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GRAN SASSO: RASSEGNA OVINI CANCELLATA, PERILLI E
CIALONE, ''PALADINI AREE INTERNE BATTANO UN COLPO''

Pubblicazione: 23 luglio 2018 alle ore 11:45

L’AQUILA - “Con l’incendio dello scorso anno a Fonte Vetica, durante la rassegna Ovini, le istituzioni hanno dimostrato la loro inadeguatezza  e oggi cancellano una fiera storica che andava in scena da 59 anni, i paladini delle aree interne battano un colpo”.

A scriverlo in una nota sono l’ex consigliere comunale dell’Aquila ed ex presidente della commissione Programmazione e territorio di Rifondazione comunista, Enrico Perilli, e l’architetto Giovanni Cialone, che hanno annunciato la loro presenza il 5 agosto, data in cui si sarebbe dovuta svolgere l'evento, a Campo Imperatore (L’Aquila), insieme agli allevatori e agli agricoltori per la contro manifestazione partita dal basso.

Il riferimento è alla notizia della cancellazione della rassegna, da parte della Camera di commercio dell'Aquila, riportata dal quotidiano Il Centro, che ha fatto discutere e ha sollevato numerose polemiche. Qualche settimana fa si era parlato dell'abolizione del grande mercato degli ambulanti, numero chiuso alle automobili con servizi di bus navette, controlli più rigorosi in chiave antincendio e rispetto del'ambiente, l’eventuale chiusura nella giornata dell’evento, delle storiche macellerie Mucciante e Giuliani, ma mai di cancellazione vera e propria.

Nella nota i due spiegano che “nelle aree interne montane il settore economico legato all’agroambiente - allevatori ed agricoltori - soffre di una crisi strutturale che dura da tempo. Fuori dall’agenda politica nazionale e regionale e con un Piano di Sviluppo Rurale (Psr) che strizza l’occhio ai modelli di agricoltura intensiva, i pochi ‘resistenti’, che si ostinano a produrre cibo buono e pulito in montagna sono bistrattati, in particolare dalle istituzioni”.

“Dopo la figuraccia rimediata l’anno passato con l’incendio, che ha distrutto buona parte dei boschi sulle falde del monte Tremoggia a Campo Imperatore, con grave danno ambientale in un’area particolarmente delicata, disastro causato da incompetenza nel predisporre misure minime di prevenzione (non era presente nessun mezzo antincendio adeguato),  quest’anno si è deciso di passare la mano, di chiudere baracca e burattini”.

In realtà si sta valutando l'ipotesi di spostare a settembre il grande evento, che ad ogni edizione richiama migliaia di visitatori, ma la circolare Gabrielli sulla sicurezza, anche alla luce dei fatti dell'anno scorso, con il rogo divampato proprio durante la Rassegna, in piena area protetta, e per il quale sono sotto processo cinque persone, potrebbe decretare la fine della storica manifestazione.

Un incendio che ha mandato in fumo 300 ettari, di cui 11 di pregiate faggete. Un rogo che si riuscito a domare solo dopo 15 giorni con l'impiego di due canadair e due elicotteri coadiuvati dalle squadre di terra, non presenti in loco al primo divampare delle fiamme.

Cinque ragazzi, accusati di essere i responsabili dell’incendio sono stati rinviati a giudizio a maggio scorso, ma le feroci polemiche hanno investito anche gli organizzatori, in primis la Camera di Commercio dell’Aquila.

Polemiche che ora sembrano aver sortito effetti positivi.

“L’istituzione che organizza è la Camera di Commercio, con Comune di Castel del Monte e Parco ed ancora una volta costoro si dimostrano inadeguati. Insomma si chiama Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura ed è ‘Ente autonomo funzionale di diritto pubblico che, nell'ambito della circoscrizione territoriale provinciale, svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell' ambito delle economie locali’ ed ancora la Camera dovrebbe fornire ‘promozione e supporto alle imprese…. interventi di assistenza, informazione economica, di formazione professionale, di studi e ricerche di mercato’”, sottolineano Perilli e Cialone.

“Ebbene, invece di trasformare la ‘festa delle pecore’ oltre che in un evento ludico anche in un momento di riflessione sullo stato di un comparto antico, tanto importane ma in profonda crisi per la cronica carenza di politiche che aiutano nuove imprenditorialità desiderose di  investire in questo settore; invece di chiamare a confronto allevatori, sindaci, parco e regione magari sul Piano di Sviluppo Rurale che vede la montagna negletta; invece di organizzare momenti di ascolto e promozioni dei tanti prodotti marginali ma di grande qualità, buoni e puliti, che si producono in montagna ed in particolare nella filiera della pecora, si fugge dalle proprie responsabilità, si annulla una manifestazione che, pur con tante pecche, andava avanti da 59 anni”, aggiungono.

“Naturalmente, in questa storia, anche la Regione con quei ‘paladini’ delle aree interne, dovrebbe battere un colpo. La responsabilità dell’annullamento della manifestazione  sarebbe della famigerata circolare Gabrielli sulla sicurezza;  ma a ben leggere, l’ultima nota del 18 luglio scorso del Ministero degli Interni, per ambienti aperti e fino a 20 mila persone, non dovrebbe risultare tanto difficile raggiungere livelli minimi di sicurezza e poi, come da sempre auspicato, questo dovrebbe essere il momento di decentrare  parte della manifestazione a Castel del Monte (le bancarelle ad esempio) e a piano San Marco, dove c’è la struttura ex Forestale e il mai finito museo della transumanza del Parco, dove prevedere le occasioni pomeridiani di confronto e riflessione ed i luoghi per le esposizioni. Ci vorrebbe poco. Noi in ogni caso il cinque saremo li, con i pastori”, concludono.

Sulla vicenda è intervenuta, con una nota, la Camera di Commercio dell'Aquila che, in sostanza, introduce ad una nuova formula della manifestazione che, quasi sicuramente, si svolgerà non prima di settembre.

"Con riferimento alle notizie apprese sugli organi di stampa, ribadisce la precisa volontà di non interrompere la ultracinquantennale storia della Rassegna degli Ovini di Campo Imperatore come già precisato e ribadito negli atti di Giunta, nei verbali del comitato organizzatore e in conferenza stampa". 

"Ancora nella Giunta di oggi appositamente convocata dopo la riunione dell’ultimo comitato organizzatore - continua la nota -, nel prendere atto del piano di safety necessario, elaborato dalla società incaricata, sulla scorta della circolare Gabrielli e valutate le  modifiche di cui all’ultima direttiva del 18 luglio, ha dovuto constatare non senza profondo rammarico, l’impossibilità di poter organizzare la Rassegna degli Ovini secondo la storica tradizione nella data del 5 agosto".

"La stessa infatti viene classificata dalle norme oggi in vigore ad elevato rischio comportando una onerosa e complessa macchina organizzativa. In ogni caso la Giunta camerale si sta adoperando per l’adozione di nuove formule che consentiranno di non cancellare l’iniziativa e di svolgere la stessa nel mese di settembre, per questo anno, coniugando storia, tradizioni e formule innovative di un’attività che affonda le proprie radici in una tradizione antica", conclude la nota.



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