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BERLUSCONI INDAGATO: PD PREOCCUPATO E DIVISO,
''SARA' FAVORITO'', ''IN PAESE NORMALE GIA' DIMESSO''

Pubblicazione: 02 novembre 2017 alle ore 09:20

Silvio Berlusconi e Stefania Pezzopane nel 2009 all'Aquila
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L'AQUILA - "Questa vicenda finirà come le altre e risulterà un regalo a Silvio Berlusconi, talmente assurda e campata in aria, da farlo risultare una vittima".

Il Partito democratico esprime preoccupazione per la notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati del leader di Forza Italia, arrivata alla vigilia delle elezioni regionali in Sicilia.

È la senatrice aquilana Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di palazzo Madama, che decretò la decadenza da senatore dell'ex premier, a esprimere perplessità sull'indagine in corso a carico di Berlusconi, che sarebbe nuovamente indagato assieme a Marcello Dell'Utri come possibile mandante delle stragi di mafia del 1992 e 1993.

"Berlusconi rimane un avversario storico contro cui ci scontreremo alle elezioni politiche", fa osservare la Pezzopane in un post su Facebook, "ma questa ennesima indagine è assurda. Si sta infatti parlando di una indagine per le stragi mafiose avvenute nel ‘93. Questa vicenda non fa che contribuire al discredito dello Stato e delle istituzioni, anche quelle giudiziarie. Berlusconi già nel 1996 e nel 2003 fu coinvolto nelle inchieste per quelle drammatiche stragi, entrambe le vicende si chiusero con l'archiviazione. Perché questa nuova indagine? Perché alla vigilia delle elezioni regionali siciliane?". 

"Avete sentito le intercettazioni del mafioso pentito che sa benissimo di essere intercettato e che nomina Berlusconi in maniera confusa e quasi ridendo?", domanda la senatrice, che aggiunge: "Ci vuole una giustizia giusta. La giustizia usata in questo modo e queste vicende contribuiscono a far perdere la memoria delle responsabilità clamorose del centrodestra che portò il paese allo sfascio. Il governo Monti arrivò dopo la gravissima crisi ed il malgoverno di Berlusconi,Bossi, Salvini, Meloni ecc.".

Secono Repubblica e Corriere della sera, che hanno anticipato la notizia nei giorni scorsi, la procura di Firenze, titolare dell'inchiesta sulle stragi del '92/'93, che già altre due volte aveva aperto un'inchiesta su Berlusconi (l'ultima archiviata nel 2011), ha ottenuto dal gip la riapertura del fascicolo a loro carico dopo aver ricevuto da Palermo le intercettazioni del colloquio in carcere del boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano, effettuate nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha delegato alla polizia giudiziaria lo svolgimento di verifiche. Dell'ex premier e dell'ex senatore Dell'Utri (in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa) parlerebbe Graviano nelle intercettazioni. I legali di Berlusconi e di Dell'Utri, però, contestano queste intercettazioni.

Su un diverso capitolo giudiziario che vede protagonista sempre Berlusconi, si è invece espresso l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sempre del Pd, che postando la notizia sulle motivazioni della Corte d'Appello di Napoli della sentenza del 20 aprile scorso che ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Berlusconi e Valter Lavitola riguardo la presunta compravendita dei senatori che avrebbe poi contribuito alla caduta del governo Prodi, ha commentato: "Tranquilli, è stato prescritto, come tutti i lestofanti di questa Italia".

Cialente, che negli anni dell'emergenza terremoto ha lavorato fianco a fianco all'allora premier, senza sottrarsi a sorrisi ammiccanti davanti agli obiettivi che immortalavano le varie inaugurazioni, fa però osservare come "in un Paese normale un politico si sarebbe dimesso subito. Oggi invece Silvio era in Sicilia a tenere un comizio dove ha annunciato l'alleanza con Lega e Fratelli d'Italia. E qualcuno parla ancora".

Diverse le inchieste e diverse le valutazioni dal fronte democratico, che se da un lato considera il leader di Forza Italia ancora un competitor, dall'altro lato stronca un politico che, tuttavia, è riuscito a sconfiggere solo due volte in vent'anni.



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