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NOTO IMPRENDITORE, ''MI HANNO PROPOSTO CANDIDATURA A SINDACO, STO VALUTANDO''; LEGA RESTA FERMA SU NOME INTERNA A PARTITO, E NON TROVA QUADRA CON FI E FDI; OGGI RIUNIONE CENTROSINISTRA PER COALIZIONE ALLARGATA E CIVICA; M5S CORRE DA SOLO

AVEZZANO: STERPETTI SCENDE IN CAMPO
MA NEL CENTRODESTRA E' ANCORA MARETTA

Pubblicazione: 05 febbraio 2020 alle ore 17:58

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AVEZZANO - “Sono stato contattato da alcuni amici politici i quali mi hanno proposto una candidatura alle prossime elezioni comunali. Inutile dire che sono stato lusingato del pensiero che mi è stato rivolto, ma da qui a dare la mia disponibilità, di strada ce ne passa". 

Dopo settimane in cui impazza il totonomi, le dichiarazioni rese ad Abruzzoweb da Leonardo Sterpetti, noto imprenditore del ramo della vendita di automobili, smuovono la partita delle elezioni di primavera ad Avezzano, dove il Comune è commissariato, dopo la caduta, a giugno scorso, del sindaco, Gabriele De Angelis, eletto in un raggruppamento civico e poi passato a Forza Italia.  
Potrebbe essere proprio il nome nuovo Sterpetti, ma il condizione è d'obbligo, il candidato giusto intorno a cui potrebbero convergere i partiti e le forze civiche del centrodestra, che non riescono a trovare la quadra.

Come del resto avviene nel campo del centrosinistra.
Sterpetti è dato vicino alla Lega, che pretende di avere la prima e l'ultima parola, visto che ad Avezzano è di gran lunga il primo partito, con il 25,9 per cento dei consensi alle ultime regionali.

Ma Sterpettti, e la sfumatura è non di poco conto, non è un uomo della Lega in senso stretto, tesserato e militante, sarebbe al massimo un candidato d'area capace di fare la sintesi.

Di sicuro, la ipotesi è seriamente al vaglio dei vertici regionali e non salviniani: nonostante il deputato Luigi D'Eramo, segretario regionale dei salviniani, come pure il consigliere regionale Simone Angelosante, abbiano fatto intendere, nel corso della conferenza stampa in cui è stato nominato Tiziano Genovesi a nuovo coordinatore provinciale, che  la linea, è quella “di candidare a sindaci nomi interni al partito, come da indicazione nazionale, chiudendo la stagione del civismo, e per costruire, nel centro-sud, una classe dirigente salviniana fatta in primis di amministratori”.  

E i nomi che resistono, tra i candidati sindaci "salviniani doc", sono quelli dello stesso Genovesi, di Sandro Stirpe, e dell'avvocato Antonio Morgante, ex braccio destro dell’ex governatore abruzzese Gianni Chiodi, candidato consigliere regionale con la Lega alle elezioni del 10 febbraio dello scorso anno quando ha collezionato 3.330 preferenze. 

Alla luce del quadro attuale, non è un caso che Sterpetti in realtà non si sbilanci: d’altra parte, ha dalla sua la tranquillità di uomo che ha centrato importanti obiettivi imprenditoriali essendo a capo di un gruppo di rilievo e solido, quindi, non scenderà in campo se intorno alla sua persona non ci sarà la massima adesione che lunga le basi per una positiva conclusione del progetto politico. 

"Sono un imprenditore molto impegnato nella gestione di un gruppo piuttosto importante - spiega a questa tesata l'imprenditore - per cui c’è bisogno di una profonda riflessione per dare il mio assenso ad un’avventura così complessa. Certamente, non posso negare di essere insensibile al richiamo al senso di responsabilità verso la mia città e la mia terra”. 

La quadra infatti non è per nulla semplice: Fratelli d'Italia, partito in crescita e che a livello nazionale, e locale, è oramai entrato in competizione con la Lega, a cui conta di erodere consensi, ad Avezzano non ci tiene affatto a fare da "ruota di scorta" dei leghisti, sopratutto ora che si è rafforzato con l'ingresso dei fuoriusciti da Forza Italia Nello Simonelli, ex coordinatore Fi provinciale, Gregorio Di Salvatore, ex coordinatore cittadino e vice coordinatore di Fi, e Mattia Di Cesare.

E tra nomi che i meloniani mettono in campo, come candidati sindaci c'è anche quella del consigliere regionale Mario Quaglieri, ex sindaco del comune marsicano di Trasacco, new entry nel totonomi avezzanese, nell’ambito del quale resistono però anche le ipotesi di Massimo Verrecchia, candidato non eletto di Fdi alle regionali dello scorso anno, capo della segreteria del nuovo staff del presidente della Regione, Marco Marsilio, deputato della Repubblica a pochi giorni dal Natale 2017, prendendo il posto del primo dei non eletti col Popolo della libertà alle politiche del 2013, il deputato Filippo Piccone.

E ancora l’ex consigliere provinciale Fi Armando Floris, figlio dell’ex sindaco Antonio Floris.

