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IL 61,3 PER CENTO DEI CITTADINI SEGUE LE REGOLE SU SPOSTAMENTI IMPOSTE DAI VARI DPCM PER CONTENERE IL CONTAGIO, NEL RESTO DEL PAESE LA MEDIA SI ATTESTA AL 58 PER CENTO

CORONAVIRUS: GLI ABRUZZESI STANNO A CASA, PRIMI IN ITALIA PER RISPETTO NORME

Pubblicazione: 09 aprile 2020 alle ore 08:03

L'AQUILA - Tra tutti gli italiani sono gli abruzzesi quelli più "fermi a casa", o almeno i più rispettosi delle norme imposte dai vari Decreti sicurezza per arginare il diffondersi del Coronavirus.

A dirlo è uno studio realizzato da Next14 per Panorama che prende in considerazione la settimana dal 27 marzo al 2 aprile. I dati sono venuti fuori incrociando le varie informazioni di siti partner che gestiscono siti e applicazioni dai quali, nel rispetto della privacy, sono emersi gli spostamenti.

Nel dettaglio, a casa è rimasto il 61,3 per cento degli abruzzesi, contro una media nazionale che si aggira attorno al 58 per cento e con la Puglia all'ultimo posto delle regioni "virtuose": infatti, secondo il report, la percentuale dei pugliesi che si sono chiusi in casa è ferma al 53,4 per cento.

In media, in Italia, 4 persone su 10 continuano ad uscire di casa, un buon 42 per cento.

I motivi sono diversi: due italiani su dieci hanno continuato a lavorare (19,8%); il 7,2 % dei cittadini non è andato a lavoro ma ha compiuto tragitti compresi tra i 200 e i 500 metri nei pressi della propria abitazione, per comprare beni di prima necessità o per portare fuori il cane. C'è poi un buon 15% che ha fatto più di 500 metri.

La regione con più lavoratori fuori casa è stata la Basilicata, 23 per cento, e quella con meno, ancora una volta, l'Abruzzo, al 16,3 per cento.

Particolarmente soddisfatto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che in una nota scrive: "Ancora una volta gli abruzzesi dimostrano serietà e rispetto. L’Abruzzo è la regione d’Italia in cui si rispettano di più i divieti legati agli spostamenti. Grazie".

Per quanto riguarda l'andamento della pandemia, l'Abruzzo è in linea con i dati nazionali: lo confermerebbe il minor numero dei ricoveri in terapia intensiva, con un discostamento solo in ordine alla progressione dei positivi che, se in Abruzzo si mantiene costante, in Italia non cresce più in modo esponenziale.

"Una settimana fa le cifre dei nostri ricoveri erano superiori ma questo non significa che il pericolo è scampato o che l'emergenza sia finita. Al contrario. Rispettiamo le norme. Stiamo a casa. E' il momento di maggior concentrazione", ha spiegato l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, tracciando un bilancio a ridosso delle festività pasquali, nella prospettiva della fase due.

Una fase non ancora dietro l'angolo e "necessariamente post emergenza".

"Per allora, accanto al permanere del distanziamento sociale, il Governo regionale renderà obbligatorio anche l'uso delle mascherine che, nelle more, saranno state distribuite più capillarmente, in modo da consentire a tutti i cittadini, indistintamente, di potersele procurare".

La previsione dell'assessore è che i "positivi continueranno ad aumentare fino a quando non verranno analizzati centinaia di tamponi al giorno, sarebbe auspicabile in modo da individuare gli asintomatici e attuare tutti protocolli di sicurezza".

Nel quadro di una pandemia con la quale "dovremo convivere ancora per molto tempo, anche se non più in emergenza", si deve leggere anche la necessità, pur se in un momento di diminuzione dei ricoveri, di creare strutture ospedaliere destinate al Covid 19, come quella annunciata per Pescara: "I contagi non svaniranno per magia, perciò sarà fondamentale poter disporre di strutture specializzate e dedicate, per la presa in carico in maniera adeguata ed esclusiva dei pazienti positivi".

Peraltro, come ha aggiunto Verì "per fronteggiare l'emergenza siamo stati costretti a limitare i ricoveri dei pazienti con altre patologie ma è ovvio ed urgente rispristinare tutti i ricoveri e i servizi assistenziali". 

(Nella foto del Reparto operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, Piazza Salotto a Pescara)



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