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PD ALL'ATTACCO DEL SINDACO BIONDI E PRESIDENTE MARSILIO, REPLICA SILVERI, ''GOVERNO ASSENTE'', IRA APINDUSTRIA, ''INCAPACITA' GESTIONALE PAGATA DALLA CITTA'''; INTANTO PER RICOSTRUZIONE 2016 MARSILIO ASSUME 12 TECNICI

FASE DUE: ''RIAPRONO CANTIERI MA NON A L'AQUILA, GRAVE FALLIMENTO'', E' POLEMICA

Pubblicazione: 04 maggio 2020 alle ore 11:28

L'AQUILA - "È un gravissimo e triste fallimento la non riapertura – oggi – dei cantieri della ricostruzione: le imprese restano ferme e gli operai in cassa integrazione per i ritardi di Regione, Asl e Comune dell’Aquila. Per la salute collettiva per primi abbiamo chiesto di sospendere i lavori quando l’epidemia stava esplodendo, mentre la Giunta comunale e regionale (diversamente da altri Comuni e Regioni) hanno atteso giorni scaricando la scelta sul Governo. Ora, con l’avvio della Fase2 abbiamo chiesto come priorità assoluta la disponibilità di mascherine, tamponi e test sierologici, con adeguato rafforzamento dei Laboratori d’analisi, per garantire la riapertura di alcune attività in assoluta sicurezza". 

È quanto si legge in una nota firmata da Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale Pd, la deputata Dem Stefania Pezzopane, Stefano Palumbo, capogruppo Pd dell'Aquila, Stefano Albano, consigliere comunale Pd, Emanuela Di Giovambattista, segretaria Pd del capoluogo abruzzese e Carlo Benedetti, presidente del Pd aquilano.

A loro replica in consigliere di centrodestra del gruppo misto, Roberto iunior Silveri,che invece punta l'indice sul governo di centrosinistra. 

Mentre cantieri a L'Aquila sono fermi, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, questa mattina a L’Aquila, negli uffici di via Salaria Antica Est, ha accolto i primi dodici tecnici che hanno firmato il contratto e sono stati assunti per il potenziamento dell’Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016.

Il contingente di 30 unità concesso nell’ambito della ripartizione aggiuntiva del personale previsto dal cosiddetto decreto “Sbloccacantieri” entrerà a pieno regime dopo le prossime assunzioni otto delle quali il prossimo 15 maggio e le rimanenti dieci il 1° giugno. Il nuovo personale svolgerà, per il momento, il proprio lavoro in modalità agile assicurando comunque le necessarie attività di front-office con i tecnici coinvolti.

Sulla vicenda della mancata ripartenza è intervenuto anche il segretario generale di Apindustria L'Aquila, Massimiliano Mari Fiamma: "Il risultato di tanta incapacità gestionale della crisi, che ha caratterizzato anche l’intero Consiglio comunale, è che oggi, 4 marzo, nessun cantiere ha riaperto i battenti nel territorio aquilano con un gravissimo danno economico per tutte le aziende impegnate nella ricostruzione (appaltatori, subappaltatori, impiantisti ecc.) che oggi stanno tempestando i nostri uffici per cercare di dirimere il caos creato dall’improvvisazione del provvedimento - scrive in una nota - La nostra Associazione, pur condannando fermamente l’ordinanza, la tempistica, il metodo e le modalità della sua stesura, si sta organizzando per sopperire ad una carenza strutturale che, in questo momento, consente un numero di tamponi (circa 140 al giorno) totalmente insufficienti per garantire l’adempimento delle prescrizioni. Sarebbe stato opportuno che si fosse verificata prima questa situazione alla quale oggi, con colpevole ritardo, si cerca di rimediare con una corsa contro il tempo, ma così non è stato ed i ritardi previsti sono di oltre 15 giorni per le riaperture da sommare al problema che si riscontrerà per la ripetizione bisettimanale della procedura".

