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INSORGONO PD E CGIL-UIL. CHIESTO INCONTRO A DG TESTA. PIETRUCCI, ''SONO OPERATORI CHE ASSICURANO I LEA''; SINDACATI, ''COSI' SI APRE LA STRADA AD ALTRI MANCATI RINNOVI, DIAMO LE STESSE GARANZIE A TUTTI''

ASL L'AQUILA: TAGLIO PRECARI, ESPLODE CASO ''ALTRI LAVORATORI A RISCHIO, ORA BASTA''

Pubblicazione: 01 maggio 2020 alle ore 15:18

L'ingresso dell'ospedale dell'Aquila

L’AQUILA – Comincia ad essere sempre più rumoroso il dibattito politico e sindacale legato al taglio delle ore e al mancato rinnovo dei contratti di diversi lavoratori precari delle agenzie interinali e cooperative sociali, misure decise dalla Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila del direttore generale, Roberto Testa, cui dalla Cgil è stato chiesto un incontro urgente, e ‘piovute’ a sorpresa ieri sera in piena emergenza Coronavirus e a poche ore di distanza dalle rassicurazioni, da parte dell’azienda, sul rinnovo dei contratti in scadenza per gli interinali, cominciando di fatto una vera equella che rischia di rivelarsi una vera propria politica di tagli e riduzioni con annesso incubo licenziamenti.

Oltretutto senza che si possano avviare, alla luce della emergenza coronavirus, i concorsi che peraltro dopo uno stop di anni sono stati banditi nei mesi scorsi per la prima dotazione organica.

Dopo gli interventi della Cgil aquilana e del consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, in difesa dei lavoratori e, nel caso di Pietrucci, anche contro l’assessorato regionale alla Sanità nelle mani della leghista Nicoletta Verì, è la volta della Uil Trasporti che, per bocca del segretario regionale, Primo Cipriani, e di Teresa Circi, delegata della segreteria regionale, annunciano il “mancato rinnovo di diversi contratti nei settori Cup (il Centro unico di prenotazione) e call center” ed esprimono “preoccupazione su altri possibili mancati rinnovi previsti per la metà di maggio e per la questione della gara di appalto per la gestione dei servizi” oggi in mano ad una associazione temporanea di imprese con a capo la Gpi Trento.

“La Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila – spiegano i due esponenti sindacali ad AbruzzoWeb – è una ‘galassia’ composta, nella stragrande maggioranza dei casi, da lavoratori con contratti di multiservizi e cooperativa. Si parla, giustamente, degli interinali da salvaguardare, ma ci sono anche altri precari, lavoratori per conto di ditte appaltatrici che non riguardano, ovviamente, solo il Cup e il call center ma quasi l’intera Asl 1 in tutti i settori, compresi manutenzione, pulizia, lavanderia, eccetera. Si tratta di persone che lavorano senza beneficiare delle condizioni contrattuali e salariali di chi svolge le stesse mansioni”.

“L’appalto per il Cup e per il call center – fa notare l’aquilana Circi – è partito nel giugno del 2015 ed è in scadenza a giugno di quest’anno, quindi tra pochi giorni. Siamo in attesa del rinnovo fino a dicembre per la gestione dei servizi, poi ci sarà spazio per il nuovo bando di gara. Al momento, stiamo svolgendo servizi essenziali, non in telelavoro, utilizzando l’ammortizzatore sociale del fondo di integrazione salariale fino al 23 maggio. E dopo? Cosa succederà?”.

“Parità di trattamento dei lavoratori – dice infine Cipriani – Questo è ciò che chiediamo. Bisogna farsi carico di tutti i lavoratori, non solo di alcuni di loro. Domani mattina, al Cup e al call center mancheranno quei lavoratori che fino a ieri avevano un contratto e che di colpo non ce l’hanno più. A metà maggio, sempre al Cup e al call center, ne scadranno altri. Cosa ha intenzione di fare chi deve tutelare queste persone?”.

“Tutelare tutti i precari che lavorano nella Asl provinciale aquilana, evitando di fare ‘figli e figliastri’, per tutta la fase gestionale della pandemia alle condizioni precedenti. Una volta tornati alla normalità, la Asl faccia i concorsi”, ha dichiarato a questo giornale l’esponente Dem Pierpaolo Pietrucci.

“Parliamo, tra l’altro – ha aggiunto –  di interinali e lavoratori delle cooperative sociali che, pur essendo precari, hanno acquisito professionalità che non vanno perdute e che saranno fondamentali anche quando sarà finita l’emergenza Covid-19”.

“I reparti, di questo passo, rischiano di andare al collasso. Non ci possiamo permettere uno scenario del genere”, ha detto ancora il consigliere regionale che poi ha lanciato un appello al manager Testa e lanciato una ‘stoccata’ alla Lega, partito della maggioranza in Regione Abruzzo di cui è diretta espressione l’assessore Verì: “Testa resista all’assessorato alla Sanità, noi saremo con lui in questa battaglia”.

Sempre a questo giornale, il segretario Fp Cgil, Anthony Pasqualone, a brutta sorpresa comunicata ai lavoratori, ha affermato che “Siamo sicuramente sorpresi rispetto a queste notizie. Con il manager Testa avevamo appena affrontato la questione degli interinali, ma sempre nell’ambito di un discorso complessivo rispetto alla programmazione e alla gestione di tutte le risorse umane, comprese quelle delle cooperative sociali. Le sue dichiarazioni lasciavano intendere che proprio le risorse umane vanno valorizzate, ma, a distanza di poche ore, scopriamo che ci sono tagli sulla pelle di alcuni lavoratori più deboli che lavorano per la Asl. La preoccupazione, a questo punto, c’è. E se questo è il metodo, significa ci possono essere gravi ripercussioni su tutti gli altri lavoratori più fragili”.

“Il problema – secondo il sindacalista – va affrontato in maniera complessiva, cercando di capire come si è arrivati a questa situazione. Sicuramente bisogna tornare subito al monte ore precedente, perché una riduzione delle ore non è solo riduzione dello stipendio, ma anche una riduzione del servizio ai cittadini. E con il ritorno graduale alla normalità dopo l’emergenza Covid-19, i servizi sanitari andranno ovviamente aumentati, non certo diminuiti o lasciati a ciò che erano prima dell’emergenza. Le liste d’attesa lunghissime non le abbiamo scordate”. 

Per Pasqualone, inoltre, “Va programmato, ad esempio, un allargamento delle fasce orarie da dedicare al pubblico. Con mesi di sospensione delle attività ordinarie, le liste di attesa, già bibliche, subiranno ulteriori ritardi. Quindi il personale va potenziato e non tagliato”.

“Bisogna comunque chiarire che sia gli interinali che i lavoratori delle cooperative sociali sono in una situazione di debolezza, anche se per i secondi è addirittura peggiore rispetto ai primi, ma vanno tutelati tutti in ogni caso”, ha concluso. (red.)

 

 



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