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INFLUENZA, ARRIVANO I MESI CLOU, IL DOC 'COME PREVENIRLA O CURARLA'

Pubblicazione: 28 gennaio 2013 alle ore 08:00

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L’AQUILA - Quanti malati in questo periodo sono a letto per l’influenza? Non si contano.

Proprio in questi giorni, non a caso, il picco degli allettati ha raggiunto infatti i suoi massimi livelli.

Tra i più esposti bambini e anziani, anche se quest’anno anche gli adolescenti sembrerebbero risentire del noioso male di stagione.

Si è ancora in tempo, qualche giorno, dicono gli esperti, per ricorrere al ‘prodigioso’ vaccino, che in ogni caso comincia a renderci immuni, una volta inoculato, non prima di 10 giorni dal trattamento.

AbruzzoWeb ne ha parlato con il dottor Vito Albano, vice segretario provinciale Fimgg (Federazione italiana medici medicina generale) prodigo di utili consigli su come prevenire e all’occorrenza curare le cause del virus di turno, che si diverte a tormentarci con quell’odiosa linguetta di mercurio.

Sono stati molti a vaccinarsi quest’anno?

Per la verità molto meno di quelli previsti. Stavolta la paura del vaccino, che era stato ritirato per la sua probabile pericolosità, ne ha fatto diminuire la richiesta. Le Asl, dopo il ritiro dello scorso novembre del primo vaccino, si sono poi attivate, anche se con un leggero ritardo.

Quali sono i mesi peggiori?

Sicuramente gennaio e febbraio. Bisogna però chiarire un aspetto importante: non tutte le malattie da raffreddamento sono influenzali. In Italia per le malattie più generiche non c’è una difesa appropriata. La cosa migliore è in ogni caso bloccare l’epidemia diffusa. In secondo luogo è essenziale che il vaccino venga somministrato a più pazienti possibili: sta proprio in questo la sua vera efficacia. Maggiore è il numero di persone che si vaccina e maggiore è la sua funzionalità. Si dovrebbe raggiungere almeno l’80%: ma non siamo arrivati mai a questi risultati, anche se negli anni passati questo tipo di prevenzione era meno diffuso.

L’aumento del numero dei vaccinati servirebbe dunque a contenere il pericolo di contagio?

Sì, ma non solo. L’influenza per esempio nelle persone anziane può dare complicazioni notevoli. Ecco perché esiste questa campagna anti-influenzale. Oggi abbiamo tante cure per riuscire ad arginarla. Una cosa è certa: oggi combattiamo bene l’influenza e infatti da questo ne viene il nostro maggior benessere.

Ma quali sono i potenziali effetti collaterali del vaccino?

C’è da dire questo che il vaccino come qualsiasi tipo di sostanza può dare reazione allergiche. Faccio un esempio: alcuni di questi vengono coltivati sulle uova. È evidente che chi è allergico a questo alimento non può sottoporsi alla prevenzione. Ma al di là di questo, non si può stabilire con certezza il grado di intolleranza specifica.

Una volta arrivata l’influenza, come va curata?

Innanzitutto con i classici antinfiammatori. Se c’è un problema più particolare, come mal di gola o tosse, con sedativi. Quando poi l’influenza crea una seria infezione va somministrato l’antibiotico.

Ma anche con questi farmaci esiste anche il problema legato agli effetti collaterali provocati dalla loro assunzione?

È necessario prenderli e in ogni caso gli effetti collaterali si possono anche molto ridurre. Si consiglia di prendere farmaci a stomaco pieno. Se la cura è prolungata, a seconda dei casi, serve un protettore gastrico.

Ma se si volesse ricorrere a rimedi alternativi, pensiamo all’omeopatia o alla naturopatia?

Sono certamente validi prodotti. Ma è anche vero che come tutti gli altri farmaci hanno la loro utilità. Vanno usati con oculatezza, pur se ‘naturali’, e comunque mai usati da soli. Il fatto che un prodotto è naturale non è detto che sia innocuo.



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