Secondo fonti interne, la Lega però a Fdi ricorda che nonostante un peso politico ben più modesto, in Abruzzo ha già il sindaco del capoluogo d'Abruzzo, Pierluigi Biondi, e pure il presidente della Regione, Marsilio, sostenuto da una maggioranza nella quale la Lega è di gran lunga la prima forza, con 10 consiglieri su 18 e 4 assessori su 6.

E come se non bastasse Fdi come pure Fi, punta i piedi sulla candidatura leghista a sindaco di Chieti, dove è già sceso in campo l'ex assessore e parlamentare Fabrizio Di Stefano, con la benedizione niente di meno del leader leghista Matteo Salvini. Ma gli alleati vogliono ora che la candidatura a Chieti si decida sul tavolo romano, con grande ira di D'Eramo, che già medita tremenda vendetta. 

Anche Forza Italia si impunta sul sindaco uscente De Angelis, anche lui imprenditore come Sterpetti, ora coordinatore provinciale azzurro, caduto anzitempo per i dissidi interni al centrodestra, e penalizzato dall’”anatra zoppa", ovvero dal riconteggio delle schede che ha ribaltato gli equilibri numerici in consiglio. 

A confermarlo a questa testata, è stato anche il coordinatore regionale, il senatore Nazario Pagano, secondo il quale "l'esperienza di De Angelis si è interrotta senza arrivare a fine legislatura, ma stava facendo molto bene. E il nuovo candidato deve esprimere una continuità con quell'esperienza".

Ma se c'è un nome irricevibile, per Fdi e Lega, sarebbe proprio quello di De Angelis, visti i conflitti e i dissapori che ancora non si sono stemperati, tra gli esponenti della ex rissosissima maggioranza. 

Le divisioni e gli aut aut all'interno del centrodestra, potrebbero dunque essere una carta vincente in mano a Sterpetti, proponendosi come appunto un candidato super partes, l'unico capace di ricomporre i dissidi.

In compenso anche nel campo del centrosinistra il quadro è altrettanto confuso. 

Qui la parola d'ordine è opposta a quella della Lega: aprirsi al civismo, e in questo senso molti sono stati gli incontri di queste settimane.

Una quadra sul candidato non è stata però trovata il 26 gennaio scorso nell'assemblea indetta dal segretario cittadino del Partito democratico, Giovanni Ceglie, alla presenza del segretario regionale, Michele Fina, nella sala conferenze del Comune di Avezzano, che aveva come punto di partenza "un'analisi del voto del 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria", che è sfociata in un focus su Avezzano.

E nemmeno nell'assemblea degli iscritti del Pd di ieri, dove si è ribadito quello che già si sa, ovvero dell'intenzione di creare un un'alleanza ampia, dando priorità ai programmi per il rilancio della città, in sinergia coi partiti del centrosinistra e i gruppi civici.

Ancora nulla dunque sul nome del candidato,  tra cui resiste quello di Giuseppe Di Pangrazio, chiuso da giorni nel più assoluto "mutismo tattico".

L’ex presidente del consiglio regionale, assieme al fratello, l’ex sindaco Giovanni Di Pangrazio, è stato per anni dominus della politica avezzanese, e mancata la rielezione alle regionali di febbraio 2019, nessuno ha mai davvero creduto che sarebbe tornato a fare l'architetto a tempo pieno, e sine die. 

Il suo è un nome senz'altro autorevole, ma per molti troppo ingombrante, e forse poco adatto per una candidatura di coalizione che vada oltre il recinto dem, tenuto conto che si dovrà fare i conti ad Avezzano anche con Italia Viva, la bizzosa formazione politica di Matteo Renzi, e che ha appena nominato come coordinatore provinciale, Paolo Romano, consigliere comunale dell'Aquila di Passo Possibile, anche consigliere provinciale.

Atri nomi in pista sono quelli Lorenza Panei, ex presidente dell’Aciam candidata nel 2018 alla Camera per il Pd, e Manuela Morgante, presidente del consorzio acquedottistico marsicano (Cam).

Proposte "rosa", in una città, Avezzano, che non ha mai avuto un sindaco donna. 

Quale che sia il candidato del centrosinistra una cosa è certa, non ci sarà un'alleanza con il Movimento 5 stelle. Il candidato dei pentastellati, tranne clamorose sorprese, sarà Francesco Eligi, consigliere comunale uscente. 

Il meet up di Avezzano, particolarmente attivo ed agguerrito, ha del resto rispedito al mittente l'appello del deputato teramano Antonio Zennaro, a trovare, anche nelle elezioni amministrative in Abruzzo, convergenze con il centrosinistra, che rispecchino l'alleanza del governo giallo rosso del Giuseppe Conte bis. Ipotesi da non escludersi per Chieti, ma che sembra impraticabile ad Avezzano.

Andranno per la loro strada anche Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, pronti a presentare un candidato unico che, ha detto Silvano Di Pirro, segretario provinciale di Rc, "getti le basi per la costruzione di una lista di unità popolare, e che rappresenti un'alternativa al centrodestra e al centrosinistra". 



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