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POTENZIALE FARMACO CONTRO CORONAVIRUS SVILUPPATO NEI LABORATORI DELLA DOMPE' DEL CAPOLUOGO PER CONTRASTARE CANCRO ALLA MAMMELLA; TEST IN CORSO IN PAZIENTI IN LOMBARDIA, A LUGLIO PRIMI RISULTATI

COVID: NEL VIVO SPERIMENTAZIONE REPARIXIN
SPERANZE NELLA MOLECOLA MADE IN L'AQUILA

Pubblicazione: 01 giugno 2020 alle ore 08:34

L'AQUILA - C’è anche l’eccellenza della ricerca farmaceutica dell’Aquila sul fronte della lotta al coronavirus.

È entrato infatti nel vivo lo studio clinico che valuterà l'efficacia e sicurezza di Reparixin, la prima molecola "made in Italy" in sperimentazione contro il Covid-19.

La molecola è stata sviluppata nei laboratori della Dompè del capoluogo abruzzese, dove lo stabilimento produttivo e centro di ricerca della multinazionale fondata nel 1940 opera dal 1993, dando lavoro a oltre 250 dipendenti.

La sperimentazione è stata autorizzata l'11 maggio dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ed è coordinata dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) San Raffaele di Milano.

Il nuovo farmaco viene testato nella sua efficacia per il trattamento della polmonite secondaria ad infezione da Sars-Cov-2, in soggetti con un “quadro clinico severo”.

Una molecola che era stata sviluppata dalla Dompé L’Aquila già nel 2015 in ambito oncologico e sperimentato anche per valutare la sua efficacia nel contrastare le infiammazioni degli organi a seguito dei trapianti.

La sperimentazione, denominata Reapavid19, su cui c’è ovviamente il massimo riserbo, dovrebbe concludersi a luglio agosto, e si sta svolgendo presso il San Raffaele e l'ospedale San Paolo di Milano, e l'ospedale di Circolo di Varese. 

A coordinare lo studio è professor Alberto Zangrillo, direttore Anestesia e Rianimazione del San Raffaele.

È necessario in particolare confrontare i suoi effetti rispetto al placebo, su un campione di 48, e poi in una ulteriore fase, di 100 pazienti.

Le aspettative sono comunque alte: la molecola interviene inibendo l'azione di un mediatore dell'infiammazione denominato interleuchina 8, una delle proteine che si è dimostrata essere associata al processo di infiammazione a carico dei polmoni durante l'infezione da virus Sars-Cov2. 

Dompè in occasione dell’avvio della sperimentazione aveva spiegato dunque che "questa azione è potenzialmente utile nel trattamento dei pazienti Covid-19 più severi, dove l'eccessiva risposta del sistema immunitario rappresenta uno dei principali meccanismi di danno delle vie respiratorie". 

A confermarlo test già effettuati sui alcuni pazienti alla fine di marzo al San Raffaele di Milano, con risultati giudicati “incoraggianti rispetto al contenimento delle complicazioni polmonari”.

Il Reparixin è oggetto di sperimentazione avanzata anche in pazienti affetti da tumore della mammella triplo negativo metastatico.

L'obiettivo è individuare soluzioni terapeutiche in grado di colpire questa forma tumorale particolarmente aggressiva attraverso l’inibizione delle cellule staminali del cancro.



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