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L'EX MINISTRO PROTAGONISTA DEL FESTIVAL DELLA PARTECIPAZIONE
''DELUSO DAL PARTITO, ANCHE QUI NON VEDO UN GRANDE PROCESSO''

BARCA: ''PD DELUDENTE ANCHE ALL'AQUILA,
NESSUNA CONDIVISIONE SUL DOPO CIALENTE''

Pubblicazione: 11 luglio 2016 alle ore 08:30

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L'AQUILA - "Deludente", "senza dibattito", troppo concentrato "sulle persone piuttosto che sulle idee" e che "parla solo ai ceti più istruiti".

Per l'ex ministro Fabrizio Barca, città che vai, il Partito democratico che trovi è sempre lo stesso. Consigliere scientifico del Festival della partecipazione, che si è chiuso con un successo di pubblico all'Aquila, e tra i padri della governance della ricostruzione post-terremoto, tende ad estendere alla politica locale i giudizi che ha dato del Pd nazionale.

"Non vedo un grande processo - dice ad AbruzzoWeb a proposito dell'appuntamento elettorale comunale del prossimo anno -, un grande dibattito all'interno dei partiti che abbia saputo accompagnare il lavoro degli aquilani, il lavoro del suo sindaco, che io stimo. Continuo a vedere la solitudine degli amministratori e i cittadini lontani. Tra i cittadini e gli amministratori non vedo dei partiti, neanche qui c'è un partito in grado di fare da ponte".

Parlando del Pd, dopo essersi polemicamente dimesso dalla commissione istituita per la revisione dell'organizzazione del partito, conferma l'analisi fatta a margine della direzione nazionale del 4 luglio.

"Ovviamente un partito importantissimo, uno dei più grandi se non il più grande d'Europa, che matura la consapevolezza che le cose al proprio interno non vanno e che va riformato - dice - che venti mesi fa costituisce una commissione per riformare il partito e in venti mesi non è riuscito a tirare fuori un documento che pure ha già prodotto, costringe una persona normale a lasciare. E c'è una delusione, le delusioni sono sempre anche speranza. Ci si augura che di fronte ad un atto di dimissione, si abbia la forza di mettere sul tavolo una proposta di riassetto che è indisponsabile", aggiunge.

"Le correnti ci sono, ma penso che il tema rilevante non sia quello, quanto la qualità del pubblico confronto all'interno di una organizzazione che oggi è decisamente carente", accusa poi.

"Si discute di persone, contro o per, e non si discute dei temi fondamentali ad esempio legati anche all'arretramento sociale, al mancato avanzamento sociale, alla minaccia ai servizi fondamentali; anche dopo la botta dell'uscita della Gran Bretagna dall'Europa non ho visto una discussione di merito profonda che dica 'ragazzi, noi ci stiamo scollegando dal popolo, non ne cogliamo i sentimenti', non possiamo continuare a dire 'Europa, Europa!' con un linguaggio che parla solo ai giovani urbani, riflessivi, professionisti che si sono laureati".

"Se non parliamo agli operai significa che dobbiamo tornare a parlare di lavoro, se non riusciamo a parlare agli emarginati delle periferie, dobbiamo tornare a parlare di sociale. Ecco, non vedo questo. Non è una questione di correnti", aggiunge.

Parlando dell'Aquila, l'auspicio è che "anche qui il partito sappia pensare non alle persone ma alla strategia per L'Aquila per i prossimi cinque anni, L'Aquila ha delle occasioni straordinarie, ha delle potenzialità legate al fatto che si ritroverà col centro storico più modernizzato d'Europa, però ha bisogno che alcuni punti strategici che questa amministrazione ha introdotto siano raccolti e rilanciati con forza".

"Sono un ottimista e sono convinto che questa sfida anche il Pd qui non sappia non raccoglierla".

Non è stato un errore, infine, per Barca, non aver allargato all'opposizione o coinvolto professionisti di alto profilo nell'amministrazione della città dopo il sisma. "I tecnici devono stare in condizioni tecniche e i cittadini devono avvertire di non essere governati da esperti lontani da loro, si sarebbe fatto ancora peggio - afferma -. Un esperto può arricchire una Giunta, ma complessivamente deve essere espressione della volontà dei cittadini".



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