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E' GIA' INIZIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE REGIONALI, ANCHE SE ANCORA NON SI CAPISCE QUANDO SI VOTA, MOLTO DIPENDERA' DALLE DECISIONI DEL GOVERNATORE

IL PD PENSA AL DOPO D'ALFONSO E TRA LEGA E
FI E' GIA' BRACCIO DI FERRO PER IL CANDIDATO

Pubblicazione: 27 marzo 2018 alle ore 06:30

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L'AQUILA - Braccio di ferro tra Forza Italia e Lega con Fratelli d'Italia alla finestra. Così in Abruzzo il centrodestra si prepara alle elezioni regionali, con i salviniani pronti a rivendicare la candidatura alla presidenza e gli azzurri che li frenano, anche in virtù della concessione fatta in Friuli dov'è spettato alla Lega il candidato governatore.

Schermaglie che potrebbero essere destinate a restare tali ancora per un bel po' qualora si votasse a scadenza naturale della legislatura, nella primavera 2019, o a trasformarsi in una vera e propria guerra se si dovesse tornare alle urne in autunno, se al presidente Luciano D'Alfonso del Partito democratico, neo senatore, non dovesse andare in porto il piano che lo vedrebbe passare il testimone, il più tardi possibile, al suo vice Giovanni Lolli, il quale condurrebbe poi il governo abruzzese alla fine del quinquennio.

Un primo vero corpo a corpo nel centrodestra è andato in scena anche all'ombra di Montecitorio in occasione della prima seduta della nuova legislatura, dove il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, neo deputato, ai microfoni di AbruzzoWeb è tornato a rivendicare un ruolo da protagonista in virtù del lusinghiero risultato ottenuto il 4 marzo, che tuttavia in Abruzzo non li ha portati a superare Forza Italia, se non nel collegio L'Aquila-Teramo.

Un nome sul quale i salviniani potrebbero puntare è quello dell'ex assessore regionale Gianfranco Giuliante, responsabile regionale dei dipartimenti, ma la campagna acquisti è appena iniziata e potrebbe riservare sorprese, anche all'interno dello stesso Consiglio regionale. Ma è spuntata anche la possibilità di un grande salto per l'assessore comunale aquilano Emanuele Imprudente, tra i "pionieri" della Lega in Abruzzo.

Ma gli azzurri frenano, e a tutti i livelli escludono la possibilità di cedere il passo agli alleati. D'altra parte è ricco il parterre dei pretendenti forzisti, tra i quali alcuni esclusi eccellenti dall'ultima competizione per il Parlamento come l'onorevole Fabrizio Di Stefano, non ricandidato, o Paola Pelino, non rieletta. A loro si aggiungono due recordman di preferenze come i consiglieri regionali Paolo Gatti e Mauro Febbo e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, che ha fatto il suo ingresso in Forza Italia con la benedizione di Berlusconi dopo una, neanche troppo breve, parentesi nel disciolto Nuovo centro destra.

Di Stefano che siedeva in prima fila alla convention delle liste, civiche ma non troppo, di sabato scorso a Pescara, dove l'ex deputato Daniele Toto, erede del colosso imprenditoriale che porta lo stesso nome, insieme all'ex sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio e al patron di Humangest Gianluca Zelli hanno piantato il primo picchetto in vista della costruzione di una rete movimentista sì, ma che sembra guardare più al centrodestra che al centrosinistra.

Le prime frizioni nella coalizione, intanto, si ripropongono anche al Comune dell'Aquila, dove Forza Italia, che vede minata la poltrona dell'assessore alla Cultura Sabrina Di Cosimo, al centro delle polemiche per le modalità di assegnazione dei fondi culturali, prova a gettare la palla in campo "avversario" chiedendo la testa dell'assessore all'Urbanistica Luigi D'Eramo, neo deputato salviniano.

