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CORONAVIRUS: ITALIA VIVA ABRUZZO, ''SUBITO LIQUIDITA' PER PARTITE IVA E PiCCOLE MEDIE IMPRESE'

Pubblicazione: 05 aprile 2020 alle ore 16:02

Camillo D'Alessandro

PESCARA – “La parola d’ordine oggi è liquidità: per le attività economiche del Paese e anche di tutta la nostra regione, la priorità economica è questa. In queste ore il Governo sta predisponendo un nuovo decreto di aiuti per le famiglie e le aziende. Sono ore decisive e, come Italia Viva, stiamo chiedendo che si prenda in considerazione la nostra proposta che può dare subito risposta al bisogno primario di ogni attività, soprattutto quelle più piccole: la possibilità di attivare prestiti bancari immediati interamente garantiti dallo Stato". 

È quanto si legge in una nota del Coordinamento regionale di Italia Viva Abruzzo, impegnato in queste ore insieme a Camillo D’Alessandro, deputato e coordinatore regionale, “a stimolare il Governo ad adottare la misura migliore al fine di dare fiato alle imprese e al sistema economico”.

"L'emergenza sanitaria ha, sicuramente, la priorità ma altrettanta attenzione va riservata all’emergenza economica. La nostra proposta - si legge nella nota - prevede che liberi professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori individuali e società fino a 50 milioni di fatturato possano fare domanda ad una banca chiedendo ognuno di avere il 25 per cento del proprio fatturato del 2019. La banca eroga il prestito velocemente, senza burocrazia e senza controlli di rating grazie alla garanzia statale al 100 per cento. L’importo viene restituito a partire dal gennaio 2022, in 100 rate, con interessi a carico dello Stato. Per le attività nate negli ultimi 12-18 mesi, si può considerare come parametro aggiuntivo quello del costo del lavoro. In questo modo l’impresa e il professionista riprendono a lavorare in sicurezza, pagando i fornitori per gli acquisti e gli investimenti, i dipendenti e i collaboratori. È nostro compito sostenere il tessuto produttivo della nostra Regione, le imprese soprattutto quelle più piccole e più fragili".

“Insistiamo sul cento per cento garantito dallo Stato – spiega D’Alessandro – perché una percentuale diversa, anche elevata, fa scattare la valutazione di merito creditizio e ciò determinerà nella migliore delle ipotesi delle lungaggini, nella peggiore il venire meno del finanziamento. Basterebbe, ad esempio, una segnalazione per qualsiasi eventualità alla Crif, anche per un ritardato pagamento, che la valutazione della banca rischia di essere negativa anche in presenza del 90 per cento della garanzia dello Stato. Per questo con il 100 per cento si garantisce liquidità sicura a tutti.”

I costi – si legge sempre nella nota – saranno coperti in questo modo: per arrivare a movimentare una cifra sufficiente a sostenere le Partite Iva e le Pmi con fatturato fino a 50 milioni, lo Stato deve intervenire con uno stanziamento da 33 miliardi di euro (circa 2 punti percentuali di pil), questa somma infatti consente garanzie per 412,5 miliardi di euro. Un intervento reso possibile anche all'allentamento delle norme europee sugli impegni di bilancio.

"Si tratta di una proposta concreta e realizzabile - conclude il comunicato di Italia Viva che stiamo avanzando in queste ore al Governo e che chiediamo a chi la condivide di sostenere. Sono le ore in cui si definiscono i contenuti del decreto e non possiamo lasciare nulla di intentato per dare un aiuto vero al nostro sistema economico, soprattutto alle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia territoriale e non solo".

 



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