"E invece, mentre a Pescara si spendono 11 milioni di euro per il Covid Hospital e per un macchinario per processare 2.400 tamponi al giorno, qui da noi non si riesce a stanziare una cifra minima per la sicurezza dei lavoratori. Anche a L’Aquila e nel cratere, come a Pescara, è necessario avere strumentazioni e personale per fare 2.400 tamponi al giorno nella struttura pubblica, per i lavoratori della Sanità e degli altri comparti, e per gli operai della ricostruzione che vanno monitorati costantemente".

"Così oggi scopriamo con rabbia che L’Aquila non è pronta: tra inaugurazioni e promesse di costruzione di strutture già esistenti, distribuzioni di mascherine donate e qualche pacco di ferratelle, tra sprechi di danaro con campagne pubblicitarie e consulenze esterne, non c’è stato tempo di preparare la ripresa - spiegano - È un fallimento il contrasto tra la boria di chi ha sempre la verità in tasca e l’accorato sfogo del presidente Cicchetti e delle altre categorie produttive".

"Oggi ripartono i cantieri in tutta Italia, ma non a L’Aquila. Perché? Perché manca un Piano Operativo della Regione in grado di programmare le risorse nazionali per la prevenzione e l’emergenza sanitaria. E perché, a  tre giorni dalla riapertura, l’ordinanza del Comune aggiunge imposizioni e confusione. Molti consiglieri – anche di maggioranza – hanno cercato di correggere il tiro. Ma il sindaco se la prende con le imprese su materie non di loro competenza, invece di incalzare Regione e Asl a cui spetta la prevenzione La Regione, insieme ai sindaci dei due crateri, con le risorse del Governo per l’emergenza Covid-19, doveva per tempo organizzare la campagna di tamponi e test: cosi avrebbe salvaguardato la salute di lavoratori e cittadini, non avrebbe fatto perdere tempo alle imprese e non avrebbe ritardato la ripresa della ricostruzione", aggiungono.

"Va recuperato il tempo perduto e raggiunto uno standard di sicurezza elevato. Si riparta con il Tavolo della Ricostruzione della Regione - che Lolli convocava spesso e che ora sembra abolito - che ci ha permesso di superare insieme tanti ostacoli. Azzeriamo queste ordinanze, riuniamo il Tavolo ed elaboriamo con le parti sociali un “Protocollo attivo di responsabilità” per la riapertura dei cantieri e la sicurezza di lavoratori e cittadini. Per affrontare un’emergenza così grave, servono umiltà, ascolto, capacità di confronto e condivisione", concludono.

 Roberto Silveri sostiene al contrario  che "la mancata riapertura di oggi del cantiere più grande d’Europa è il fallimento di un Governo, che ha lasciato da solo un Comune ed un intero territorio a gestire con strumenti e risorse ordinarie, una serie di criticità straordinarie di levatura nazionale, emerse ed affrontate anche dall'intero Consiglio Comunale lo scorso 30 Aprile"

""Il primo giorno della cosiddetta fase 2 per il PD aquilano la priorità assoluta è attribuire a mezzo stampa il fallimento del Comune per la mancata riapertura dei cantieri a L’Aquila, così tanto per dare un segnale di esistenza e tendere la già tesissima tensione sociale. Gli stessi esponenti del PD dimenticano di essere parte del Governo del paese, dimenticano che lo stesso Governo non ha per nulla considerato il caso L’Aquila con il cantiere più grande d’Europa pur avendo tra i compagni di partito il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, dimenticano di aver prodotto negli ultimi giorni solo l’ennesima ed inutile polemica politica a danno quest’ultima del Presidente del Consiglio Roberto Tinari e nient’altro". 

"Come ribadito in ogni sede, si poteva e si doveva denunciare per tempo, non il 30 aprile, la mancanza degli strumenti necessari per controllare le condizioni minime di sicurezza, indispensabili a garantire la totale riapertura del cantiere più grande d’Europa il 4 maggio, come previsto dal Governo. Ancora una volta la soluzione del PD per far fronte alle mancanze del Governo (di cui fa parte) non è l’elaborazione di interventi da richiedere al Governo, bensì è scaricare responsabilità ed accuse alle amministrazioni locali a colpi di comunicati stampa a firma dei soldati di partito locali", conclude Silveri. 

 



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