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FASE 2: AL PALO RICOSTRUZIONE L'AQUILA, APERTI CANTIERI CRATERE

Pubblicazione: 04 maggio 2020 alle ore 19:24

L'AQUILA - Al palo in un clima di polemiche e in un contesto caotico, la ricostruzione pubblica e privata nel comune dell’Aquila.

Dopo due mesi hanno riaperto, sia pure non a regime, i cantieri nel cratere del sisma costituito da altri 56 comuni disseminanti anche nelle province di Teramo e Pescara, e in quelli fuori cratere: secondo quanto si è appreso, oggi con l’inizio della fase due, alcune imprese sono tornate al lavoro attivando le disposizioni di sicurezza previste nei protocolli nazionali ed utilizzando le maestranze locali. 

Nei comuni del cratere e fuori non è stata recepita la ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha di fatto causato il rinvio del riavvio dei cantieri alla luce dell’obbligo di tamponi o test sierologici agli operai entro i 14 giorni successivi alla ripresa, per evitare che in territori tra i meno colpiti d’Italia, in particolare il capoluogo regionale è a contagio zero da numerosi giorni. 

All’Aquila alcune imprese pronte a ripartire in sicurezza con protocolli sperimentati per tempo, hanno rinviato per fare tamponi e test preventivi perché – hanno spiegato alcuni imprenditori – se entro i 14 giorni fossero emersi positivi, si sarebbe dovuto mettere in quarantena tutti gli addetti e ribloccare l’attività per altri 15 giorni. Inoltre, riguardo le maestranze provenienti da fuori regione, i costruttori devono comunque fare i conti con le prescrizioni dei territori di riferimento che impongono la quarantena per chi rientra per motivi 
di lavoro.

“Bisogna conciliare - spiega il coordinatore dei comuni del cratere, Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano (L’Aquila), - la salute dei cittadini evitando contagi da maestranze e persone di altre regioni, con la necessità di ripartire con l’attività economica non attendendo ancora due mesi. Ci vedremo con le altre aree omogenee e l’orientamento è di stilare un protocollo per dare indicazioni ai sindaci, comunque a mio avviso la ordinanza sindacale non  può normare all’interno del cantiere dove ci sono figure ad hoc per la sicurezza, mentre il sindaco, come autorità sanitaria, può emettere misure per salvaguardare la salute della polazione”. 



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