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COLLEGIO SEGNALA A PROCURA CORTE CONTI CASO SABELLA, PER IIPOTESI 'SCAVALLO' CON CROTONE, RIMBORSATA CON 40 MILA EURO, DOPO DIFFIDA

CAMERA COMMERCIO CHIETI-PESCARA: ESPOSTO REVISORI SU RISARCIMENTO EX SEGRETARIO

Pubblicazione: 18 giugno 2019 alle ore 07:54

CHIETI - Nelle settimane in cui tiene banco la tormentata vicenda dell'accorpamento della Camera di commercio dell'Aquila e Teramo, una durissima segnalazione alla Procura generale della Corte di Conti scuote la Camera di commercio Pescara Chieti, che ha raggiunto l'agognata unificazione nel dicembre 2017.

Segnalazione inviata dal collegio dei revisori dei conti dell'ente camerale, composto da Francesco Sciortino, Marco Perrotta, e Nicola Sposetti

Al centro della vicenda l'ex segretario generale della Camera di Commercio di Chieti Anna Sabella, dipendente a tempo determinato, per l'ipotesi di utilizzo "condiviso", a "scavallo" con la Camera di Commercio di Crotone in Calabria, disposta pochi giorni prima della fusione, e della decadenza della figura  stessa del segretario generale dell'ente camerale di Chieti.  Atto poi revocato, a seguito dei rilievi del Ministero, e trasformato in "comando", con il pagamento di 40 mila euro di risarcimento a Sabella, senza colpo ferire, a fronte di una sua semplice diffida. 

Una condotta per il Collegio, viziata da numerose illegittimità, e foriera di danno erariale. Ad essere tirati in causa, in primis il direttore generale facente funzione della camera unificata Maria Loreta Pagliaricci e il presidente Mauro Angelucci, che poi per "ragioni personali" si è dimesso a fine febbraio scorso.

Trattasi solo di segnalazione-esposto, beninteso, e le accuse sono tutte da dimostrare. 

A seguire la cronistoria degli eventi riassunti nella denuncia-segnalazione.

Dopo il processo di accorpamento, e con l'insediamento del nuovo consiglio camerale avvenuto il 29 dicembre 2017, è divenuto effettiva la nascita della nuova Camera di commercio Chieti Pescara.

E sono quindi decaduti gli incarichi di vertice precedentemente vigenti come quello del segretario generale delle due singole camere accorpate, ricoperti  da Sabella a Chieti, e da Roberto Pierantoni a Pescara.

E' accaduto però, segnalano i Revisori dei conti, che il 21 dicembre 2017, pochi giorni prima della fusione, è stata stipulata una convenzione tra la Camera di commercio di Chieti e quella di Crotone, per l'utilizzo in "forma associata" di Sabella, nominata segretario generale della Camera di commercio di Chieti Il 27 maggio 2011 con scadenza al 2 ottobre 2016, poi prorogata,  nel giugno 2014, fino al 31 dicembre 2019. 

Ad esprimere forte perplessità su questa convenzione con Crotone, arrivata in zona Cesarini, ricordano i revisori, è stato lo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze, in una nota del 29 dicembre 2017, in cui veniva rilevato che "l'incarico di segretario generale della Camera di commercio di Chieti attribuita alla dottoressa Sabella era decaduto a seguito la costituzione della Cciaa di Chieti Pescara, quale nuovo soggetto giuridico".

E dunque "la presa in carico da parte di Crotone", non poteva ritenersi valida "per mancanza del presupposto giuridico su cui si fondava la stessa convenzione del 21 dicembre 2017".

Nonostante la contrarietà espressa dal Mise, l'ente camerale Pescara-Chieti non ha provveduto a revocare o modificare la convenzione.

Il 5 marzo 2017 il nuovo segretario generale facente funzione Maria Loreta Pagliaricci, ha risposto spiegando che Sabella è "attualmente dirigente a tempo determinato presso questa Camera di commercio, con incarichi provvisori di direzione delle aziende speciali camerali e del Centro commercio interno delle Camere di commercio d'Abruzzo", aggiungendo che la convenzione in essere con la Camera di Crotone "potrà essere modificata". 

