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BLOCCO OPERATORIO L'AQUILA: RESPINTO RICORSO INFERMIERA, TRASFERIMENTO OK

Pubblicazione: 15 marzo 2018 alle ore 21:38

L'ospedale San Salvatore dell'Aquila

L’AQUILA - Il trasferimento dell’infermiera Rossella Nardecchia, dal blocco operatorio al day-surgery dell’ospedale San Salvatore di L’Aquila, è legittimo: lo ha stabilito il giudice del lavoro del tribunale di L’Aquila, respingendo il ricorso in via d’urgenza (ex art. 700 codice procedura civile) in cui Nardecchia contestava il suo spostamento in un altro reparto dell’ospedale e chiedeva la revoca della disposizione assunta dalla Asl nello scorso novembre.

Ne dà notizia in una insolita nota per accadimenti del genere legati al personale, l'ufficio stampa dell'azienda sanitaria della provincia dell'Aquila.

La decisione del trasferimento di Nardecchia, che ha comportato un decurtamento di stipendio di circa 500 euro, è successiva ad una clamorosa bufera che ha investito la Asl e il suo direttore, Rinaldo Tordera, seguita alla pubblicazione da parte di Abruzzoweb di una serie di presunte problematiche nel blocco operatorio, come casi di fumo, riutilizzo di materiale operatorio monouso, mancati controlli delle sostanze stupefacenti e vie di fuga ostruite da armadi: si tratta di gravi anomalie denunciate in precisi esposti correlati di foto firmati e notificati dalla stessa Nardecchia a varie strutture dirigenziali tra cui la direzione generale.

Rilievi e situazioni che la Asl ha sempre rispedito al mittente menzionando tra le altre cose anche una visita programmata dei carabinieri del Nas effettuata nell'agosto scorso, che non ha fatto registrare anomalie.

Nella nota la Asl non fa riferimento alcuno a questi fatti specifici: si parla di dichiarazioni rese nell'estate scorsa, ma non degli esposti, dichiarazioni che Nardecchia non ha mai rilasciato al nostro giornale che ha dato notizie ai cittadini attingendo dagli atti ufficiali. "Il giudice ha così accolto le motivazioni dell’azienda sanitaria, assistita dagli avvocati Silvia Catalucci, Antonio e Francesco Valentini del foro di L’Aquila, addotte per sostenere la piena legittimità dell’atto - si legge ancora nella nota -. Alla base della motivazione del ricorso, presentato da Nardecchia, che in sala operatoria rivestiva la mansione di strumentista, c’era il supposto  carattere punitivo del provvedimento della direzione sanitaria.

Tale provvedimento, secondo la ricorrente, sarebbe stato adottato dalla Asl dopo le dichiarazioni (rese nell’estate scorsa) della stessa infermiera relative a una serie di presunti problemi esistenti nel blocco operatorio in cui ella prestava  servizio.

Dichiarazioni che avevano creato un clima di forte tensione con gli altri colleghi di sala operatoria che avevano preso le distanze dalla Nardecchia sottoscrivendo in 11 un documento di ‘sfiducia’ verso la stessa: di qui la decisione della Asl, al fine di garantire la necessaria serenità - conclude la nota - tra il personale del blocco operatorio,  di spostare l’infermiera in altra unità operativa".

Per la pubblicazione degli articoli sulle presunte problematiche nel blocco operatorio, la Asl provinciale, per mezzo dello stesso pool di avvocati, Silvia Catalucci, Antonio e Francesco Valentini, ha chiesto in sede di conciliazione ad Abruzzoweb un risarcimento danni di "almeno 300 mila euro".

 

 



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