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LA CONFERMA DAL MINISTRO DE MICHELI; ATTO ATTESO DA INIZIO LUGLIO, PROFESSORE DOVRA' GESTIRE LAVORI MESSA IN SICUREZZA FALDA MINACCIATA DA TRAFORO AUTOSTRADA A24-a25 E DA LABORATORI DI FISICA NUCLEARE

ACQUA GRAN SASSO: MARSILIO, 'IMMINENTE DECRETO NOMINA COMMISSARIO GISONNI'

Pubblicazione: 17 ottobre 2019 alle ore 19:08

L'AQUILA - Il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli ha oggi confermato al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che sarà questione di ore l'emanazione del decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per nominare il professor Corrado Gisonni a commissario per la messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso.

La notizia l'ha data lo stesso Marsilio, a margine dell'incontro di oggi con De Micheli a Roma.  

"Speriamo che la lunga attesa del territorio sia in dirittura d'arrivo", ha commentato il presidente.

E' un'attesa che dura del resto dal primo di agosto, allorchè l’ex ministro Danilo Toninelli, di intesa con Marsilio, ha individuato in Gisonni, professore ordinario di costruzioni idrauliche e vicedirettore del dipartimento di ingegneria della seconda università di Napoli, la figura adatta per gestire, con poteri straordinari, l’intervento per tutelare la preziosa falda della montagna abruzzese, che serve circa 700mila cittadini, dal rischio inquinamento dovuto alla presenza delle autostrade A24 e A25 e dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso.

La vicenda è emersa con fragore per la decisione, poi rientrata, della concessionaria autostradale Strada dei Parchi di chiudere il traforo per non avere ripercussioni giudiziarie più gravi nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Teramo che ha coinvolto Sdp, Laboratori e Ruzzo Spa, società pubblica del ciclo idrico integrato in provincia di Teramo, i cui rappresentanti dovranno affrontare il processo. 

La caduta del governo di Lega e Movimento 5 stelle, ha però bloccato questa, come altre nomine. 

Il 26 settembre scorso, è stato intanto pubblicato in Gazzetta ufficiale, il decreto che finanzia con 5,3 milioni in due anni, i costi della progettazione di sistemi di adduzione e captazione, finalmente al riparo da eventuali contaminazioni. Per tutto l'intervento il precedente governo ha messo sul piatto 120 milioni di euro. Anche se da alcune stime, i fondi necessari potrebbero arrivare a 170 milioni. 

Per la annualità 2019, nello specifico, per la progettazione sono stati messi a disposizione 1 milione 150 mila euro per il lato Aquilano e 1,5 milioni per il lato Teramano.

Un finanziamento pari a quello del 2019 è previsto anche per l’annualità 2020.



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