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IL SOTTOSEGRETARIO BOCCI A L'AQUILA PER FIRMA PROTOCOLLO D'INTESA

GIORNATA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE
L'AQUILA, DIFESE DA RETE DI ASSOCIAZIONI

Pubblicazione: 25 novembre 2014 alle ore 17:01

Una fase dell'evento
di

L’AQUILA - Una rete che garantisca l’assistenza alle donne vittime di violenza in tutte le fasi, con una forte sinergia tra istituzioni mediche, forze dell’ordine, magistratura, enti e associazioni che si occupano di tutela delle donne.

Con questo scopo si è svolto oggi all’Aquila il workshop presso la sede dell’ordine dei medici nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, dal titolo “Una modello di rete efficace. Sinergia tra sanità, forze di polizia e magistratura nell’assistenza e nella tutela della vittima di violenza di genere”

 “L’esigenza è quella di una forte sinergia tra le parti interessate - ha spiegato Massimo Casacchia, professore di psichiatria dell’università dell’Aquila e responsabile scientifico del convegno - Abbiamo creato un protocollo per la gestione del fenomeno della violenza di genere. È stato un lavoro lungo, ma siamo riusciti a creare un documento in cui si possono trovare le linee guida su come affrontare queste situazioni complicate”.

Per il docente “questo protocollo parte dall’inizio, dalla fase di accoglienza, per preparare gli interlocutori delle donne vittime di violenza a gestire al meglio questa situazione delicata e analizza tutte le varie fasi dell’accoglienza e dell’aiuto da dare a queste donne”.

Un protocollo utile, quindi, non solo ai medici, ma anche a poliziotti e psicologi. “Bisogna creare - ha dichiarato Maurizio Ortù, presidente dell’ordine dei medici dell’Aquila - una cultura contro la violenza di genere, una prevenzione. Dobbiamo, inoltre, essere pronti a interventi immediati in modo da cercare di risolvere da subito questione che a lungo andare possono diventare sempre più pericoloso e difficili da gestire”.

“Credo che l’ordine dei medici - ha concluso - abbia lo stesso ruolo della polizia, siamo un ente sussidiario dello Stato a protezione del cittadino e quindi dobbiamo fare di tutto per aiutare le persone che vengono da noi”.

Nella creazione di questa rete di sinergie è stata coinvolta anche la questura dell’Aquila e la Polizia di Stato.

“Dobbiamo far crescere la cultura di genere del nostro Paese e del nostro territorio - ha dichiarato Vittorio Rizzi, questore del capoluogo - Ci siamo accorti che la prima fragilità del nostro sistema si può riscontrare quando la donna vittima di violenza varca le porte di una stazione di polizia per denunciare i fatti. Abbiamo pensato, quindi, di costruire un percorso di accoglienza che rispetti la persona vittima di violenze fin dalla fase di accoglienza e di ascolto”.

Per questo motivo la questura dell’Aquila ha pensato di adottare una buona pratica che è stata utilizzata spesso per la gestione di problemi con i minori.

“Stiamo realizzando, con l’aiuto dell’associazione ‘L’Aquila città per le donne’, un ambiente dedicato all’ascolto protetto di queste persone che si fanno coraggio e decidono di denunciare i loro aguzzini - ha aggiunto Rizzi - Già nei mesi precedenti, grazie al camper organizzato da noi, siamo riusciti a scoprire un mondo sommerso, quello che vogliamo fare è migliorare il nostro approccio al problema, la sala, inoltre avrà una struttura modulabile di video presidio, che darà la possibilità di avere un supporto video nelle fasi successive alla denuncia, ma pensata anche per fini scientifici”.

Uno dei grandi problemi della questione della violenza di genere, secondo il questore, infatti “è la mancanza di uno studio organico su questo fenomeno. Proprio come è successo con i casi di minori, speriamo che tutto il materiale che sarà raccolto, venga usato da una sorta di comitato scientifico per studiare delle linee guida e delle buone pratiche di gestione di situazioni difficili”.

