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CORONAVIRUS: PENALISTI, ''TORNARE A NORMALITA' NEI TRIBUNALI''

Pubblicazione: 05 giugno 2020 alle ore 18:47

ROMA - Una rapida ripresa dell'attività nelle aule di giustizia è stata chiesta dagli avvocati nel loro incontro con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

L'Unione delle camere penali, in particolare, ha sottolineato come l'attività giudiziaria in generale e le udienze in particolare siano riprese "in misura minima. In molti palazzi di giustizia è necessario avere appuntamenti rilasciati via mail per poter accedere alle cancellerie e alle segreterie - che peraltro osservano orari di apertura assai ridotti - e l'attività di udienza non supera il 15-20% dei ruoli.

Una situazione di blocco dovuta anche e soprattutto al collocamento in smart working della maggior parte del personale amministrativo, che da casa non può accedere né ai fascicoli né ai registri".

Si tratta, sottolineano i penalisti, di un quadro che "non ha alcuna giustificazione, viste le modalità generali della ripresa delle attività nel Paese e la concreta situazione epidemiologica. Il fermo dell'organizzazione giudiziaria si risolve in una negazione dei diritti ai cittadini. La babele dei tanti provvedimenti dei capi degli Uffici giudiziari - e a cascata dei singoli giudici - si è rivelata una risposta inadeguata all'agevolazione della ripresa".

L'Unione delle Camere Penali, con il presidente Caiazza, ha dunque chiesto "un intervento diretto da parte del Governo per porre fine a questa situazione e consentire in tempi rapidi il pieno ritorno alla normalità, nel rispetto delle regole sanitarie che valgono per tutti, con l'ulteriore previsione della possibilità di tenere udienze ovunque, anche nel pomeriggio, eventualmente recuperando la giornata del sabato e intervenendo per utilizzare anche il periodo della sospensione feriale".

Tutte "misure necessarie anche per intervenire sull'enorme arretrato, acuito dalla chiusura. L'Avvocatura - concludono i penalisti - attende risposte rapide e concrete".

Nel corso della riunione si è svolta anche una prima consultazione sui temi della riforma dell'ordinamento giudiziario: "l'Unione ha ribadito la proposta di riforma costituzionale di separazione delle carriere, la necessità di prevedere due Consigli Superiori della Magistratura e di intervenire con provvedimenti di drastica limitazione dei fuori ruolo". 



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