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COVID L'AQUILA: PASSO POSSIBILE, ''URGENTE RAFFORZARE PRESIDI TERRITORIALI''

Pubblicazione: 10 luglio 2020 alle ore 14:24

L'AQUILA - "Non si possono sprecare tutti i sacrifici fatti fino ad oggi qui in città, motivo per cui, nonostante gli aquilani abbiano dimostrato grande senso di responsabilità, l’aumento dei nuovi casi di questi ultimi giorni non è di certo sottovalutare: c’è un pò di apprensione ma fa ben sperare il fatto che si tratti di fenomeni circoscritti a soli due nuclei familiari di stessa nazionalità straniera, comunque sotto controllo".

Lo dichiarano i Consiglieri comunali dell'Aquila de ”Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto

LA NOTA COMPLETA

Bisogna, però, capire se la verifica effettuata possa considerarsi sufficiente o se, al contrario, sia opportuno porre l’attenzione dovuta, in maniera ferma e decisa, sulla mobilità di rientro nella nostra città e, nei casi positivi eventualmente accertati, un maggior controllo del necessario confinamento fino all’uscita definitiva dal contagio. Anche in questo senso, dal punto di vista sanitario, la capacità organizzativa di prevenzione può risultare decisiva.

Tra l’altro, a ridosso dell’autunno, non ci sarà la possibilità di escludere una circolazione congiunta di virus influenzali e, da non auspicare ma neanche da escludere a priori, del Sars-Cov-2: motivo per cui diventa fondamentale rendere celere la vaccinazione antinfluenzale 2020/21, con una precisa e puntuale pianificazione nel rispetto delle indicazioni ministeriali che ne ribadiscono l’importanza per tutti i soggetti target, al fine di poter dedicare maggior tempo e impegno alla diagnosi e gestione di casi sospetti di coronavirus, vista la sintomatologia simile tra una semplice influenza e il Covid-19, appunto.

Nell’ottica di un quanto mai probabile aumento esponenziale delle vaccinazioni per l’influenza stagionali e per lo pneumococco – specie se il Governo ne confermasse l’obbligo per i bambini fino 5 anni di età e per gli ultrasessantacinquenni – è evidente come l’accesso dei pazienti nelle strutture preposte e la loro accoglienza, quantitativa e qualitativa, necessiterà di ancor maggiori accortezze. Le locali vaccinazioni antinfluenzali ed antipneumococciche, fino allo scorso anno, erano gestite dal servizio di Igiene e Prevenzione Collemaggio, dai Distretti sanitari ( S Demetrio- Tornimparte), negli ambulatori dedicati e domiciliarmente per pazienti con patologie annesse particolari. Va da sé che pensare di affrontare una campagna vaccinale con pochi posti a disposizione, senza un accesso libero nei locali di riferimento ( fatte salve le situazioni di emergenza) e con tempistiche di intervento oltremodo dilatate tra le varie prestazioni sui pazienti, ad oggi appare davvero impossibile, tenendo conto, fra l’altro, che negli studi medici accedono anche coloro che devono essere visitati per altre patologie e non per sottoporsi esclusivamente alla vaccinazione.

Risulta, pertanto, imprescindibile immaginare e sviluppare a stretto giro una sanità ancor più efficiente, tecnologica ed integrata coi preposti servizi ospedalieri, pienamente in linea con un remodeling del Servizio Sanitario Nazionale, che valorizzi le professionalità del territorio e le metta in condizioni di integrarsi con il resto del sistema.

Sono proprio le strutture territoriali che, fin dal primissimo proliferare del COVID-19, hanno gestito al meglio l’emergenza: con una ancor più precisa definizione dei ruoli ( TEAM formato da medici, specializzandi, fisioterapisti e tecnici della prevenzione) si può ripartire e affrontare qualsiasi nuova criticità dovesse presentarsi.

Una buona possibilità si creerebbe laddove la A.S.L. riuscisse a mettere a disposizione locali, siano essi tensostrutture o edifici in disuso come quelli presenti presso il complesso di Collemaggio, dove ogni gruppo di medici di famiglia, per i pazienti afferenti ad esso, potrebbe organizzare delle turnazioni, creando così non solo una continuità oraria nelle vaccinazioni ma anche un’ampia "rete" di offerta sul territorio formata da A): sede di gruppo o comunque ambulatori dei medici di famiglia, B) locali messi per l'occasione a disposizione dei medici di famiglia dalla ASL, C), Servizio di igiene, D) distretti sanitari presso i quali prenotarsi per essere vaccinati.

E’ chiaro che, con l’arrivo del freddo stagionale, quando cioè si ripresenterà l’influenza, si dovrà essere in grado di distinguerla dal Covid-19 o da qualsiasi altra patologia con gli stessi sintomi.

L’eventuale Covid autunnale, rispetto a quello primaverile, ha il vantaggio della conoscibilità, che non deve però essere resa vulnerabile né dai comportamenti individuali né dalla mancata applicazione delle regole precostituite, non da ultime l’imprescindibile utilizzo dei dispositivi di sicurezza.



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