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EDILIZIA: FILLEA CGIL, ''SETTORE A RISCHIO ILLEGALITA', OPERAI FONDAMENTALI PER PAESE''

Pubblicazione: 30 maggio 2019 alle ore 18:53

L'AQUILA - "C'è la questione del lavoro nero, ma anche molta 'sotto-dichiarazione', per esempio in molti lavorano 40 ore, ma in cassa ne vengono versate la metà. Questo perché purtroppo è un settore frammentato e a rischio di infiltrazioni". 

Così il segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, intervenendo oggi all'Aquila al convegno "Il lavoro edile nei cantieri dei crateri sismici e nella regione. Esigenza di legalità e proposte di legge per un settore trasparente e sicuro", promosso dal sindacato a dieci anni dal terremoto dell'Aquila. 

"Per questo la battaglia che portiamo avanti come sindacato e che portano avanti i lavoratori - spiega - è quella di avere innanzitutto il rispetto del contratto, quindi corretti versamenti e rispetto delle norme sulla sicurezza".

"Spesso la gente non lo ricorda, ma in questo paese ci sono ancora un milione di edili che si alzano tutte le mattine e ricostruiscono i palazzi, le case, gli ospedali, le caserme. Gli operai - ha aggiunto - sono fondamentali per il Paese, ma soprattutto per quelle realtà che sono state colpite dal terremoto, o da altre disgrazie, perché dietro di loro non c'è solo la ricostruzione fisica, ma anche quella simbolica di un'intera comunità, di legami sociali".

FILLEA CGIL: "REINTRODUZIONE DEL DURC CONGRUITA'"

"Contro il lavoro nero, avevamo sperimentato all'Aquila lo strumento del Durc congruità, che ha permesso di regolarizzare molti lavoratori e denunciare allo stesso tempo i 'furbetti della ricostruzione'. Nel 2017 è venuto meno. Per questo siamo qui a rivendicare una legge regionale, che in Umbria è già realtà", aggiunge Genovesi.

L'abolizione del Durc Congruità, secondo Genovesi, "temiamo che abbia portato di fatto ad un aumento del lavoro nero, ma anche all'aumento dello sfruttamento, per esempio per tutte quelle maestranze che sono regolari, ma ricattati. E tutto questo produce un effetto sugli operai, ma anche sulla qualità della ricostruzione stessa. Per questo siamo qui a rivendicare una legge regionale, che in Umbria è già realtà, che preveda l'obbligatorietà del Durc congruità come regola, non solo per la ricostruzione, ma per tutti i tipi di cantieri, indipendentemente dalla tipologia del manufatto. Chiediamo anche una maggiore attenzione per le notifiche preliminari, perché abbiamo anche un'altra contraddizione: il Comune sa che c'è un cantiere, la Asl è a conoscenza di un altro 'pezzettino', ma le informazioni non girano, per questo avere le notifiche preliminari in cassa edile a disposizione del sindacato e delle istituzioni vorrebbe dire mettere in trasparenza il cantiere. E dove c'è trasparenza e legalità, quasi sempre c'è anche il rispetto dei diritti dei lavoratori, dove non c'è trasparenza di solito c'è maggiore insicurezza e sfruttamento".

FILLEA CGIL: "LO 'SBLOCCA CANTIERI' È UNA FAKE NEWS"

"Cgil, Cisl e Uil insieme hanno protestato proprio l'altro giorno sotto Montecitorio, perché io non lo definirei 'Sblocca cantieri', questa è una fake news, se ci fossero cantieri fermi avrebbe senso intervenire per farli ripartire, con proposte che già sono in campo a partire dalla salvaguardia delle imprese più importanti che sono in difficoltà".

Così il segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi.

"Oggi il vero 'Sblocca cantieri' sarebbe uno strumento che permetta meno passaggi burocratici dal Cipe alla progettazione esecutiva, tutto questo non c'è, ma c'è una serie di norme che riproducono la vecchia legge Lunardi, cioè il 'General contractor', ovvero chi progetta, esegue e collauda è la stessa persona, è come chiedere all'oste se il vino è buono; aumenta poi la percentuale di subappalto, noi abbiamo adesso il 30% massimo di opere subappaltabili, il decreto di riforma le porta al 50%, questo vuol dire che in un cantiere ci saranno fino a 15-16 imprese che operano, in cui il lavoratore avrà difficoltà a capire perfino per chi lavora e in cui si proporrà il problema della sicurezza, perché senza coordinamento un cantiere è un ambiente complesso e pericoloso; c'è per esempio il ritorno al massimo ribasso, una delle più grandi disgrazie del nostro paese è proprio il fatto che una persona per vincere una gara può fare il massimo ribasso e dove risparmia? Mettendo un po' di sabbia, gli operai lavorano 40 ore, ma vengono pagati per 20, per questo noi lo abbiamo chiamato 'Sblocca porcate'". (a.c.p.)



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