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PENTASTELLATO SCELTO SU ROUSSEAU, PER DIRIGENTE REGIONALE IN ARRIVO OK DA FI NAZIONALE; SOLO 18 POSTI IN PALIO PER CIRCOSCRIZIONE SUD; SI MOLTIPLICANO INCONTRI, CHIESTA CANDIDATURA DI SERVIZIO A BIONDI E SOSPIRI

EUROPEE: CANDIDATI ABRUZZESI, CERTO SOLO RANIERI E QUASI FATTA PER DI SALVATORE

Pubblicazione: 10 aprile 2019 alle ore 06:05

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L'AQUILA - Una candidatura di servizio che sarebbe stata chiesta da Fratelli d'Italia addirittura al sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi. E da parte di Forza Italia al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, campione di preferenze nel partito alle elezioni regionali del 10 febbraio.

Sono solo due delle indiscrezioni in giorni decisivi anche in Abruzzo per le candidature alle elezioni europee del 26 maggio prossimo, per la circoscrizione Sud, che ricomprende anche Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. 

Con soli 18 posti in palio, e una strada tutta in salita per i candidati di una regione relativamente piccola come l'Abruzzo.

Molti dei nodi verranno comunque sciolti nelle riunioni delle prossime ore e giorni, fino al 16 aprile, termine ultimo per consegnare le liste. 

Unica candidature certa per ora quella di Gianluca Ranieri ex consigliere regionale,  per il Movimento 5 stelle, e quasi certa per Paola Di Salvatore, responsabile del Servizio di cooperazione territoriale della Regione Abruzzo, per Forza Italia. 

Bocche cucite invece nel Partito democratico, che correrà con la lista nazionale "Pd + Siamo Europei", che avrà come capolista nella circoscrizione Sud il magistrato Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia. Si sa solo che molti sono gli abruzzesi aspiranti candidati, il che rende le scelte più complesse per il segretario regionale Renzo Di Sabatino, che sulla materia non profferisce parola. 

Più o meno stesso discorso per Fratelli d'Italia. Secondo clamorose indiscrezioni, sarebbe stata proposta una candidatura di "servizio" al sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che ha appena ritirato le dimissioni da primo cittadino, rinnovando la sua giunta. E che aveva accarezzato l'idea di candidarsi alle Regionali del 10 febbraio. Fdi candiderà come capolista in tutta Italia la leader Giorgia Meloni. Stando agli attuali sondaggi, che danno Fdi a quasi il 5 per cento, difficilmente potrà però essere eletto un abruzzese. 

La Lega, che invece vola nei sondaggi, assicura il deputato e coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma, deciderà entro la settimana, e l'ultima parola, manco a dirlo l'avrà il vicepremier e capo politico Matteo Salvini, capolista in utte le circoscrizioni. 

"Abbiamo ottimi curriculum da proporre, militanti della Lega abruzzesi, e politici di esperienza, ma non vi dico di chi", si limita beffardo a rispondere ad Abruzzoweb.  

C'è poi in corsa "La sinistra", nata dall'alleanza di Sinistra Italiana e Rifondazione comunista. Molto probabile dunque una candidatura del pescarese, ed ex deputato e consigliere regionale, Maurizio Acerbo, che è segretario nazionale di Rifondazione. 

Ma anche qui è ancora tutto da decidere, come pure nella lista "Europa verde", che vede uniti i Verdi con Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati. Come pure in "+Europa", nata dall'alleanza tra +Europa di Emma Bonino e Italia in Comune che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti. E qui un candidato papabile potrebbe essere in Abruzzo Maurizio di Nicola, ex presidente della commissione Bilancio del consiglio regionale, non rieletto alle regionali del 10 febbraio. 

Unica candidatura certa è finora insomma quella del pentastellato Ranieri, dopo aver superato il primo turno regionale delle parlamentarie europee on line, con voto nella piattaforma Rousseau, ha superato anche il secondo turno, questa volta vedendosela con gli aspiranti candidati della circoscrizione Sud. 

Arrivando  sesto, dopo quattro europarlamentari uscenti, Laura FerraraPiernicola PediciniIsabella Adinolfi e Rosa D'Amato, e l'attivista Michela Rescigno. 

Nel 2014, M5s ha eletto a Sud ben cinque eurodeputati. E se dovesse risalire, rispetto agli attuali sondaggi, al 30 per cento dei consensi, per Ranieri sarebbero concrete le possibilità di un'elezione.

Quasi certa, come detto, la candidatura per Forza Italia, di Paola Di Salvatore, responsabile del Servizio di cooperazione territoriale della Regione Abruzzo, che nella circoscrizione sud, oltre che in quella Nord presenterà il suo leader Silvio Berlusconi

Una candidatura è stata chiesta dal coordinatore Nazario Pagano anche al presidente del consiglio regionale Regionale Sospiri. 

"Paola Di Salvatore sarà ufficializzata ritengo, dopo la riunione che si terrà nelle prossime ore ad Arcore. Ha già riscosso un generale apprezzamento. Di Salvatore è del resto una proposta autorevole, avendo lavorato a lungo in Regione proprio sulla progettazione europea". Carte coperte invece per un'eventuale candidatura di riserva "maschile", dovesse servire.

E conferma Pagano, "si, è vero, ho chiesto a Sospiri di candidarsi, essendo un'alta figura istituzionale, e il più votato in Abruzzo del nostro partito alle Regionali. Ma Sospiri non mi ha risposto ne sì ne no". 

Una cosa è però certa: l'Abruzzo nelle elezioni a cui sono chiamati a votare 400 milioni di cittadini europei, è ricompresa nella circoscrizione Italia Sud assieme a Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. In palio solo 18 seggi.

E sarà dunque un'impresa per i candidati abruzzesi, vista l'esiguità numerica del bacino elettorale rispetto ad altre regioni ben più popolose, strappare un biglietto per Strasburgo. Nel 2014 unica ad essere eletta è stata, giova ricordare, la pentastellata Daniela Aiuto, con 36.746 voti, di cui solo 7.069 in Abruzzo. A sfiorare l'elezione il solo Filippo Piccone, ex parlamentare del Nuovo centro destra.

La tentazione di provarci è però forte: un seggio a Strasburgo vale del resto uno stipendio base da 10.000 euro al mese, più indennità di 304 euro ogni seduta, rimborsi delle spese di viaggio, ed anche, in parte, delle spese mediche, una ricca liquidazione di fine mandato, e infine un vitalizio che scatta dopo i 63 anni, superiore in media ai 2.700 euro al mese.  E che nessuno si sogna di tagliare, in barba al dogma dell'austerity.



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