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ANPI PESCARA: ''FOIBE NEGATE DA CHI? REVISIONISMO O IGNORANZA?''

Pubblicazione: 31 gennaio 2020 alle ore 17:36

PESCARA - "In occasione del 27 gennaio avevamo sostenuto che ogni giorno ha la sua pena e il suo eroe: così, a pochi giorni di distanza dalle inopinate parole sulla senatrice Segre di un consigliere leghista a Penne, ecco apparire all’orizzonte l’ennesima provocazione sulle foibe, stavolta con tanto di timbro istituzionale, a Notaresco, dove con il convegno dal titolo ‘Foibe, una storia negata’. Istria, Fiume Dalmazia, dalla slavizzazione asburgica all’esodo’, che si terrà sabato 8 febbraio, sarà celebrato il Giorno del Ricordo". 

È quanto scrive si legge in una nota dell'associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) di Pescara.

"Ad esemplificare il taglio che avrà l'incontro, ci pensa la grafica scelta dall'organizzazione: biechi soldati dall’elmetto inglese e la stella rossa comunista sulla schiena che spingono giù con le baionette innestate degli uomini inermi in una foiba a forma di stivale italiano, mentre dall'altro lato dell'Italia si può apprezzare un civile con tanto di stella rossa e mitra puntato contro alcune file di uomini. Non entriamo, nè è nostra intenzione farlo, nelle vicende del convegno in quanto tali, ma la grafica si presenta assai discutibile", aggiungono dall'Anpi.

"La spinosissima vicenda delle foibe ridotta a racconto di parte e infarcita di inesattezze ed omissioni non può essere fatta passare come racconto istituzionale senza una narrazione corretta che esamini la storia dei nostri confini orientali durante il Ventennio; solo dopo questa necessaria analisi è possibile affrontare quella tragedia, che va inserita  in quel complesso contesto storico - spiega la nota - Infine, sul titolo: foibe negate da chi? Nessuno le ha mai negate, nessuno che sia sano di mente potrebbe negarle. Ma vanno contestualizzate in un quadro storico di riferimento ben preciso".

"La scelta di trattare in tal modo la tragedia delle foibe fa il paio con quanto emerso dai dati Eurispes: il pauroso aumento dei negazionisti della Shoah preoccupa molto e ci avvia su una mistificazione della realtà, per questo vanno respinti tutti i tentativi di una narrazione di parte, faziosa, irrispettosa della storia di quel periodo,  che rischia di essere piegata a strumento di parte politica e di propaganda. L’invito a tutte le istituzioni è di non piegare la verità storica a strumento della lotta politica corrente, di rispettare i morti e capire e raccontare le vere ragioni della tragedia delle foibe", conclude la nota.



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