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AUTOSTRADE: CONTE CONVOCA RIUNIONE CON CAPI DELEGAZIONE, ORE DECISIVE

Pubblicazione: 14 luglio 2020 alle ore 19:47

ROMA - Il premier Giuseppe Conte ha convocato alle 21.30 una riunione con i capi delegazione, in vista del Consiglio dei ministri sul dossier Aspi. 

Lo apprende l'Ansa da fonti di maggioranza.

Intanto spunta anche l'ipotesi del Gruppo Toto nel "puzzle" di Autostrade: mentre infuria la polemica e si scatena il dibattito politico che amplia la spaccatura tra Pd e M5S per il controllo della società e della quota in mano alla famiglia Benetton, l'ipotesi che circola da qualche giorno, rilanciata da Dagospia, vedrebbe la concessionaria Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade A24 e A25, che collegano l'Abruzzo al Lazio, acquisire da Autostrade la dorsale adriatica.

Una decisione potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri: Autostrade ritiene di aver soddisfatto tutte le richieste ma per il governo serve qualche passo in più. E per migliorare la proposta potrebbe servire uno sforzo maggiore sulla riduzione dei pedaggi, specie sull’andamento della curva che riduce il taglio con il passare degli anni. O un aumento del risarcimento, al momento fissato in 3,4 miliardi di euro, o ancora un incremento di investimenti e manutenzione.

Il vero nodo resta il controllo della società e la quota in mano alla famiglia Benetton, vero obiettivo dell’ala più dura del Movimento 5 Stelle e la revoca della concessione resta un’opzione possibile anche se al governo sono consapevoli dei rischi che questa strada comporterebbe in termini di ricorsi miliardari.

Anche perché la norma del decreto Milleproroghe, che ha tagliato l’indennizzo da 23 a 7 miliardi, è a forte rischio di incostituzionalità.

Per questo da settimane, mentre davanti alle telecamere si continuava a parlare di revoca, anche nel M5S si è cominciata a fare largo l’ipotesi della cosiddetta "sostituzione dell’azionariato".

Significa che se Autostrade e i Benetton non possono essere cacciati con la revoca perché alla fine potrebbero vincere la causa e ottenere anche un indennizzo pesante, la strada più efficace può essere quella di lasciare il controllo nelle mani di Autostrade ma cambiando i controllori della società.

Non facile, dice il Corriere della Sera, visto che si tratta di un’azienda privata, parte di una holding quotata, ma un accordo si può trovare. L’ipotesi dello Stato che acquista una parte delle quote di Benetton è stata subito archiviata, perché si sarebbe trasformata in un passaggio di denaro dallo Stato alla famiglia. L’esatto contrario di quello che vuole il Movimento 5 Stelle.

Di qui l’idea di diluire la partecipazione della famiglia, cioè abbassarla, con un aumento di capitale che farebbe entrare nuovi soci pubblici, da Cassa depositi e prestiti a Poste Vita.

Con il risultato di portare sotto il 50% il pacchetto degli attuali proprietari. Ma non basterebbe. Perché il resto delle azioni è diviso tra teste diverse, e il 49% lascerebbe comunque il controllo ai Benetton. Bisogna scendere di più, per poter dire alla pancia del Movimento 5 Stelle che non controllano più Autostrade.

La loro quota dovrebbe arrivare sotto il 30%. Ma l’operazione non è semplice, anche perché si tratta pur sempre di una società privata dove, almeno in teoria, la mano della politica non dovrebbe entrare.

Da qui l'ipotesi Circola di uno "spezzatino", con Autostrade che cederebbe la dorsale adriatica al Gruppo Toto.

Possibile ma non semplice, sottolinea il Corsera, anche perché sostituire Benetton con Toto, non sembra una mossa vincente agli occhi dell’elettorato 5 Stelle. E il vero nodo è proprio questo.

Una parte consistente degli uomini di governo del M5S, oltre che la base, insiste per la revoca della concessione, considerata l’ultima bandiera identitaria da sventolare.

Nell’ultimo incontro tra governo e azienda il capo di gabinetto del ministero dei Trasporti, Alberto Stancanelli, ha detto che "servirebbe una pacificazione".

Il Pd la revoca non la vuole, proprio perché la considera troppo rischiosa ma è risentito con il Movimento 5 Stelle, accusato di urlare in piazza e in tv a favore della revoca.

A complicare le cose c’è poi la concorrenza interna tra M5S e Giuseppe Conte, vedi Stefano Buffagni che chiede al premier di "cambiare passo" e dice ai suoi che i "Benetton dovrebbero uscire dalla gestione".

Un "algoritmo impazzito", come lo definisce il Corsera, dal quale dipende il futuro di un’azienda, dei suoi lavoratori e di un pezzo non proprio secondario delle infrastrutture di questo Paese.

