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RICOSTRUZIONE, CASSA E SCUOLA EDILE E COLLEGIO GEOMETRI SMENTISCONO BIONDI E 'SPOSANO' PARERE PREFETTO, MA IMPRESE HANNO OPTATO PER TAMPONI. OGGI APERTURA? TANTI DUBBI. AMMINISTRATORI CONDOMINI SU PIEDE GUERRA

FASE 2: CANTIERI, ''TEST SU BASE VOLONTARIA'', L'AQUILA: SINDACO, OBBLIGO. ANCORA CAOS

Pubblicazione: 08 maggio 2020 alle ore 09:01

L'AQUILA - Tamponi obbligatori o su base volontaria? A tre giorni dall’annunciata ripresa dei cantieri per la ricostruzione nel cratere dell’Aquila, poi saltata per le polemiche e il caos sulle norme, regna ancora la confusione nell’applicazione delle regole per tamponi e test nei confronti delle maestranze che devono tornare in città dopo due mesi di stop.

Questo alla luce di interventi ed indicazioni seguiti alla ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che il 2 maggio scorso ha reso obbligatori i tamponi per le maestranze che rientrano all’Aquila per la ripresa di quello che viene considerato il cantiere più grande d’Europa, dove lavorano circa 7mila operai in circa 550 commesse.

Infatti, la Cassa edile, con un avviso alle imprese, informa che in base al parere del prefetto dell’Aquila, tamponi e test alle maestranze dei cantieri della ricostruzione “sono esclusivamente su base volontaria”, stesse comunicazioni esterne sono state formulate da Ese Cpt, l’Ente scuola Edile – Comitato paritetico territoriale per la formazione e sicurezza in edilizia, per bocca del suo presidente, Giovanni Cirillo, e dal Collegio dei geometri.

A fronte di queste indicazioni ufficiali date da due realtà controllare da Ance, ad imprese e maestranze, si registra la conferma da parte del sindaco Bondi, che la sua contestata ordinanza del 2 maggio scorso è valida e che quindi c’è l’obbligo nel cratere sismico di tamponi e test entro 14 giorni dalla riapertura, rinviata a data da destinarsi il 4 maggio scorso, emessa come responsabile della salute dei cittadini per evitare che con il ritorno di migliaia di operai da fuori regione ci possa essere un picco di contagi in un territorio tra i meno colpiti d’Italia.

E nonostante le istituzioni in questione abbiano preso per buono il parere interno del prefetto, Cinzia Torraco, fatto trapelare pubblicamente l’altro ieri che considera la ordinanza di Biondi più restrittiva delle norme nazionali e regionali di fatto bocciandola, all’Aquila tutti si sono “piegati” alla obbligatorietà: non tanto per rispettare la norma sindacale ma per motivi strategici visto che se si dovessero registrare casi nei cantieri, tutti andrebbero in quarantena e i lavori si interromperebbero.  

A nulla quindi è servito il comunicato stampa, non chiarificatore, dello stesso prefetto, che facendo riferimento al parere, ha operato il dietrofront sottolineando che non c’è stata nessuna bocciatura e che il provvedimento sarebbe stato valido con una intesa con le associazioni di categoria.

Ancora oggi il sindaco ha ribadito la validità della sua ordinanza, consegnando però alla storia il dato oggettivo di chi avrà avuto ragione, mentre ieri da una parte i costruttori aquilani in una nota hanno parlato di base volontaria anche se il presidente, Adolfo Cicchetti, ritenuto vicino alle posizioni del sindaco, suo amico, ha sottolineato che al di là delle questioni giurisprudenziali, gli imprenditori aquilani hanno scelto di operare in sicurezza nel rispetto della salute di maestranze e cittadini, dall’altra, l’Ance teramana non ha ancora abbandonato la ipotesi di impugnare al Tar la ordinanza di Biondi. Ieri ha minacciato fulmini e saette contro Biondi anche il guru degli amministrarci di condominio dell’Aquila, Mauro Basile, recordman di commesse per la ricostruzione privata, che in un post si Fb ha denunciato di non essere stati coinvolti “come unici rappresentanti della Proprietà e quindi committenti”, nella riunione con i vari ordini e collegi che ha portato alla sottoscrizione dell’addendum al protocollo inserito nella ordinanza sindacale, minacciando il ricorso alle vie legali.

Ed allora l’unico dato certo è quello che sono diverse centinaia i test ed i tamponi che sta processando lo zooprofilattico sperimentale per l’Abruzzo e il Molise a Teramo, con i prelievi fatti nel centro attivato dai costruttori aquilani nel presidio sanitario di Collemaggio all’Aquila, un protocollo al quale aderiranno anche aziende non associate all’Ance provinciale.

L’attività nel centro allestito con tensostrutture prosegue frenetica in una corsa contro il tempo per la riapertura dei cantieri dopo il rinvio lo scorso 4 maggio seguito all’annuncio del sindaco Biondi di due giorni prima.

A tale proposito, per oggi, come annunciato in un comunicato dei costruttori aquilani, ci dovrebbero essere aperti i primi cantieri. Una apertura, da verificare perché secondo alcuni imprenditori serviranno almeno altri 15 giorni considerando che le comunicazioni degli esiti dei tamponi devono essere comunicati al medico del lavoro per il rispetto della privacy e considerando che i responsabili della sicurezza che già nel contestare la ordinanza si sono messi sull’aventino, sono decisivi nel porre paletti e firmare situazioni con le massime precauzioni. 

Altra grana in vista ma neanche tanto in vista, è quella economica legata a chi e quanto pagherà le maggiori spese per i dispositivi di sicurezza, per la sanificazione e le mutate condizioni logistiche delle commesse pubbliche e private precedenti alla emergenza sulle quali riprenderanno i lavori: oggi il sindaco ha toccato questo delicato tasto ancora pericolosamente irrisolto, chiamando in causa il centrosinistra al Governo nazionale nel prevedere fondi nel censurare le critiche delle opposizioni al comune dell’Aquila. 

Intanto, il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, di Forza Italia, sempre sulla rete si è congratulato con il presidente della commissione covid dell’Ance, Eliseo Iannini, del direttore dei costruttori, Lucio Cococcetta, degli operai e il dirigente del Dipartimento Prevenzione della Asl per aver messo su una organizzazione finalizzata ad assicurare tamponi a tutte le maestranze: questo dopo la seduta del 2 maggio, il giorno della ordinanza, in cui maggioranza di centrodestra, ad eccezione di Fratelli d’Italia, il partito di Biondi, ed opposizioni, hanno bocciato il sindaco chiedendo l’intervento del governatore, Marco Marsilio, anche lui di Fdi, mai arrivato, per un provvedimento più restrittivo di quello del primo cittadino ritenuto insufficiente per difendere la città dal rischio di picco dei contagi. 

A proposito di Marsilio, in una lunga intervista ieri, senza mai fare menzione delle maestranze della ricostruzione, ha parlato di “non aver mai parlato e mai parlerò di tamponamenti a tappeto”, mentre nella ordinanza del giorno prima nella ordinanza ha previsto la segnalazione al portale della Asl e della Regione di coloro che tornano in Abruzzo da altre regioni. Tutte posizioni che cozzano con quella di Biondi. E che alimentano ancora confusione. (b.s.)



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