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CASA RIPOSO L'AQUILA : PARENTI CONTRO TRASFERIMENTO, ''E' COME FARLI MORIRE, CI SARANNO 25 LICENZIAMENTI''

Pubblicazione: 04 aprile 2019 alle ore 06:30

L'AQUILA - Trasferire gli anziani della casa di riposo dell'Aquila nell’ex albergo Duca degli Abruzzi, in altre strutture "equivale a farli morire come avvenuto per altri".

È l'appello, affidato alle colonne del Centro, che alcuni parenti degli ospiti della residenza per la terza età hanno rivolto al Comune, che dapprima ha revocato l’autorizzazione comunale del 2012 ai tempi del governo del sindaco, Massimo Cialente, e conseguentemente ha ordinato "l’immediata cessazione e la chiusura dell’attività della casa di riposo e dell’esercizio autorizzato in forza dell’autorizzazione revocata".

Da quanto appreso i cittadini starebbero valutando l'idea di agire legalmente contro il provvedimento firmato dal dirigente del settore Rigenerazione urbana Domenico De Nardis.

La società Iniziative Turistiche Alberghiere dell'imprenditore umbro Alberto Innocenzi, che gestisce la casa di riposo, ha continuato ad assistere anziani non autosufficienti, nonostante la struttura non fosse abilitata e in barba ad ogni provvedimento sanzionatorio del Comune che circa quattro mesi aveva denunciato l’abusiva gestione e ordinato di trasferire le persone non autonome. 

Alla luce della disposizione, infatti, entro trenta giorni dovranno essere trasferiti non solo i non autosufficienti, 27 in seguito al primo controllo e 22 nel più recente, ma anche gli anziani autonomi.

"Dopo 10 anni l'età è avanzata e oggi le persone ospiti hanno oltre 90 anni e non hanno più alcune delle lor funzioni sia fisiche che mentali. Per loro questa struttura è come una casa dove si orientano, conoscono il posto e riconoscono mentre noi siamo presenti in modo costante e quotidiano e li controlliamo rispondendo subito a ogni loro esigenza", hanno precisato i parenti degli anziani.

Nella struttura, inoltre, lavorano circa 25 persone, che ora rischiano il licenziamento. 

L'appello dei familiari degli ospiti si allarga anche a loro: "I lavoratori verranno licenziati per capricci di dipendenti comunali o di una legge che spera che le persone anziane decedano così non si erogheranno più le pensioni. Come si può commentare questa notizia a 10 anni dal terremoto? È inutile che il Comune prova a fare manifestazioni per il decennale se poi si sradicano le persone da un posto come se fossero dei pacchi postali", si legge nella nota.

La revoca è stata decisa per la "reiterazione degli abusi" che ha portato negli ultimi cinque anni la dirigenza a commettere la stessa violazione, non a caso si sottolinea "un comportamento illecito recidivo e continuativo". 

Il Comune dell’Aquila, infine, nel provvedimento sottolinea che, violato il termine di 30 giorni, si procederà "al sequestro dell’edificio in cui ha sede l’attività in questione e alla confisca delle attrezzature contenute, quali beni destinati all’attività illecita", come previsto dall’articolo 13 della legge 689 del 1981.

La Srl Iniziative Turistiche Alberghiere potrà fare ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar), entro il termine perentorio di 60 giorni dalla sua comunicazione.



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