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BAMBOLE SEXY ALL'INTERNO DELLE CARCERI: SINDACATO, ''PROPOSTA STRAVAGANTE E IMPRATICABILE''

Pubblicazione: 26 maggio 2019 alle ore 09:05

PESCARA -  "La possibilità di fare entrare bambole sexy all'interno delle carceri italiane pur di rendere percorribile una strada, quella del sesso in carcere, altrimenti impraticabile è da ritenere stravagante ed alquanto difficile da praticare e da fare accettare finanche agli stessi detenuti".

Ad affermarlo è Mauro Nardella segretario confederale CST Uil Adriatica Gran Sasso, in riferimento alla porposta lanciata dai Radicali italiani, di cosentire solo ai detenuti che non hanno commesso reati contro la persona, di avere con se in cella una bambola gonfiabile. Già si sta lavorando ad una proposta legislativa.

L'idea in realtà è nata in Inghilterra, dove Jack Swarez, un prigioniero del carcere di Lowdham Grange si è infatti fatto portavoce dei compagni di detenzione e ha richiesto una fornitura di bambole gonfiabili come rimedio contro lo stress. Swarez ha spiegato di aver maturato l’idea dopo aver visto in televisione un documentario in cui si parlava della crescente felicità negli uomini che utilizzano le famose bambole del sesso. Secondo lui, visto che per i prigionieri non sono previste visite coniugali e di conseguenza rapporti intimi, fornire bambole gonfiabili aiuterebbe i detenuti a ridurre la tensione. Swarez ha scritto sull’Inside Time – il giornale della prigione – che la frustrazione può rendere inquieti soprattuto i giovani uomini.

Una proposta da rispedire al mittente,  per Nardella.

"Pensare che in un istituto di pena quali potrebbero essere anche quelli di Sulmona, l'Aquila ed Avezzano possa essere fatto passare un concetto del genere sinceramente mi toccherebbe come uomo ancor prima che come poliziotto penitenziario -prosegue il sindacalista Uil- Dare un significato a tutti i costi al sesso facendo finanche ricorso a surrogati di donna non credo rappresenti un buon indirizzo da dare al proprio io figuriamoci al trattamento intramurario".

"Non ne ho certezza anche perché non vivo nella mente dei detenuti - aggiunge Nardella-. Tuttavia 25 anni di lavoro passati all'interno degli istituti di pena italiani mi portano a pensare che gli stessi detenuti non si direbbero favorevoli ad una trovata del genere. Il tutto atteso che non credo rappresenterebbe un bene per loro farsi osservare durante un amplesso con un fantoccio di gomma visto che la vigilanza in carcere non è vissuta a tempo dagli operatori carcerari. Qualora il tutto fosse vero spero si possa rispedire al mittente una proposta del genere. Ne varrebbe della dignità dei poliziotti e dei detenuti stessi".

 



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