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L'AQUILA: A PAGANICA 'LA PESCHIERA DELLA DISCORDIA', AVVOCATO PETRILLI, ''CITTADINI TENUTI ALL'OSCURO''

Pubblicazione: 27 maggio 2020 alle ore 10:02

L'AQUILA - La "peschiera" della villa comunale di Paganica, popolosa frazione dell’Aquila, divide l'opinione pubblica e i residenti denunciano di essere stati tenuti "all'oscuro della scelta", considerata appunto "non democratica".

"I vandali ci sono stati, ci sono e sempre ci saranno", ha replicato il giovane avvocato Gaetano Petrilli, portavoce di un folto gruppo di cittadini, a Fernando Galletti, presidente dell’amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio, che nei giorni scorsi ha inviato una nota in cui ha annunciato il progetto di riqualificazione dell'area, considerato un "luogo degradato" alla mercé di vandali e "terra di nessuno", sollevando critiche e proteste da parte dei residenti.

La cittadinanza ha sottolineato, infatti, che “di soluzioni ce ne sarebbero moltissime. Per esempio, prima dell'abbattimento si potrebbero vagliare le idee di una telecamera, o di migliorare l'illuminazione".

Diverse polemiche si sono sollevate già con l’invio della nota da parte dell’Asbuc: molti residenti di Paganica hanno fortemente criticato il Modus operandi degli Usi civici, ritenendo che sia stato fatto tutto “in sordina” e che, solo a seguito di una protesta spontanea dei cittadini, una volta venuti a conoscenza del piano, sia stato “addrizzato il tiro, ma con scarsi risultati”.

L’Asbuc ha replicato che: "Non è affatto vero che di questa progetto nessuno sapeva nulla, perché è stato avvisato il locale centro anziani e il locale circolo bocciofilo al quale, una volta smantellato il cantiere, avevamo chiesto di gestire a favore di tutta la collettività i campi da bocce da realizzare sulla aiuola limitrofa alla peschiera, anche essi parte del progetto di riqualificazione dell’area in questione, progetto anch’esso regolarmente approvato".

Ma oggi i cittadini tornano a puntare il dito, ribadendo con forza di non essere stati interpellati.

“Prima di entrare nel merito delle lamentele vorrei porre l’attenzione su un modus operandi che da anni ormai i paganichesi sono costretti a vivere o, per meglio dire, a subire – ha spiegato l’avvocato Petrilli - C’è come l’impressione, tra la popolazione della popolosa frazione aquilana, che le persone deputate all’amministrazione della stessa, abbiano il pieno potere di stravolgere la fisionomia del paese senza sentire, quantomeno, il dovere di informare chi quel paese lo ha vissuto e lo vive quotidianamente. Ed invero la lista degli esempi è davvero estesa ma, ovviamente a titolo puramente esemplificativo, vorrei soffermarmi su due in particolare: l’abbattimento del platano secolare che da sempre aveva caratterizzato la nostra piazza e soprattutto la ‘riqualificazione’ della galleria della Madonna D’Appari, gioiello paganichese invidiato da tutti”.

“Entrambi fatti, sicuramente, per ragioni di sicurezza, ma tenendo il più possibile i cittadini all’oscuro: l’albero fu abbattuto durante le prime ore di una domenica estiva, casualità?; o comunque non pubblicizzando quegli eventi che, in un modo o nell’altro, hanno mutato in maniera indelebile il nostro paese e comunque il ricordo che ciascuno degli abitanti ha di esso”, ha aggiunto il portavoce del gruppo.

“Tale Modus operandi che, ad ogni buon conto si contesta vivamente, è stato confermato proprio dal presidente Asbuc, nell’articolo che oggi si contesta, quando ha affermato che ‘non è affatto vero che di questo progetto nessuno sapeva nulla, perché è stato avvisato il locale centro anziani e il locale circolo bocciofilo’. Ebbene, una tale asserzione, senz’altro imbarazzante, mi spinge ad informare il presidente che, suo malgrado, la popolazione di Paganica non è composta soltanto da coloro che frequentano il circolo anziani né tantomeno il circolo bocciofilo – ha sottolineato -, ma è composta dalle famiglie di quei bambini che quotidianamente frequentano la villa, soprattutto nel periodo estivo; da tutti quegli adolescenti che durante l’estate si riversano lì; da tutte quelle persone che per un motivo o per l’altro non possono frequentare assiduamente la villa del paese, ma che hanno sempre il piacere di trascorrere qualche ora con i propri amici e conoscenti nel luogo che li ha visti crescere. Ed è composta, soprattutto, da tutte quelle persone hanno votato il presidente a seguito di una campagna elettorale perpetrata sulla scia di un programma ben definito, esposto in maniera chiara e concisa e riportata sul relativo volantino elettorale. E l’abbattimento della peschiera, tra quei punti, non era presente”.

“Non scendendo nel particolare, sia per una scelta di stile, sia perché, realmente, nonostante tutto, le innumerevoli azioni che il presidente Galletti ha svolto negli anni per il paese sono state più che lodevoli, vorrei porre luce sulle motivazioni che lo hanno spinto a maturare una tale scelta – ha precisato ancora Petrilli - Se la sua scelta è stata sostenuta dalla rabbia e dal desiderio di giustizia nei confronti di chi, al contrario, preferisce trascorrere il suo tempo a deturpare il nostro paese invece che a migliorarlo, mi dispiace notiziare il presidente che mettere ‘la verde aiuola luminosa’ al posto 'dell’oscura e sporca peschiera' piena di siringhe (siamo partiti dalle cicche di sigarette, passando per le lattine di birra, per arrivare alle bottigliette di metadone…Cosa ci sarà domani in quella peschiera?) non è la soluzione. Perché i vandali ci sono stati, ci sono e sempre ci saranno, e non è di certo una opera di riqualificazione che cambierà il loro atteggiamento”.

“Se invece la sua scelta deriva dal nobile intento di riqualificare effettivamente quella zona, perché questa azione non è stata pubblicizzata? Perché non informare l’intera popolazione di quello che stava per succedere? Perché non coinvolgere più persone possibili ed aprire un tavolo di confronto? Non è proprio questo il compito di una amministrazione locale? Sarebbe bastato rivolgersi a tutti, non soltanto al centro anziani ed al circolo bocciofilo, per essere trasparenti in quello che, a ragion veduta o meno, si sarebbe perpetrato persino a discapito delle innumerevoli prescrizioni normative esistenti – ha spiegato - È bastato infatti un minimo di informazione per creare un gruppo che – oltre a difendere un angolo del nostro paese, presumibilmente di non altissimo valore artistico-culturale tuttavia parte di ognuno - si è reso persino disponibile a ripulire la peschiera con turnazione settimanale”.

“Mi rivolgo ancora al presidente rammentandogli questo: forse di fronte non ha vandali che defecano sulle panchine! Forse non ha drogati e alcolizzati che hanno il solo intento di distruggere ciò che abbiamo di bello! – ha tuonato l’avvocato - Ma si sta rivolgendo a persone che nonostante idee discordanti tentano di dimostrarle, in maniera più che pacifica, che la democrazia, il senso civico e l’amore per il proprio paese vengono prima di ogni altra cosa. Persone che le stanno chiedendo soltanto che la loro opinione venga presa in considerazione, al pari del circolo bocciofilo e del centro anziani, e non ad opera compiuta. Persone che hanno messo la loro faccia, sono scesi in prima linea, nonostante gli insulti da lei rivolti, per dire un no. Un no ad un atteggiamento che, sinceramente, li ha stremati”, ha concluso. (a.c.p.)



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