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DECISIONE SOFFERTA CREA. PROTOCOLLO PREVEDE IN OSPEDALI ATTIVAZIONE OBBLIGATORIA DI STRUTTURE COVID DEDICATE A TRATTAMENTO PAZIENTI GRAVI E MENO GRAVI. PER SOPPERIRE A PROBABILI CHIUSURE REPARTI POSSIBILE RICORSO A CASE DI CURA

CORONAVIRUS, ALLERTA MASSIMA:
ALZATO A LIVELLO 4, ECCO I PRIVATI?

Pubblicazione: 31 marzo 2020 alle ore 08:29

L'AQUILA - Il livello di allerta in Abruzzo, per il coronavirus, è ormai arrivato al livello 4, il massimo possibile. 

Lo ha stabilito il Comitato regionale emergenza-urgenza (Crea), nell'ultima riunione. La decisione è stata adottata dopo un’approfondita ed animata discussione tra gli esperti che - secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie - non sono stati tutti d’accordo per cui alla fine ha prevalso il volere del capo della maxi emergenza covid-19, Alberto Albani. 

Per il responsabile del 118 di Pescara il salto di qualità nella organizzazione per il contrasto al probabile picco passa per la riconversione di reparti ospedalieri per creare ospedali covid, se nelle aziende sanitarie non ci fossero soluzioni in strutture pubbliche diverse dagli ospedali maggiori. Con il ricorso ai provati per le prestazioni ordinarie non urgenti per il momento sospese per la emergenza covid. 

Il livello 4 non è quindi una mera questione formale, ma l'attivazione di un preciso protocollo previsto dall'ordinanza che il governatore della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ha emanato lo scorso 9 marzo, agli albori dell'emergenza, anche in base alle direttive che sono arrivate dal Ministero della Salute. Il passaggio dal livello 3 al livello 4, ovvero "in presenza di grave emergenza epidemica, con gravi rischi di salute per la popolazione e l’organizzazione sociale”, si sostanzia nell'obbligo di attivare centri Covid dedicati in ognuna delle quattro Asl.

Una direttiva perentoria che ha costretto le aziende a mettere in piedi, in tempi veloci per essere pronti a contrastare un aumento di casi, una riorganizzazione non sempre agevole. 

L'Aquila, in questo senso, secondo gli stessi tecnici, è quella meglio messa, una situazione che fa da contraltare alle continue critiche e sollecitazioni nei confonti del direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa: la governance aquilana ha risolto la spinosa questione con l'attivazione del "Covid hospital", riconvertendo allo scopo i locali dell'ex ospedale del G8, i prefabriccati realizzati dopo il sisma del 2009 in occasione del vertice dei Grandi della Terra. Struttura che può ospitare fino a 30 posti di terapia intervista e sub intensiva, indipendente dal complesso principale del nosocomio, consente di mantenere percorsi puliti e differenziati, nella quale sono ricoverati in maggioranza pazienti gravi di altre città ed altre aziende. 

A questo primo nucleo sono vicine e collegate la medicina covid attivata ieri con i primi 40 posti che possono arrivare a circa 130.

A questi vanno aggiunti i 120 posti del Delta medico nel quale in due settimane termineranno i lavori di ripristino dei danni del sisma di 11 anni fa.  

Le altre aziende, invece, vivono una qualche difficoltà nel reperimento delle strutture, anche alla luce dei contagi notevolmente più numerosi, prima fra tutte Pescara.

Ecco perché la Regione ha avviato un'interlocuzione con i privati che, peraltro, da qualche giorno hanno cominciato a far sentire la loro voce dopo aver stoppato le prestazioni, offerto i macchinari prima di rimanere sostanzialmente a bocca asciutta. Ecco perché in più Asl si sta pensando di farvi ricorso, negoziando una sorta di forma contrattuale comune.

Il livello 3 dell'emergenza prevedeva la centralizzazione dei pazienti critici nelle sei Unità operative di Malattie infettive della Regione, con una capienza totale di 75 posti. Per farlo era stato disposto il trasferimento di pazienti con altre patologie infettive nei reparti di Medicina, debitamente isolate.

Contemporaneamente le strutture private erano tenute ad accogliere pazienti no-Covid eventualmente trasferiti dalle strutture pubbliche. Era previsto anche l’utilizzo dei pronto interventi delle Pneumologie.



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