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FASE 2: ANCE L'AQUILA, DOMANI O L'8 AVVIO CANTIERI SISMA, ''PRIMI COVID FREE IN ITALIA''

Pubblicazione: 06 maggio 2020 alle ore 16:57

L'AQUILA - E’ partita la operazione dei test anti Covid agli operai delle imprese impegnate nella ricostruzione del capoluogo promosso per i suoi associati con un protocollo ad hoc dall’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila: oggi, ancora in un clima di incertezza normativa sulla obbligatorietà o meno di tamponi alle maestranze, sono stati effettuati i primi 100 prelievi nel centro allestito con tensostrutture nell’ex presidio sanitario di Collemaggio, dove si registrano code di auto. 

In una nota dell’Ance viene annunciata per domani o dopodomani la riapertura “dei primi cantieri edili Covid free a L’Aquila, caso unico in Italia”: lo slittamento del riavvio dopo oltre due mesi dei lavori in quello che viene definito il cratere più grande d’Europa, con 7mila addetti e oltre 500 commesse, si è consumato tra le polemiche lo sorso 4 maggio in concomitanza con la fase 2 della emergenza coronavirus. 

Tamponi e test sierologici sarannno processati dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale per l’Abruzzo e il Molise a Teramo che darà i responsi ai medici del lavoro in 36 ore: l’attività proseguirà “nei prossimi giorni per tutte le imprese che volontariamente ritengono di dover sottoporre a screening le proprie maestranze”, si legge ancora nella nota. 

La capacità del centro prelievi Ance è di 500 test al giorno. 

In poche ore le prenotazioni hanno superato quota mille. 

Nella nota, i costruttori aquilani parlano di volontarietà: ma lo screening preventivo è obbligatorio in una ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, emessa il 2 maggio scorso per evitare che in un territorio tra i meno colpiti d’Italia, potesse, con l’arrivo di migliaia di maestranze fuori dall’AbrUzzo, verificarsi un picco di contagi. 

Una delibera molto contestata perché ha di fatto determinato lo slittamento della riapertura dei cantieri, annunciato dallo stesso sindaco il 4 maggio, in concomitanza con la fase 2, e perché secondo alcune categorie e degli stessi imprenditori contrasta con la normativa nazionale che prevede tamponi volontari. 

Ieri c’era stato un parere scritto del Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, che aveva smentito la ordinanza del sindaco perché più restrittiva delle norme nazionali, nonostante Biondi in fase di annuncio avesse spiegato di aver concordato con la prefettura:nel pomeriggio era arrivata la precisione della dottoressa Torraco  secondo cui non c’era stata nessuna bocciatura.

Oggi categorie professionali, tra cui i genitori, hanno ufficializzato che i tamponi sono volontari. 

I prelievi sono a spese delle imprese, il centro- come sottolinea l’Ance, a spese dell’associazione.

“E’ questa l’evidenza plastica che le imprese sono più realiste del re – commenta il presidente dei costruttori, Adolfo Cicchetti - Operare in sicurezza, aldilà di ciò che è obbligatorio o meno e delle disquisizioni giurisprudenziali, è prima di tutto un interesse degli imprenditori e non solo per la norma che classifica il contagio come infortunio sul lavoro e non come malattia, con tutto quel che segue sul piano penale – spiega Cicchetti - D'altronde già prima dell’ordinanza comunale, nei due mesi di lockdown, stavamo perseguendo, in piena sintonia con la grande maggioranza dei nostri associati, la strada di istituire un laboratorio dedicato alle maestranze per la tranquillità delle nostre imprese e degli operai".  

"Spero sia finalmente evidente che – continua Cicchetti - fermo restando la libertà di scelta degli operai sui tamponi che peraltro non forniscono patenti di immunità,  gli imprenditori aquilani stiano scegliendo la via della massima precauzione possibile, per  un attaccamento naturale alla propria città e alle proprie maestranze".

"Ci auguriamo che questo approccio possa contribuire a rassicurare la cittadinanza e le istituzioni sulla nostra attitudine proattiva e sul condiviso interesse di portare a termine la sfida della ricostruzione e della rinascita, al riparo da ulteriori rischi e calamità sanitarie", conclude.



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