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CONDIZIONE DELLA DONNA IN ERA COVID: PRESIDIO IL 16 LUGLIO A L'AQUILA

Pubblicazione: 10 luglio 2020 alle ore 14:07

L'AQUILA - "Questa emergenza ha fatto pagare un prezzo molto alto alle donne,in gran parte occupate in lavori precari e informali, non hanno ricevuto alcun aiuto economico per la perdita del reddito e spesso del lavoro costrette a casa hanno dovuto sperimentare una nuova organizzazione del tempo, tra lavoro a domicilio assai poco smart, cura della casa e dei familiari, nuovo ruolo di insegnanti di supporto per la scuola a distanza, rinunciando anche al poco tempo che riuscivano a dedicare a se stesse"

 Sono solo ancune delle motiviazioni per le quai il 16 luglio a Piazza duomo si terrà il presidio "Prendiamoci cura del mondo" a piazza Duomo a L'Aquila organizzato dalla Rete 8 marzo AQ

LA NOTA COMPLETA

"Questa emergenza ha fatto pagare un prezzo molto alto alle donne,in gran parte occupate in lavori precari e informali, non hanno ricevuto alcun aiuto economico per la perdita del reddito e spesso del lavoro costrette a casa hanno dovuto sperimentare una nuova organizzazione del tempo, tra lavoro a domicilio assai poco smart, cura della casa e dei familiari, nuovo ruolo di insegnanti di supporto per la scuola a distanza, rinunciando anche al poco tempo che riuscivano a dedicare a se stesse.

Impiegate in maggioranza nei lavori essenziali e non comprimibili (infermiere, cassiere, addette alle pulizie, addette all'agricoltura e alle imprese alimentari ecc.) sono state costrette a rischiare la loro salute e quella delle loro famiglie

Chiuse in casa anche quando erano costrette a convivere con uomini violenti hanno subito soprusi fisici e psichici.    Tuttavia l’epidemia ha svelato anche la dipendenza della società dal riproduttivo che è insieme lavoro di cura delle persone, dell'ambiente, della memoria e lavoro necessario alla sopravvivenza umana. 

Questa consapevolezza ci spinge a rifiutare l’illusione che sia possibile uscire dalla crisi ripristinando il modello di produzione e consumo preesistente. Siamo convinte invece che si debba investire sulla salute ed il benessere delle persone e quindi sulla salute del pianeta su cui viviamo e che è la nostra casa comune. 

Sappiamo di essere depositarie di un sapere e di un'esperienza sul lavoro di cura che ci viene dalla nostra vita quotidiana.

Pensiamo il nostro lavoro debba essere riconosciuto e vogliamo essere protagoniste, a partire dalla nostra città e dalla nostra regione, nella costruzione di un nuovo modello di welfare per ribaltare il rapporto tra lavoro produttivo e riproduttivo - ad oggi del tutto sbilanciato in favore del primo - e permettere una vita libera e felice a donne e uomini, giovani e anziani, bambine e bambini. 

In questa ottica sono per noi prioritari: un sistema di servizi adeguato e di qualità per l'infanzia, scuole sicure con spazi appropriati - un sistema di sorveglianza sanitaria territoriale capace di rispondere al bisogno di salute delle cittadine e dei cittadini - manutenzione e messa in sicurezza del territorio.  Non ci interessa essere “angeli”, tanto meno del focolare!!! Vogliamo prenderci cura del mondo!



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