomeno non esista, gli avvoltoi in volo ci sono sempre, ma non bisogna sbagliare e colpire le aquile, è necessario mantenere una guardia alta per evitare 'la picchiata'. Questa è una terra che ha alle spalle millenni di storia e sotto questo aspetto il tessuto sociale è sano, chiaramente ci sono particelle che possono infiltrarsi, ma devono fare i conti con le misure di sicurezza".

Secondo quanto emerso dagli ultimi dati forniti sulla criminalità, all'Aquila non ci sono particolari emergenze, tuttavia "lo stalking e lo spaccio sono i reati predominanti, nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine, infatti, la droga resta ai primi delle fattispecie criminose, del resto - ha proseguito D'Anna - lo smercio è legato alla domanda e qui è alta".

Per reprimere e prevenire questo fenomeno la questura del capoluogo ha messo in campo una serie di iniziative, in particolare nelle scuole. Proprio in un'ottica di prevenzione è nato il progetto "Scuole sicure": "Se riscontriamo una maggiore fiducia da parte della comunità è anche per le azioni messe in campo. Con questo progetto - ha dichiarato l'ex questore - riusciamo a mettere insieme attività di tipo repressivo, preventivo e di contenimento, attraverso contatti assidui con i vertici scolastici, insegnanti, bidelli, presidi e tutto il personale che lavora a stretto contatto con gli studenti. In ogni caso, nel corrente anno scolastico abbiamo riscontrato un minor numero di casi di spaccio ad opera di soggetti appartenenti al mondo della scuola e anche esterni".

D'Anna ha spiegato di non aver alcun cruccio rispetto a quanto fatto in questo anno e mezzo, ma per il futuro il sogno è che "anche in Abruzzo il controllo sociale di vicinato diventi una realtà": "Si tratta di un contributo importante, già sperimentato in molte realtà italiane, anche sub-comunali. Lo scopo di questo progetto è collaborare alla gestione della sicurezza pubblica e urbana, i cittadini si trasformano in sentinelle, ma mai in sceriffi, perché è fondamentale non sostituirsi al ruolo delle istituzioni".

La proposta, che  deve essere sviluppata dagli enti locali, e in particolare dal Comune che ne è l'attore principale, "è stata presa in esame in alcune zone della provincia - ha aggiunto - qualora si creassero in futuro le condizioni per raggiungere questo obiettivo ritengo che potrebbe essere un valore aggiunto. Arriverà il momento in cui ci saranno anche in Abruzzo le prime esperienze embrionali, poi un lancio in maniera più organica".

Il controllo sociale di vicinato si basa su una stretta collaborazione tra i cittadini e le forze dell'ordine, "il tutto filtrato da una regia che è all’interno delle amministrazioni comunali, dove c’è una persona di riferimento per le situazioni di sicurezza urbana, che hanno ripercussioni sulla percezione di sicurezza che hanno i cittadini stessi - ha precisato D'Anna - Uno strumento che ha dato maggiori risultati nelle zone dove il tasso criminoso era più accentuato rispetto per esempio a una realtà come L'Aquila".

Sull'ipotesi di declassamento della questura aquilana D'Anna ha voluto rassicurare e spiegare che "è un riordino di tutto l’apparato, che riguarda sia le strutture centrali che quelle periferiche. Il termine 'declassamento' non è corretto. Il Dpr numero 171 del 2019, in vigore dal 15 febbraio, ha posto delle nuove regole per l'organizzazione degli uffici e l'individuazione delle qualifiche all'interno delle questure, si parla di una riorganizzazione e di una razionalizzazione delle risorse, ma da un punto di vista esterno questo non ha alcuna rilevanza".

Nel salutare la città, D’Anna ha voluto rinnovare il ringraziamento a tutte le istituzioni del territorio, all’autorità giudiziaria, alla prefettura, ai vertici delle altre forze dell’ordine e  ai vigili del fuoco.

Infine, ha rivolto un pensiero particolare ai sindaci di tutta la provincia e ai corpi di polizia municipale e provinciale dell’Aquila che “fanno un lavoro insostituibile” , ha spiegato, sottolineando che “spesso operano in numeri contenuti e in contesti molto impegnativi, per questo mi auguro che ci sia in futuro un incremento di personale – ha concluso - Rappresentano una costola importante e significativa per la sicurezza di tutti i cittadini”.

 



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