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ALJII MIRSADIN, AQUILANO DI ORIGINE MACEDONE: ''CORONAVIRUS CI IMPEDISCE DI RIMPATRIARE MORTI, MA NON ABBIAMO UN CIMITERO MUSULMANO, E' UN'EMERGENZA NELL'EMERGENZA, SITUAZIONE TRAGICA''

DRAMMA COMUNITA' ISLAMICA ABRUZZESE: 'NON SAPPIAMO DOVE SEPPELLIRE NOSTRI CARI'

Pubblicazione: 30 marzo 2020 alle ore 14:53

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L'AQUILA - "Non sappiamo dove seppellire i nostri cari, i corpi dei musulmani deceduti non possono essere rimpatriati per le misure messe in atto dal governo italiano per rispondere all'emergenza sanitaria in corso e molti comuni, tra cui quello dell'Aquila, non hanno un'area dedicata".

"Un'emergenze nell'emergenza" quella vissuta dalla comunità islamica ai tempi del Coronavirus, come racconta ad AbruzzoWeb Aljii Mirsadin, aquilano di origine macedone, componente del tavolo interreligioso della Prefettura del capoluogo abruzzese, ex presidente dell'associazione Xhamia Drita, segretario della comunità islamica in Italia.

"C'è una forte carenza di cimiteri islamici sul territorio regionale. La dignità e il rispetto dei morti misura ancora oggi il grado di civiltà di una società e in questo così difficile per tutti acquista un valore essenziale anche per andare avanti. Per questo bisogna mettere in campo tutte le misure possibile affinché i nostri morti trovino la pace", aggiunge.

Nelle scorse settimane, una donna musulmana è deceduta, probabilmente di Coronavirus, nel comune di Pisogne in provincia di Brescia, ma non essendoci una sezione musulmana nel cimitero del paese i familiari hanno vegliato il feretro in casa aspettando una soluzione. 

La situazione, già stata denunciata da Yassine Lafram, presidente dell’Ucoiii, l’Unione delle Comunita Islamiche d’Italia, "è la rappresentazione plastica di quello che tutti noi stiamo vivendo o rischiamo di vivere", sottolinea Mirsadin.

"Alla drammaticità della scomparsa di un nostro caro, infatti, si aggiunge il fatto di non riuscire a dargli una degna sepoltura, senza trascurare l’umanità che deve essere alla base della civiltà di un popolo", prosegue.

L'ex presidente dell'associazione Xhamia Drita chiede quindi "un intervento da parte del governo affinché si trovino delle misure per agevolare la sepoltura dei musulmani e affinché venga avviata un'opera di sensibilizzazione a livello istituzionale per la creazione di cimiteri islamici anche all'Aquila".



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