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ALZHEIMER: A PESCARA UNA GIORNATA DI SENSIBILIZZAZIONE

Pubblicazione: 19 settembre 2019 alle ore 16:22

PESCARA - In occasione della giornata mondiale Alzheimer, sabato 21 settembre, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 , in piazza Sacro Cuore a Pescara, si terrà l'evento di sensibilizzazione di "Alzheimer uniti Abruzzo". 

L'associazione, guidata dal presidente Carlo D'Angelo, ha ricevuto l'adesione ed il patrocinio di prestigiosi enti, in particolare la collaborazione del Comitato locale della Croce rossa  di Pescara. 

"La demenza di Alzheimer - spiega D'Angelo - è una malattia cronico-degenerativa caratterizzata da una lenta e progressiva degenerazione neuronale che compromette le capacità cognitive e funzionali del malato. Questa patologia, altamente invalidante ed in continuo aumento, a causa del fenomeno dell'invecchiamento della popolazione, rappresenta una delle più significative 'emergenze' che i sistemi socio-sanitari si trovano ad affrontare da alcuni anni per l'impatto che ha sui servizi assistenziali e sulle famiglie".

Per questo motivo medici e psicologi esperti daranno  informazioni su questa patologia e risponderanno ai quesiti loro posti. Sarà anche possibile sottoporsi a degli screening sulla memoria e sull’attenzione.

Al termine della giornata seguirà un incontro riservato ai  pazienti ed ai loro  familiari, insieme ai “doctor clown” della Croce Rossa.

In  Italia, secondo lo studio Ilsa del Cnr, la demenza interessa il 6,4% delle persone oltre i 65 anni di cui il 7,2% donne e il 5,6% uomini: «Lo scorso anno siamo partiti con test autosomministrati – illustra il dottor D’Angelo - per valutare se gli utenti ricordavano nomi, numeri e scritti, passando poi ad un test medico-scientifico di 30 domande con interpretazione di segni, oltre a frasi da scrivere e ricordare ottenendo un punteggio. Da qui si può indirizzare il possibile malato al centro diagnostico della ASL, dove vengono effettuate visita, tac e valutazione neuropsicologica. 

"Il malato – ricorda il dottor D’Angelo – non è un vegetale da tenere in casa, nutrire e controllare, ma per quanto possibile deve vivere come noi. L’ospedale fa la diagnosi e dà i farmaci, ma noi dobbiamo portare la gente a vivere perché la demenza è una malattia e va curata, non trascurata. La nostra associazione vuole diffondere questa cultura, aggregando le famiglie, stimolando le autorità politiche, amministrative e sanitarie affinché si prendano cura del problema. Si tratta di gente esasperata. Noi li trattiamo con i farmaci, ma bisogna anche creare delle attività alternative per queste persone".

Oggi, se la malattia viene presa in tempo esistono farmaci per rallentarne il decorso, anche di otto-dieci anni ma molto su può fare sul fronte della prevenzione: "Tra le prime cause della malattia – ricorda il presidente dell’associazione Alzheimer uniti Abruzzo onlus – c’è quella vascolare, quindi è importante innanzitutto controllare l’alimentazione e l’ipertensione, riducendo il colesterolo. E poi bisogna fare movimento. Insomma, assumendo uno stile di vita sano avremo l’opportunità di evitare o ridurre l’insorgenza della malattia. Poi, quando avremo farmaci in grado di rimuovere dal cervello la proteina detta amiloide, allora potremo fare molto di più". 



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