La sala di ascolto, che si chiamerà sala Erica, sarà donata dai circoli Rotary dell’Aquila e verrà inaugurata prossimamente.

“Fare rete significa cedere un po’ della propria sovranità in tutti i settori per affrontare insieme una causa comune. Stiamo facendo piccoli passi in avanti, le criticità del territorio sono molte, dobbiamo ricordare che, addirittura, il centro antiviolenza dell’Aquila non ha una sede propria e che sul territorio non ci sono case rifugio - ha concluso Rizzi - Per questo motivo credo che oltre a firmare questo protocollo di rete, dobbiamo muoverci per trasformare queste idee in azioni concrete e pratiche”.

Al workshop hanno partecipato anche Fausto Cardella, procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Roberta D’Avolio, sostituto procuratore della Repubblica, Emanuela Di Giovambattista, assessore alle politiche sociali del Comune dell’Aquila, Giancarlo Silveri, direttore generale Asl Abruzzo, Vito Albano, medico di medicina generale, Carla Falli, vice presidente nazionale Adgi centro Italia, Patrizia Masciovecchio, direttore medicina legale del San Salvatore L’Aquila e Luigi Valenti, direttore del pronto soccorso dell’Aquila.

SOTTOSEGRETARIO BOCCI: "INSIEME TUTTI GLI ATTORI CHE HANNO RESPONSABILITA'''

Alla presenza del Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, onorevole Gianpiero Bocci, è stato stipulato oggi presso la sede della Prefettura dell’Aquila un Protocollo interistituzionale per il contrasto alla violenza contro le donne.

La stipula del protocollo proprio nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne vuole essere un chiaro segnale alla cittadinanza della volontà comune di contrastare ancor meglio nel territorio abruzzese tale fenomeno che nel solo 2013 ha riportato in Italia, secondo l’ultimo rapporto Eures, una vittima ogni due giorni.

Il Prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, i prefetti di Chieti e Teramo, Fulvio Rocco de Marinis e Valter Crudo, i presidenti dei Tribunali della regione, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni dell’Aquila, i procuratori della Repubblica della regione, il direttore Regionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, i direttori generali delle Asl abruzzesi e la Consigliera di parità regionale Letizia Marinelli, promotrice dell’iniziativa, hanno apposto le loro firme al documento, siglato altresì dal sottosegretario.

“Questo protocollo d’intesa – ha spiegato il sottosegretario Bocci - mette insieme tutti gli attori che hanno una responsabilità e un ruolo di prevenzione e nel rafforzare la cultura del rispetto di genere. Un’iniziativa che va nella giusta direzione, serve poi una rete di servizi sui territori che sia capace di prevenire, educare e assistere, che intervengono non soltanto dopo la violenza - ha aggiunto - La violenza di genere ha raggiunto numeri e dimensioni molto proccupanti, il governo ha fatto e sta facendo sforzi enormi per far fonte al femminicidio”.

Secondo Bocci “non c’è solo la necessità di reprimere e di assicurare alla giustizia i responsabili di tanta violenza. lo sforzo maggiore lo dobbiamo fare sul fronte della prevenzione”.

Il Protocollo firmato oggi, alla presenza dei questori e dei comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza delle quattro province abruzzesi, è il primo ad essere stipulato in Italia a carattere regionale.

"Con questo protocollo - spiega il prefetto Alecci - forze dell’ordine, medici, magistrati, e tutti i soggetti coinvolti, agiranno in modo coordinato per contrastare questo drammatico fenomeno. Ciascun organo della pubblica amministrazione agirà secondo le sue competenze, ma ci sarà scambio costante di informazioni e azioni coordinate".

Particolare attenzione sul fenomeno dilagante dello stalking.

“E' un reato introdotto di recente nel codice penale, su cui è importante lavorare perché prodromico agli atti di violenza vera e propria, un avvicinamento insistente, pervicace invasivo, che limita la libertà della donna, e che questo protocollo aiuterà ad affrontare”.

 

 



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