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DETENUTI E FAMILIARI, ISTITUITO NUMERO VERDE, CIFALDI: 'COSI' COMBATTIAMO DISAGI'

Pubblicazione: 15 luglio 2020 alle ore 11:40

L’AQUILA - Un numero verde dedicato ai detenuti, ma anche ai loro familiari, per segnalazioni, esigenze, richieste, anche di carattere burocratico.

L’800-938080 è stato istituito e presentato in consiglio regionale, a palazzo dell’Emiciclo, dal Garante dei detenuti, Gianmarco Cifaldi, da Sabrina Bocchino (Lega) in rappresentanza dell’Ufficio di presidenza dell’assise, e dalle due associazioni che hanno collaborato al progetto “Oltre il carcere”: Alessandro Pinna per “Isola solidale” e Alessandro Amicone di “Roccaraso Futura”, che ha messo a disposizione una sede.

Un’iniziativa, come ha spiegato Cifaldi, che servirà soprattutto per combattere le situazioni di disagio ed emarginazione, in particolare dove ci sono minori che sono costretti a subire la detenzione dei genitori.

“Il numero verde - ha spiegato Cifaldi - rappresenta un momento di crescita per la nostra regione. Un punto di partenza da espandere in tutta Italia. Servirà a dare servizi all’interno del carcere su anomalie e attenzioni che per via burocratica necessitavano di più tempo, un link veloce ed efficace per collegarsi con il nostro ufficio. Non solo riservato alle persone ristrette, ma da allargare anche ai parenti. In questo primo anno di attività del nostro ufficio sono arrivate diverse segnalazioni, abbiamo fatto tante cose importanti e questo è un segnale di ulteriore apertura e dialogo all’interno del carcere”. Al numero risponderanno, come ha detto Cifaldi, “laureati, persone competenti, su base volontaria”.

“Siamo contenti in primis di aver istituito il Garante - ha detto la Bocchino - E poi questo aiuto diretto è importante, soprattutto per le famiglie in cui ci sono minori che vivono un disagio reale”.

“Isola solidale”, che ha base a Roma, da tempo si occupa del sostegno ai detenuti e alle loro famiglie. In particolare ospita persone che hanno subito condanne, che si trovano ai domiciliari, in permesso premio o che, giunte a fine pena, non hanno riferimenti familiari. Alessandro Pinna, il presidente, ha spiegato che da tempo era in piedi l’idea di un numero verde a sostegno dei ristretti e delle famiglie.

“Durante il periodo del Covid - ha detto - abbiamo accelerato perché ci siamo resi conto delle necessità e ci siamo attivati con l’aiuto degli ospiti dell’Isola solidale che si sono messi a disposizione. Da lì abbiamo deciso di inaugurare il numero verde, ai primi di maggio, a Roma. In Abruzzo collaboriamo con Roccaraso Futura che ci ha dato la possibilità di aprire una sede. Durante il lockdown molti sono usciti dal carcere. Abbiamo dato loro aiuto economico, anche donando la spesa. Erano spaesati. Una persona aveva seicento euro in carcere, per riaverli, una volta uscita, ci ha messo 90 giorni. Questo del numero verde è uno strumento in più”.



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