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GUARDIA FINANZA DI FIRENZE INDAGA SU EX FONDAZIONE MATTEO RENZI, IN BALLO RENEXIA, IMPEGNATA NELL'ENERGIA RINNOVABILE, PER VERIFICA FALSO IN BILANCIO, ''TRAVISATA REALTA', FIDUCIA IN MAGISTRATURA''

CASO OPEN: GRUPPO TOTO NELL'INCHIESTA, ''NOI CORRETTI E TRASPARENTI''

Pubblicazione: 22 settembre 2019 alle ore 22:22

FIRENZE - Il Gruppo Toto finisce nel "Caso Open", l'inchiesta della procura e della guardia di finanza di Firenze dove sono indagate persone legate a vario titolo alla fondazione Open, vicina a Matteo Renzi e nota per aver sostenuto negli anni passati iniziative politiche come la Leopolda.

"I soldi di Toto girati alla cassaforte dell'ex premier", titola Il Fatto quotidiano tirando in ballo il gruppo e in particolare Daniele Toto, a lungo amministratore delegato della Renexia, controllata dal gruppo, e in una nota Toto si affretta a dichiarare "la totale correttezza e trasparenza del proprio operato".

Lo stesso Gruppo Toto precisa nella nota che "i fatti, nel modo in cui sono stati riferiti, travisano la realtà e ledono l'immagine del Gruppo", quindi "nell'esprimere piena fiducia nell'operato della magistratura, il Gruppo Toto è certo che la conclusione dell'inchiesta consentirà di dimostrare la correttezza del proprio operato".

Nell'articolo del Fatto si legge: "Indagando su due renziani della prima ora – Alberto Bianchi e Patrizio Donnini, sotto inchiesta per due vicende diverse – gli investigatori della Guardia di Finanza si sono imbattuti in uno dei colossi dell’imprenditoria italiana: la Toto Holding, società che opera nel settore delle costruzioni e nella gestione di molti progetti infrastrutturali in Italia e nel mondo".

E ancora: "La Toto Holding controlla la Renexia, società impegnata invece nel business dell’energia rinnovabile. Ed è proprio questa azienda al centro dell’inchiesta fiorentina che vuole verificare se sia stato commesso il reato di falso in bilancio".

"Quando a luglio i militari delle Fiamme Gialle si presentano negli uffici della Renexia, per acquisire una serie di documenti - si legge ancora sul Fatto -, hanno due obiettivi: verificare gli affari conclusi con una società di Donnini, la Immobil Green Srl, e la donazione di 25 mila euro erogata alla Open, la fondazione presieduta da Alberto Bianchi, che fino al 2018 finanziato la Leopolda di Matteo Renzi".



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