Insomma, commentano i revisori dei conti, la Camera di commercio Chieti-Pescara, non ha tenuto in "debita considerazione i rilievi del ministero dello sviluppo economico".

E infatti il Mise ha risposto che "non appariva chiaro, essendo stato modificato notevolmente l'oggetto del precedente incarico della dottoressa Sabella, come questo possa essere stato in qualche modo confermato, modificando almeno l'oggetto del nuovo incarico". Il Mise ha chiesto poi di poter visionare la documentazione attinente allo stato giuridico di Sabella.

La Camera di commercio Chieti Pescara risposto ribadendo la correttezza della decisione assunta.  E' però poi accaduto che con una deliberazione d'urgenza del 25 maggio 2018, il presidente Angelucci, ha revocato la controversa convenzione con la camera di Crotone, sostituendola con l'attivazione dell'istituto del "comando", sempre a Crotone, dal 1 giugno 2018 fino alla scadenza del suo contratto, fissato al 31 dicembre 2019.

E in quanto Sabella aveva intanto inviato due giorni prima una diffida a non revocare la convenzione, in quattro e quattr'otto, "prima di risolvere giudizialmente l'insorgenda controversia", ritenendo conveniente "verificare la possibilità di divenire una soluzione conciliativa", il presidente Angelucci ha propost di corrispondere 40 mila euro di risarcimento a Sabella, e appunto la possibilità per lei di essere "comandata"  a Crotone.

"Una determinazione d'urgenza - osserva però il Collegio dei revisori dei conti - che è stata poi stranamente ratificata dalla Giunta camerale solo nella riunione dello scorso 15 aprile 2019, quasi un anno dopo", e solo "dopo ripetute richieste in tal senso da parte del Collegio".

Per il Collegio tutti questi atti potrebbero essere "illegittimi", e configurare un danno erariale. 

Illegittima sarebbe innanzitutto la mancata revoca della convenzione con la Camera di Commercio di Crotone, a seguito della nascita della nuova camera di commercio di Chieti Pescara. Questo perchè a quel punto Sabella non rivestiva più il ruolo segretario camerale, scomparso nel nuovo assetto.

Si punta il dito poi sulla conciliazione attivata con Sabella, a seguito di una semplice diffida arrivata due giorni prima. Si ravvisa infatti "una singolare tempestività della Camera di commercio nel voler riconoscere le ragioni della dottoressa Sabella, pur in una fase di pre-contenzioso", "senza nemmeno verificare con un proprio legale l'eventuale rischio di soccombenza".

La Camera di commercio avrebbe argomentato che il rischio era di corrispondere ben 324 mila euro. Dunque è stato opportuno chiudere con appena 40 mila euro di esborso. 

Un calcolo, osserva però il Collegio, "ipotizzato sul compenso di segretario generale, ma la dottoressa Sabella a seguito dell'accorpamento delle due camere di Commercio, non avrebbe più potuto ricoprire quell'incarico". Dunque a dir poco abnorme.

Da qui il presunto danno erariale, a carico dei vertici amministrativi oltre che dei componenti la giunta camerale che hanno ratificato la determinazione d'urgenza il 15 aprile 2019.

Per il Collegio non si comprende poi quali fossero i presupposti dell'urgenza di quella determinazione, "in assenza di una controversia, e in assenza di conseguenze impellenti per la Camera di commercio. L'ex presidente Mario Angelucci poteva rimandare la discussione sulla diffida durante la successiva riunione di Giunta camerale coinvolgendo così i componenti nelle valutazioni delle azioni da intraprendere".

Illegittima, a parere dei Revisori dei conti, è anche l'istituto del "comando" perché, essenzialmente, Sabella è risulta titolare di un contratto di lavoro a tempo determinato, e non di ruolo, mentre il comando riguarderebbe solo i dipendenti a tempo indeterminato. 

Infine "all'atto di attivazione dell'istituto del comando la Camera di commercio Chieti-Pescara, ha concordato con la Camera di Crotone che la prima avrebbe addirittura anticipato tutte le somme retributive, spettanti alla dottoressa Sabella, e la Camera di Crotone le avrebbe poi rimborsate".

Ebbene rivela il Collegio, nel mese di aprile 2019, "la Camera di Crotone sembra che abbia rimborsato solo parte delle somme di cui è debitrice".



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