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LA DENUNCIA DEL SINDACATO: INTERROTTI I CONTROLLI AL SENO, PRONTI A NUOVA MOBILITAZIONE

ASL L'AQUILA: STOP AGLI SCREENING PERCHE' MANCA IL PERSONALE, CGIL, 'E' INTOLLERABILE'

Pubblicazione: 21 giugno 2019 alle ore 17:29

L'ingresso dell'ospedale dell'Aquila
 
L'AQUILA - La drammatica carenza di personale nella Asl 1 di Avezzano Sulmona L'Aquila ha determinato e continua a determinare enormi problemi ed inaccettabili condizioni sia per gli utenti che per le lavoratrici ed i lavoratori del sistema sanitario provinciale.
 
Lo dice, in una nota, la Cgil, per bocca del segretario generale Fp, Anthony Pasqualone, di quello dello Spi, Orante Venti e del segretario generale Francesco Marrelli.
 
"E' noto è ormai da mesi - dicono i tre - che è stato interrotto lo screening gratuito mammografico per i tumori al seno proprio a causa della carenza di personale in servizio nella Asl. Studi scientifici hanno dimostrato quanta importanza assume una accurata prevenzione attraverso gli screening, esami condotti a tappeto su una fascia più o meno ampia della popolazione che hanno lo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori (cioè quelle anomalie da cui la malattia si sviluppa) prima che si manifesti attraverso sintomi o segni. In particolare gli screening oncologici servono ad individuare precocemente i tumori, o i loro precursori, quando non hanno ancora dato segno di sé. Nel territorio provinciale tale buona prassi non viene più garantita poiché non vi è personale sufficiente ad erogare tutte le prestazioni necessarie".
 
Ma il quadro del Servizio Sanitario Provinciale è, secondo i tre, ancora più sconcertante: "Lunghissimi sono i tempi di attesa per  moltissime tipologie di prestazioni, sia di tipo diagnostico, sia per quanto riguarda diverse prestazioni specialistiche. Riteniamo che in tale contesto, che palesa un malgoverno delle liste di attesa, vengono fortemente colpite e danneggiate le fasce più deboli, ovvero tutti coloro che hanno problemi di salute e tutta quella fascia di popolazione che si trova in una situazione di disagio economico e che, non potendosi permettere soluzioni alternative rivolgendosi a pagamento a strutture private, è costretta a rinunciare alle cure. La principale causa del quadro cronica carenza di personale nei reparti e nei servizi ospedalieri e distrettuali della Asl".
 
La Cgil ricorda che nell'intero territorio provinciale risultano carenti oltre 700 unità lavorative a tempo indeterminato dei vari profili professionali, a cui si aggiungerebbero, tra il 2019 e ed il 2020, circa 300 lavoratori con possibilità di pensionamento con quota 100.
 
La carenza è solo parzialmente compensata da un notevole ricorso al lavoro precario – oltre 400 unità lavorative – nel quale risultano attive diverse tipologie di lavoro “flessibile”, di cui una parte risulta essere il personale a tempo determinato assunto dalle graduatorie di avvisi pubblici e che da numerosi anni è in attesa delle procedure di stabilizzazione avendo nel frattempo maturato i requisiti della cd. Legge Madia, e un'altra consistente parte risulta essere il personale assunto in somministrazione.
 
"Emerge un quadro complessivo intollerabile che evidenzia come la Asl, ormai da ormai troppo tempo, ha pensato di poter risolvere il problema strutturale attraverso la srecarizzazione del lavoro e, di conseguenza un indebolimento delle prestazioni sanitarie. A ciò si aggiunga che siamo ormai giunti nel periodo estivo, in cui ogni lavoratore, dopo aver lavorato in condizioni massacranti per tutto l'anno, saltando i riposi obbligatori previsti dalla Legge ed avendo lavorato in condizioni di carenza di personale, dovrà usufruire del meritato periodo di riposo per il recupero psico-fisico garantito dal diritto alle ferie.
In merito a ciò sono già arrivate diverse segnalazioni da parte dei lavoratori che denunciano che per poter usufruire del diritto alle ferie, gli stessi saranno costretti ad effettuare turni di lavoro ancora più massacranti in quanto in alcuni reparti, attraverso specifici ordini di servizio, si sarebbe cominciata a fare una programmazione della attività ordinaria attraverso il ricorso al lavoro straordinario in netta violazione delle vigenti norme legislative e contrattuali con conseguente aggravio di costi e contestuale sfruttamento dei lavoratori".
 
Già da qualche settimana la Cgil ha trasmesso una richiesta di audizione in V Commissione Regionale Salute, Sicurezza, Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro, in "merito alla quale ancora non è pervenuto alcun cenno di riscontro": "torniamo a ribadire - dicono i tre segretari - che è necessaria una azione immediata e non più procrastinabile - da parte di tutte le Istituzioni - finalizzata ad affrontare e risolvere, una volta per sempre, tutte le problematiche riguardanti la Sanità del Centro Abruzzo e delle Aree interne, a difesa del territorio, dei cittadini, degli operatori e dei servizi sanitari, poiché le Istituzioni hanno l’obbligo costituzionale di dover assicurare il diritto alla salute ad ogni cittadino senza dimenticare il contesto sociale". E' pronta una mobilitazione. 


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