Chi sono gli azionisti di Atlantia e Aspi: la mappa degli investitori nel controllo della rete autostradale

Dalla Cina e dalla Germania ma non solo, al braccio di ferro tra il Governo Italiano e Atlantia, la holding che controlla la società operativa Aspi (Autostrade per l'Italia) guardano anche da Hong Kong, dalla Norvegia, dall'Olanda e dalla Francia. 

Gli investitori esteri sono tanti, senza contare quelli che da UK, Usa, Australia e resto d'Europa partecipano del flottante di Atlantia. 

Il capitale di Autostrade è per l'88,06% in mano ad Atlantia, Silk Road il fondo del governo cinese ha il 5% mentre il 6,94% fa capo ad Appia Investments srl controllata da Allianz al 63,9 per cento. 

Le restanti quote fanno capo ad Altaroad (20%) e alla società di asset management DIF (20% circa). 

La capogruppo Atlantia è quotata in Borsa e il 30,254% è controllato da Sintonia (100% di Edizione la holding della famiglia Benetton). 

Tra gli azionisti rilevanti ci sono la Fondazione Cassa di risparmio di Torino con il 4,846%, il fondo sovrano di Singapore Gic con l'8,285% (lo 0,231% controllato direttamente e l'8,054% attraverso Invesco Italian holding), la britannica Hsbc detiene il 5,007% (il 4,892% con Hsbc Bank e lo 0,115% attraverso controllate in Germania e in Asia). 

Tra gli azionisti all'ultima assemblea di maggio appariva anche Norges Bank con l'1,37% ma in generale il flottante (il 45,7% del capitale) è geograficamente diviso tra investitori istituzionali in Usa (per il 23,7%), Uk (per il 19,6%), Australia (per il 6,6%), Francia (per l'1,8%) e in Italia (per il 6,9%) con un 20,3% di investitori retail non identificati. 

Merita una citazione anche il mercato secondario dove vengono scambiati i bond quotati detenuti da grandi investitori di debito internazionali oltre che da istituzioni finanziarie europee (come la Banca europea per gli Investimenti) e italiane (Cdp, Intesa Sanpaolo, Unicredit e BancoBpm).

Caos A14

Nel frattempo è caos traffico anche in Abruzzo, sulla A14: il capogruppo della Lega in Regione Abruzzo Pietro Quaresimale chiede la dichiarazione di emergenza e la nomina di un commissario straordinario per ripristinare da subito la regolarità del traffico.

Con una risoluzione consiliare il capogruppo della Lega in Regione chiede al presidente Marco Marsilio di attivare le procedure previste dall’articolo 25 della legge 1/2018 (codice della Protezione civile) in relazione alla grave situazione determinatasi in Abruzzo a seguito dei restringimenti di carreggiata e della parziale chiusura al traffico dei tratti abruzzesi della Autostrada A14.

Il Governo deve prendere  atto che la situazione in Abruzzo assume sempre più i connotati emergenziali sotto il profilo ambientale, sanitario, di circolazione dei mezzi e per la sicurezza dei cittadini. Il tutto con gravi danni per l’economia ed il turismo delle zone interessate.

"Il caos determinato ormai da mesi a seguito delle misure adottate dalla Magistratura, resosi necessitato da anni di negligenza ed incuria del soggetto gestore, oltre a far emergere gravi lacune nella manutenzione ed anche nella progettazione autostradale (com’è noto in Abruzzo manca la terza corsia), ha determinato un autentico disastro ambientale ed economico per la nostra Regione", dichiara Quaresimale.

Di fatto il tratto nevralgico dell’economia abruzzese, con centri commerciali, attività industriali ma anche di grande rilevanza turistica, è stato colpito in modo devastante: le file chilometriche di Tir ed automobili provocano danni ingenti sotto ogni profilo, dai danni al manto stradale, all’inquinamento acustico e dell’aria, alla sicurezza dei cittadini, alle difficoltà per le imprese locali, con particolare riferimento a quelle turistiche.

"Allo stato non è dato riscontrare un impegno del Governo minimamente proporzionato allo grave situazione di crisi in atto: in questo senso siamo impegnati affinchè con la dichiarazione di emergenza lo stesso Governo attivi tutte le procedure speciali che il caso richiede, ivi compreso la nomina immediata di un commissario straordinario per l’emergenza in atto. Al commissario vanno conferite risorse immediate e, soprattutto, poteri straordinari ed eccezionali onde consentire allo stesso di garantire da subito la regolarità del traffico autostradale evitando il ripetersi delle incresciose situazioni degli ultimi giorni".

“L’Abruzzo non può e non deve subire altri danni questa volta dovuti al pressappochismo ed alla trascuratezza di chi ci governa”- conclude Quaresimale.



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