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INCUBO A14: CANTIERI E SEQUESTRI, LA MAPPA DEL CAOS TRA MARCHE E ABRUZZO

Pubblicazione: 30 giugno 2020 alle ore 08:45

PESCARA - Cantieri e sequestri su un tratto lungo 156 chilometri: l'incubo A14, con il traffico infernale tra Marche e Abruzzo, rischia seriamente di compromettere l'estate spaccando a metà il Paese.

E la Regione Abruzzo, gli autotrasportatori e Autostrade per l'Italia, quasi in coro, chiedono al Mit di sbloccare la situazione. 

I timori più grandi dei territori, degli autotrasportatori e della stessa società Autostrade riguardano le prossime settimane e l'esodo estivo, in un momento economico in cui l'Italia non può permettersi freni al turismo e alla mobilità. 

Il tratto delle polemiche è quello compreso tra i caselli di Val di Sangro e Porto Sant'Elpidio. 

All'origine dei problemi, ricorda Il Centro, non ci sono solo i tredici viadotti sottoposti a sequestro dal gip di Avellino - in Abruzzo ne sono otto, cinque dei quali dissequestrati temporaneamente e tre, cioè il Marinelli, il Cerrano e il Santa Maria, ancora sotto sequestro - ma anche il fatto che cantieri pronti a partire non riescono a farlo perché manca il via libera del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Progetti presentati da tempo, uno addirittura da tre mesi, infatti, sono fermi. 

Dopo i sequestri - al centro del contendere ci sono questioni tecniche e di collaudo relative alle barriere bordo-ponte installate sui viadotti - Autostrade per l'Italia si è resa disponibile ad effettuare rapidamente la sostituzione delle strutture. Estremamente complesso, però, l'iter, che prevede ben sette differenti passaggi amministrativi. 

La questione era esplosa drammaticamente tra dicembre e gennaio, quando, dopo mesi di traffico infernale, fu imposto anche lo stop ai mezzi pesanti nel tratto tra Pescara Nord e Atri Pineto, con la viabilità ordinaria che andò in tilt. Poi il lockdown, con il drastico calo del traffico. Un mese e mezzo fa la riapertura e il ritorno dei disagi e delle code. 

Ma con l'estate in arrivo l'economia deve ripartire. 

Dopo la Regione, scrivono alla ministra Paola De Micheli ben sedici sigle del mondo dell'impresa e dei sindacati abruzzesi - Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl - che lanciano un appello e chiedono un "impegno diretto" per una "rapida soluzione dei disagi che paralizzano il tratto autostradale". 

Nella nota, inviata anche al presidente della Regione, Marco Marsilio, e ai parlamentari abruzzesi, le 16 sigle ricordano a De Micheli "il grave congestionamento che interessa attualmente un tratto rilevante dell'autostrada A14, tra l'Abruzzo e le Marche, importantissima arteria del Paese da mesi oggetto di vicende giudiziarie, con sequestri di numerosi viadotti, operati dal gip del Tribunale di Avellino, su manufatti ritenuti pericolosi per la sicurezza dei viaggiatori". 

C'è poi la questione della riduzione dei pedaggi: le sedici sigle chiedono infatti a De Micheli di "di farsi portavoce dell'istanza che proviene da tutte le realtà sociali, economiche e produttive dell'Abruzzo e del Paese, affinché il gestore applichi sostanziose riduzioni alla tariffa del pedaggio nel tratto descritto".



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