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ILARIA CUCCHI CITTADINA ONORARIA L'AQUILA: SI, ''CHI INSULTO' NON SI E' SCUSATO''

Pubblicazione: 13 ottobre 2018 alle ore 12:03

Stefano Cucchi

L'AQUILA - "La città dell'Aquila ha da essere orgogliosa: una sua cittadina onoraria, Ilaria Cucchi, sta portando verità e giustizia in uno dei tanti casi di violenza e depistaggio di Stato. Un pensiero per La Russa e Giovanardi, all'epoca dei fatti Ministri della Repubblica, che insultarono Stefano Cucchi e la sua famiglia senza nessun rispetto per il dolore che stava vivendo. Così come per il Ministro Matteo Salvini che rivilgendosi ad Ilaria disse 'mi fa schifo'. Le scuse ancora tardano ad arrivare". 

È quanto si legge in una nota di Pierluigi Iannarelli, segretario del Circolo Sinistra Italiana dell'Aquila.

"Qualche anno fa, su proposta del nostro Enrico Perilli, allora consigliere, il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a Ilaria Cucchi e Patrizia Aldovrandi, con i voti favorevoli del centrosinistra e dell'Udc, la Lega uscì dall'aula e qualche sparuto consigliere di destra votò contro", ricorda il segretario. 

"Ilaria e Patrizia rappresentano la forza di chi, nonostante tutto, nonostante un figlio e un fratello uccisi a calci e pugni da chi doveva garantire ordine e giustizia, hanno continuato a credere nella Stato democratico e repubblicano, quello a cui i carnefici dei loro cari hanno giurato fedeltà per poi in seguito rinnegare il giuramento mentendo nei tribunali e depistando", prosegue Iannarelli.

"Vale la pena credere nella giustizia, questo è l'insegnamento di Patrizia e Ilaria. Il pensiero va doverosamente a Giuseppe Uva, a Bianzino e a tanti altri cittadini morti mentre erano nelle stanze di caserme e carceri. Va a tutti i senza voce, migranti in primis, che quotidianamente, come tutti sappiamo, subiscono vessazioni e abusi da parte di rappresentanti dello Stato - aggiunge - Oltre alla cieca  violenza messa in atto quello che indigna e inorridisce è il depistaggio compiuto da chi crede solo ad un criminale cameratismo che lo porta a falsificare verbali e prove".

"È la storia del G8 di Genova con prove false e manifestanti torturati come nel Cile dei Pinochet. È la storia di responsabili di inaudite violenze sfuggiti alla giustizia grazie a falsificazioni di verbali ed è la storia di chi è stato promosso e messo in sicurezza invece che in carcere - si legge nella nota - Oggi però la verità ha vinto, il muro è crollato", conclude.



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