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ASL L'AQUILA: RIDUZIONE ORE LAVORATORI E DISAGI CITTADINI, CGIL PROCLAMA STATO DI AGITAZIONE

Pubblicazione: 01 luglio 2020 alle ore 19:59

L'ingresso dell'ospedale dell'Aquila

L'AQUILA - Stato di agitazione del personale della Società Cooperativa sociale Integrata Acapo ed attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione.

A proclamarlo i segretari Cgil e Fp Cgil della provincia dell'Aquila Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone dopo il flash mob organizzato oggi davanti al Cup dell'ospedale San Salvatore per denunciare le gravi carenze del sistema sanitario, situazione ormai cronica che sta pregiudicando i diritti universali di cittadini e cittadine.

"Nella Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila - si legge in una nota - sono stati da tempo esternalizzati diversi servizi e che alcuni di questi vengono eseguiti dalla Società Cooperativa sociale Integrata Acapo che svolge il 'Servizio di supporto amministrativo declinato in tre diversi moduli denominati A Servizi di segreteria e gestione documentale, B Servizi di gestione documentale ed attività operative del sistema contabile patrimoniale e C servizi di back office e front office'".

"Nella Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila sono stati da tempo esternalizzati diversi servizi e che alcuni di questi vengono eseguiti dalla Società Cooperativa sociale Integrata Acapo che svolge il 'Servizio di supporto amministrativo declinato in tre diversi moduli denominati A Servizi di segreteria e gestione documentale, B Servizi di gestione documentale ed attività operative del sistema contabile patrimoniale e C servizi di back office e front office'".

"Con ordinativi di fornitura 1/2020 e 2/2020, eseguiti da parte della Asl 1, sono stati diminuiti i moduli di fornitura rispetto ai precedenti e con ordinativo 3/2020 veniva richiesta, sostanzialmente alle medesime condizioni, la fornitura di moduli dal 01/07/2020 al 30/09/2020;

Le richieste di fornitura, viene spiegato,  "hanno determinato in capo ai lavoratori una consistente riduzione di ore lavorative" e la riduzione di ore "ha comportato a sua volta una riduzione di servizi pubblici essenziali a discapito dell’utenza".

"Considerato che tale diminuzione di servizi si ripercuote oltre che sui livelli occupazionali anche sulla garanzia dell'erogazione dei servizi stessi all'utenza" e che "in un periodo storico di emergenza sanitaria i servizi territoriali in capo alla Asl 1 e quindi al Sistema Sanitario Provinciale devono, a nostro avviso, essere potenziati anche al fine di poter garantire le norme di sicurezza legislativamente previste".

"A tutt'oggi, nonostante le richieste di incontro inoltrate al direttore generale della Asl 1, in ultimo in data 4 maggio, volte ad aprire una interlocuzione a garanzia dei diritti dei lavoratori e dei servizi prestati ai cittadini e cittadine, nessuna convocazione è mai pervenuta in tal senso e, pertanto, non si è mai arrivati ad una soluzione che contemplasse sia il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, che l’erogazione dei servizi", conclude la Cgil.



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