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CASO SCOCCIA: DEMOCRATICHE; 'MARSILIO INADEGUATO AL RUOLO CHE RICOPRE'

Pubblicazione: 25 maggio 2020 alle ore 10:39

Marianna Scoccia

 


L'AQUILA - "Se la consigliera Scoccia fosse stata di sesso maschile, per commentare il suo posizionamento politico nell’attuale compagine consiliare in Regione Abruzzo il presidente Marsilio avrebbe usato la stessa metafora? Perché dunque usare il corpo delle donne, la loro specificità dovuta all’appartenenza di genere, per dare un parere di natura politica? In una parola perché usare proprio quella locuzione per esprimere un concetto semplice come quello di ‘tenere il piede in due staffe’? Non solo quella di Marsilio è stata una uscita sessista, e quindi discriminatoria, ma anche allusiva: tipico di una cultura becera che vede nelle donne esseri inferiori, funzionali a soddisfare i bisogni e le necessità degli uomini (della patria, della specie), non meritevoli comunque di rispetto riguardo la loro persona e i loro ruoli, professionali e politici".

Così in una nota le Democrtiche abruzzesi intervengono sul caso Scoccia.

Marianna Scoccia, consigliere regionale eletto nelle file dell’Udc che da qualche giorno è uscito dal centrodestra, nei giorni scorsi è stata oggetto di una battuta poco elegante da parte del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, che nel commentare la sua nuova collocazione politica nel corso di una conferenza sulle misure economiche anti-covid approvate dal Consiglio regionale ha risposto ad una domanda del giornalista Rai Alberto Orsini, affermando che “non è che si può essere un po’ incinta. Se uno sta in maggioranza sta in maggioranza, altrimenti sta all’opposizione”. 

"È evidente quindi come ancora una volta il governatore Marsilio si sia rivelato totalmente inadeguato al ruolo che ricopre, totalmente. Scoprendosi per quello che è: l’interprete di un potere machista e clientelare - aggiungono le Democratiche - Così come inadeguata sembra la risata del consigliere Sabrina Bocchino, incapace di ogni tipo di solidarietà femminile (visto che le discriminazioni sessuali molto spesso non hanno colore politico e lei per prima siamo certe avrà avuto modo di sperimentarlo da sé) tanto più dal momento che proprio lei è stata prima firmataria di una proposta di legge per il combattere il bullismo e il cyberbullismo, che altro non è che l’uso dei social e della tecnologia spesso proprio contro le donne e le ragazze, sempre più vittime di violenti attacchi di revenge porn e odio in rete".

"Per questo la solidarietà che intendiamo esprimere ha un carattere fortemente improntato al rispetto dell’autodeterminazione e dell’integrità personale di tutte quelle donne che decidono, con grande senso di responsabilità, di prendere parte alla vita politica del loro paese e dei propri territori. La discriminazione in base al sesso è un atteggiamento grave, lesivo della dignità, insultante e impensabile all’interno di un luogo istituzionale come quello dell’assise regionale. Indica un difetto che se non riguarda tutti gli uomini, di certo attiene ad alcuni di loro, ancora troppi – secondo noi", concludono. 



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