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STALLO FUSIONE L’AQUILA E TERAMO; BASE AQUILANA PUR NON PRENDENDO POSIZIONE PUBBLICA INDICA IDENTIKIT NUOVO PRESIDENTE; FRATTALE, EX ANCE, ATTACCA PRESIDENTE TERAMANO LANCIOTTI

CAMERA COMMERCIO GRAN SASSO, TOTO NOMI: ASSOCIAZIONI, ''IMPRENDITORE STRUTTURATO''

Pubblicazione: 03 giugno 2019 alle ore 17:30

L'AQUILA - Fusione sì, fusione no. La querelle in atto sulla formazione della nuova Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia ha innescato la corsa alle poltrone da parte delle associazioni di categoria e un acceso dibattito sull'identikit del nuovo presidente dell'ente. 

Che sia un ente unificato o che si resti sganciati, con due Camere di commercio sulle rispettie province, la base ha avanzato una richiesta precisa: in molti, infatti, pur non prendendo una posizione pubblica, hanno sottolineato il fatto che si rende necessario, viste anche le problematiche del territorio, che il prossimo presidente della Camera di commercio dell'Aquila o della nascitura Camera del Garn Sasso, qualora la fusione vada in porto, sia un imprenditore, non un tecnico.

E che sia un imprenditore strutturato, “con un'azienda solida alle spalle, che mastichi di gestione e di marketing territoriale e che abbia l'autorità di dialogare con gli enti locali”. 

E' questo l'elemento nuovo che chiede la base associativa, che sta manifestando “una gran voglia di rinnovamento rispetto alle logiche gestionali del passato”. 

In tutto questo, e con la partita della fusione ancora aperta, che vedrà un passaggio decisivo il prossimo 11 giugno, data in cui è stato convocato il consiglio camerale dell'Aquila per la votazione sull'accorpamento, impazza il toto nomi.

Tra i papabili Celso Cioni, ex direttore regionale della Confcommercio, che sta spingendo per ottenere un posto al sole, ‘portato’ dall'attuale presidente, Lorenzo Santilli, entrambi di estrazione Confcommercio e amici di vecchia data, che non incontra tuttavia il favore dell'intera associazione. 

Per Confindustria si fa il nome dell'imprenditore aquilano, Ezio Rainaldi, che si è fatto notare per la sua azione mediatrice e di coordinamento tra le associazioni di categoria in merito a temi importanti come le tasse sospese dopo il sisma 2009 e la ricostruzione. 

Per l'Ance i nomi sono due con il duello a distanza tra gli ex presidenti dell'Associazione costruttori della provincia dell'Aquila, Ettore Barattelli e Gianni Frattale

Quest'ultimo, in una nota, ha attaccato il presidente della Camera di commercio teramana, Gloriano Lanciotti, adducendo più di un dubbio sulla retromarcia di Teramo: “E’ vero che il matrimonio si fa in due, ma se la sposa scappa dalla chiesa dopo lo scambio degli anelli, qualche perplessità è lecita -, ha detto Frattale - primo fra tutti, il documento deliberativo a favore della fusione firmato da entrambi i consigli camerali dei due capoluoghi in una seduta fissata in contemporanea. A Teramo, è bene ricordarlo, su 27 consiglieri sono stati solo 2 i contrari; all’Aquila, il Consiglio si è espresso all’unanimità". 

L’altro punto fermo, ricorda Frattale è una legge, la riforma Renzi che "obbliga tutte le camere di commercio a tale percorso. Il ricorso in atto al Tar, di cui qualcuno vuole attendere l’esito, non riguarda invece i casi, come il nostro, in cui la fusione è avvenuta in maniera volontaria secondo la legge 580 del 1993. Non basta dunque come pretesto per affrontare un divorzio. Perché di divorzio si tratterebbe nel caso di un ripensamento, visto che il matrimonio è già avvenuto". 

Secondo Frattale “qualora si dovesse annullare la fusione, si dovrebbe procedere con un processo di separazione che pasa per il ministero delle Attività produttive. L’altra legittima perplessità riguarda l’inspiegabile arroccarsi a difesa dell’orticello sotto il campanile”, prosegue Frattale, “perdendo di vista il vero obiettivo delle camere di commercio che è quello di salire sul campanile per guardare oltre l’orto, per collaborare e per promuovere lo sviluppo dei territori e delle imprese in un panorama globalizzato sempre più concorrenziale e agguerrito, dove i piccoli sono destinati all’invisibilità". 

"Chi arresta questo processo tradisce la moderna missione delle camere di commercio. Chieti e Pescara lo hanno capito ed infatti hanno già unito le forze. Al prossimo Consiglio camerale dell’Aquila non risulta all’ordine del giorno alcun divorzio. La palla dunque è aldilà del Gran Sasso. La montagna, si è sempre detto, che dovrebbe unire e non dividere i due capoluoghi per lo sviluppo dei territori", conclude Frattale.

E mentre si anima il dibattito tra le associazioni di categoria, la Camera di commercio dell'Aquila, con il suo presidente, Lorenzo Santilli, resta chiusa “in un ingiustificato mutismo, nonostante l'evidente interesse pubblico dell'argomento”, sottolineano i molti critici. La posta in gioco non riguarda solo la corsa alle poltrone, che ha scatenato i singoli appetiti delle associazioni, “bensì il futuro sviluppo del territorio e delle imprese” – ricordano i critici che tuttavia non escono allo scoperto non dando esempio di cambiamento.  

 



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