A rompere gli indugi è stato l'onorevole Antonio Martino, che a margine della prima seduta della Camera ha detto che "sarebbe importante fare un rimpasto di giunta e dare la possibilità all'onorevole D'Eramo di fare il deputato e trovare la migliore soluzione per la delega all'Urbanistica che è una delega importante e non può essere gestita part-time".

Nonostante le schermaglie locali, in ogni caso, c'è da aspettarsi che dalle stanze romane non resteranno a guardare, basti pensare che la soluzione all'impasse che si era venuta a creare al Comune di Avezzano è stata trovata proprio in un incontro romano mentre si riunivano per la prima volta le Camere, e che i tre parlamentari azzurri, lo stesso Martino, l'ex ministro Gianfranco Rotondi e il coordinatore regionale Nazario Pagano sono alcuni tra i più vicini a Berlusconi.

QUI CENTROSINISTRA

Se il centrodestra è già in fibrillazione per le elezioni regionali, forte del risultato del 4 marzo, il centrosinistra ancora si lecca le ferite. Ma le sorti della Regione sono appese a un filo e dipendono essenzialmente dal Partito democratico che ha perso 70mila voti e 8 punti percentuale: nell'ipotesi in cui non si riuscisse a formare un governo e si tornasse al voto, infatti, il presidente Luciano D'Alfonso, eletto al Senato, potrebbe tornare in sella in Abruzzo.

Potrebbe essere questo il motivo per il quale il governatore sta cercando di rinviare il più possibile la scelta dell'opzione, che comunque le norme gli impongono, tra palazzo Madama e palazzo Silone.

Le sue dimissioni dalla Regione, comunque contemplate dallo stesso D'Alfonso, farebbero passare lo scettro al vice presidente Giovanni Lolli, che con una serie di equilibrismi normativi che c'è chi contesta, potrebbe riuscire a condurre l'ente a scadenza naturale della legislatura, nella primavera 2019.

In questo caso Lolli, che spesso si è schernito quando gli è stato chiesto, sarebbe il successore ideale per una candidatura alla presidenza della Regione, visto che uno di quelli sui quali fino ad oggi si sono concentrate la maggiori attenzioni, il chietino Camillo D'Alessandro, ha preso il volo per la Camera dei deputati.

Ma resta l'incognita Giovanni Legnini, che cessa il suo mandato alla vice presidenza del Consiglio superiore della magistratura il prossimo settembre ed è da tempo corteggiato in terra d'origine, ma pure nelle alte sfere delle istituzioni e delle professioni del Paese.

Il centrosinistra ha poi da fare i conti con l'ala civica guidata dall'assessore Andrea Gerosolimo, che si è recentemente arricchita del collega di giunta Donato Di Matteo, ex Pd: se in quest'ultimo caso è difficile immaginare un cambio di schieramento, Gerosolimo, che non ha mai fatto mistero di dialogare con tutti e ha sempre rivendicato la natura apartitica del suo impegno politico, sembra invece pronto al dialogo con il centrodestra.

È con quest'ultima coalizione, d'altra parte, che fece l'assessore provinciale con il presidente Antonio Del Corvo, ed è con la disciolta Alleanza nazionale che si è formata la moglie, Marianna Scoccia, anch'essa componente di quella giunta provinciale e oggi sindaco di Prezza (L'Aquila).

Il Partito democratico, intanto, con l'assessore regionale al Bilancio e alla Sanità Silvio Paolucci ha indicato in una nuova legge elettorale regionale la priorità. La deputata Stefania Pezzopane ritiene essenziale che il nuovo sistema di voto contempli la doppia preferenza di genere, ma mette in guardia da "trame che possano ritorcersi contro" il suo stesso partito, come accaduto a livello nazionale, dove il Rosatellum che, nelle intenzioni dei partiti avrebbe dovuto arginare l'avanzata del Movimento cinque stelle, ha invece spianato la strada ai grillini e condotto anche all'ingovernabilità.



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