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ESPOSTO PD SU INCOMPATIBILITA', PEZZOPANE FA INTERROGAZIONE, PIETRUCCI CHIEDE LE CARTE; VERTICI ASSEMBLEA ABRUZZESE SCRIVONO AD ASL; AVVIATA PROCEDURA DECADENZA; DIRETTO INTERESSATO 'SERVE AIUTO IN OSPEDALE, AL RESTO PENSANO AVVOCATI'

CORONAVIRUS: LIRIS MEDICO, E' CONTENZIOSO VERIFICHE SU CONFLITTO RUOLO ASSESSORE

Pubblicazione: 03 aprile 2020 alle ore 15:12

L'AQUILA  - Ha fatto rumore e procurato polemiche nel mondo politico e non, la scelta dell’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio Guido Liris, di Fratelli d’Italia, di tornare per dare una mano, nel corso della emergenza coronavirus, alla professione di dirigente medico in aspettativa nella Asl provinciale dell’Aquila con un contratto part-time, continuando a svolgere entrambi i ruoli. 

Sul ritorno al lavoro, oggi al secondo giorno, dell’ex vice sindaco del capoluogo regionale, si è innescata anche una aperta interlocuzione sulla incompatibilità tra i ruoli di dipendente pubblico e consigliere regionale, già denunciata ieri dai massimi esponenti del Pd abruzzese e confermata da esperti della materia. 

Il diretto interessato si limita a dichiarare: "Ci sono temi legali e procedurali che stanno studiando gli avvocati, in questo momento servono medici ed io sono un medico che vuole dare un contributo”.

Una sitazione che tiene impiegati intanto sia Asl dell’Aquila, sia uffici della giunta e del Consiglio regionale, in piena emergenza covid: e la vicenda potrebbe innescare un lungo contenzioso, come accaduto nel 2018 per l’allora presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, eletto nel marzo del 2018 senatore del Pd.

Parlando di “scandalo di portata nazionale”, per la incompatibilità di legge dei due ruoli, il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane ha annunciato la presentazione di una interrogazione urgente al Ministro della Salute Roberto Speranza, chiedendo la rapida acquisizione degli atti della Direzione generale della Asl. 

A difendere, ed anzi lodare, invece la scelta di Liris, è stato invece, dopo il presidente della Regione, Marco Marsilio, anche il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, nella consueta diretta facebook. Come Liris, anche Marsilio e Biondi sono di Fratelli d'Italia.

Dalla parte opposta il consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci, si è recato oggi alla Asl per chiedere la documentazione relativa al contratto di Liris minacciando di chiamare i carabinieri. Errico D'Amico, responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza della Asl, ha assicurato che tutte le carte richieste gli saranno consegnate lunedì. 

E’ stato proprio il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, ieri ad inviare un esposto al presidente dell’Asseblea regionale, Lorenzo Sospiri, per denunciare la violazione della norma del decreto legislativo 165/2001 che obbliga i dipendenti pubblici eletti in parlamentari ed in Consiglio regionale all’aspettativa obbligatoria, con conservazione del posto di lavoro, e chiedere la decadenza dalla carica di consigliere regionale. 

Sospiri ha passato la palla ai vertici dirigenziali del Consiglio regionale che hanno avviato verifiche ed azioni in autotutela: la direzione amministrativa e legislativa, ovvero Paolo Costanzi e Francesca Di Muro, ha scritto ai vertici dell’azienda sanitaria della provincia dell’Aquila per chiedere se sono vere le notizie di stampa sul ritorno al lavoro e sulla firma del contratto part time da parte di Liris, e nel caso positivo di ritenere nullo lo stesso proprio in virtù della violazione della norma, la seconda ha avviato la procedura della decadenza. 

Secondo quanto si è appreso da fonti consiliari, se non dovesse essere rimossa la causa di incompatibilità ci sarebbe il provvedimento di decadenza sul quale sarebbe chiamata a decidere la Giunta per il regolamento.

Secondo quanto appreso da fonti vicine al medico-assessore regionale, la problematica non sussisterebbe perché Liris si sarebbe dimesso dalla carica di consigliere regionale. Per la legge elettorale abruzzese, che nella ultima riforma ha previsto la surroga con il primo dei non eletti dei consiglieri nominati assessori, fino a quando rimarranno in Giunta, perché in caso di dimissioni o dimissionamenti da parte del governatore, tornerebbero nell’assemblea con la decadenza dei subentrati. 

Al posto di Liris a palazzo dell’Emiciclo è subentrato Mario Quaglieri, ex vice sindaco di Trasacco. 

C’è chi tra gli esperti ribatte che il consigliere regionale perde la carica ma mantiene la funzione e quindi è incompatibile con l’impegno di dipendente pubblico per via della legge regionale 51 del 2004, modificata dalla 25 del 2018 che nell’articolo 3 bis che conferma la funzione richiama il decreto legislativo 165 del 2001. 

Dal canto suo, Liris avrebbe avuto un parere da parte dell’avvocatura regionale e poi il via libera dal direttore generale della Asl, Roberto Testa, al quale ha chiesto l’autorizzazione.

Ed ancora la determinazione del dirigente del personale Enrico D’Amico, che ha preparato e fatto firmare il contratto a Liris.

A “favore” del medico-assessore ci sarebbe anche una norma negli ultimi decreti del premier Giuseppe Conte sulla emergenza coronavirus, che prevede la sospensione delle incompatibilità per medici rianimatori, pneumologi, infettivologi ed epidemiologi. E Liris è specializzato in Igiene e Prevenzione, con studi di managment sanitario.  

Ma alla fine in questo ginepraio normativo e politico, potrebbe esserci la sorpresa della rinuncia per opportunità da parte di Liris, che potrebbe rimanere in prima linea all’ospedale dell’Aquila come medico volontario quindi senza contratto. 



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