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L'AQUILA: DI STEFANO, ''10 ANNI PER LA SEDE UNICA COMUNE, SOLDI A RISCHIO''

Pubblicazione: 08 febbraio 2017 alle ore 12:47

Pietro Di Stefano
di

L’AQUILA - "Serviranno almeno altri otto o forse dieci anni per vedere realizzata la sede unica per gli uffici dei servizi  del comune dell’Aquila, con il rischio di vedersi ritirare il finanziamento da 35 milioni di euro stanziato con delibera Cipe numero 185 del 2012, delibera diventata operativa nel marzo del 2013".

È quanto affermato in un incontro con la stampa dall’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, che sul tema della sede unica, da realizzare all'Autoparco, nell'immediata periferia, nei giorni scorsi è finito in polemica con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che, invece, chiede uffici di nuovo in centro.

Di Stefano ha voluto sottolineare nel suo intervento la necessità di “avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere da qui a dieci anni. Obiettivo che è, secondo il piano di ricostruzione cittadino approvato dal consiglio Comunale il 9 febbraio 2012, la pedonalizzazione del centro storico - ha ricordato - Tutti gli interventi  e i progetti strategici contenuti nel piano di ricostruzione sono mirati alla pedonalizzazione e soprattutto alla rivitalizzazione del centro”.

Una vicenda, quella della sede unica dei servizi comunali, che ha subito molte battute di arresto, prima per problemi e dubbi legati alla conformazione del terreno su cui dovrebbe sorgere appunto l’edificio e cioè dove attualmente c’è la struttura che ospita l’autoparco comunale in via XXV Aprile, tra la stazione ferroviaria e il tribunale.

“Nel 2015 non si possono interrompere una procedura e un progetto già finanziato perché ci sono dubbi sul fatto che la sede sorgerebbe su un fosso - sostiene Di Stefano - Gli studi sul terreno si fanno proprio per stabilirne la struttura e la consistenza e calibrare in che modo costruire".

"L’intervento di recupero e rifacimento  si deve estendere, a tal punto, a tutto il cosiddetto Fosso di San Giuliano, per poi occuparsi dell’aspetto della rimozione dell’amianto di cui l’autoparco è pieno”, ha rilevato.

Anche le polemiche nate in seguito all’annuncio del progetto per la sede unica, che sottolineavano il pericolo di privare il centro storico cittadino di un polo di attrazione per le persone, hanno contribuito, a detta dell’assessore Di Stefano “a rallentare incredibilmente l’iter per il raggiungimento dell’obiettivo”.

Iter che deve partire dall’istituzione di un concorso internazionale di idee per il progetto architettonico della sede, in accordo con l’ordine degli Architetti, per poi passare alla fase esecutiva e di realizzazione “con il rischio, concreto, che, pur non essendoci un limite temporale definito, il finanziamento dopo tutti questi anni di inutilizzo, venga ritirato e destinato ad altri programmi”.

“Dire che si sta svuotando il centro e lo si sta privando degli uffici strategici non corrisponde al vero - ha proseguito Di Stefano - È proprio nel centro storico, così come è stato definito dal commissario per la ricostruzione, cioè tutto il territorio compreso nel perimetro delle mura civiche dell’Aquila e, aggiungiamo noi, in quella zona di frontiera che costeggia le mura tra viale della Croce Rossa e via XXV Aprile, proprio qui abbiamo inserito i progetti strategici del piano di ricostruzione”.

“Prima del terremoto - ha sottolineato l’assessore - le sedi comunali erano 5: palazzo Margherita, via Sassa, via Rocco Carabba, via Roma, via Edoardo Scarfoglio. Nel dopo terremoto la dislocazione dei servizi ha raggiunto 9 sedi diverse, in virtù dell’aumento del personale amministrativo in forza per la gestione dell’emergenza e della ricostruzione e dell’assistenza alla popolazione”.

“Bisogna semplificare la vita delle persone, per questo ribadisco la necessità di una sede unica per i servizi situata in una zona strategica, centrale, e servita da parcheggi e da quella che diventerà la metropolitana di superficie cioè la tratta ferroviaria San Demetrio-Sassa. Fare politiche con bene in mente l’obiettivo di come sarà la città tra dieci anni”, ha concluso.

 

  



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