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COMUNALI TERAMO: BRUCCHI BIS, SCHEDE CONTESTATE, FORSE SALTA L'ELEZIONE SECCA

Pubblicazione: 27 maggio 2014 alle ore 12:22

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Una notte elettorale di passione quella di Teramo, chiamata ad eleggere il nuovo sindaco e dovrà attende l'8 giugno per i ballottaggi, se l'ultimo seggio bloccato, quello di San Nicolò a Tordino, di cui ancora non si dispone i risultati, non sortirà variazioni nelle percentuali.

Per tutta la giornata Il primo cittadino uscente Maurizio Brucchi, candidato sindaco della coalizione di centrodestra viaggiava con percentuali bulgare al di sopra del 60% , mentre la candidata del centrosinistra Manola Di Pasquale arrancava a distanze siderali, intorno al 20%.

Poi ora dopo ora il vantaggio si è assottigliato e a dati (quasi) definitivi Brucchi si è attestato al 49.7%, mancando dunque l’elezione secca e al primo turno, che scatta sopra la soglia del 50 per cento.

Resta però l’incognita della sezione n.50 di San Nicolò al Tordino, dove sono state conteste alcune schede su cui la “croce” era stata apposta usando una matita di colore viola. Se quei voti sono validi lo deciderà la commissione elettorale che il presidente del Tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa, ha già nominato. Lo spoglio delle 400 schede è appena cominciato e si saprà qualcosa solo nel pomeriggio.

Se nulla cambierà in termini di punti percentuali, Brucchi dovrà andare al ballottaggio con la sencoda classificata Di Pasquale.

Ma per la candidata del Pd che ha preso il 25,10% pari a 8.301 voti non sarà una partita facile  superare al secondo turno Maurizio Brucchi, che di voti ne ha presi 16.467.

Unica strada convincere gli astenuti, confidare nell'intevento del neopresidente Luciano D'Alfonso, che ha il vento in poppa e buoni argomenti per convincere parte dei teramani a cambiare idea e anche il nome da scrivere sulla scheda elettorale. Tentare l’apparentamento con gli altri canditati sindaci, tutti più o meno dichiaratamente anti-Brucchi, fino a prova elettorale contraria.

Candidati numerosi, ma non corposi in termini di voti: il candidato del Movimento 5 stelle Fabio Berardini è infatti all'8,1 per cento (2701 voti), la rivelazione Gianluca Pomante, candidato di Teramo 3.0, è al 7,72% (2.553), Graziella Cordone, di Città di Virtù e Sinistra PartecipAttiva, è al 4,07% (1346 voti), Giorgio Giannella, candidato di Officine indipendenti al 2,56% con 848 voti. c’è infine Berardo Rabbuffo, ex consigliere regionale di Futuro e libertà, poi passato con il Centro democratico al 2,60%, con 866 voti.

In teoria, facendo una somma algebrica di tutti i voti di un ipotetico fronte anti-Brucchi coeso e compatto, pronto a convergere su Manola Di Pasquale, con convinzione o secondo la logica della ''meno peggio'', la situazione poterebbe ribaltarsi al secondo turno. Ma appunto è solo teoria. (Filippo Tronca)



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