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DEFLAGRA INCHIESTA PROCURA PESCARA SU MAZZETTE PER ORGANIZZAZIONI CONCERTI, AI DOMICILIARI ESPONENTI DEM CUZZI, DI PIETRANTONIO E DI CARLO, AUTOSOSPESI DA PARTITO, NELLE INTERCETTAZIONI LO SCONTENTO PER POCHI SOLDI DATI DA IMPRENDITORI

''200 EURO? GLI SPIEGO COME FUNZIONA'', GRANDI EVENTI, DA LUNEDI'INTERROGATORI

Pubblicazione: 10 luglio 2020 alle ore 10:12

PESCARA - "Allora mo' gli spiego io come funziona il mondo...", così esclama Moreno di Pietrantonio, a Simona Di Carlo, quando viene da lei informata che l'impreditore Cristian Summa le ha dato sono 200 euro, in attesa di altri 500, di presunte tangente. "Non sei stata pronta", la rimprovera Di Pietrantonio e lei si giustifica, "No, perché lui è stato furbo, me li ha ficcati sotto il braccio". 

E' solo una delle intercettazioni dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara, su un presunto giro di mazzette nell'organizzazione dei grandi eventi musicali di Pescara  che hanno ieri portato agli arresti domiciliari gli esponenti del Partito democratico Giacomo Cuzzi, ex assessore ai grandi eventi, Simona Di Carlo, altro assessore della stessa giunta, Moreno Di Pietrantonio, che all'epoca dei fatti era segretario cittadino del Pd e oggi è presidente provinciale. E poi Andrea Cipolla e Cristian Summa, titolari di società che sarebbero state favorite da Cuzzi monopolizzando la gestione delle manifestazioni pescaresi.

Si terranno nelle giornate di lunedì e mercoledì prossimi gli interrogatori dei cinque indagati, sottoposti agli arresti domiciliari,

I tre esponenti dem coinvolti si sono autosospesi dal partito.  In una nota il Pd provinciale di Pescara, afferma quanto segue "Siamo addolorati e profondamente colpiti della notizia e dai gravi fatti che vengono contestati nell’operazione “Grandi eventi”. Auspichiamo che possano essere chiariti gli addebiti ed apprezziamo che i coinvolti ci abbiano tempestivamente comunicato la loro sospensione dal Pd, a massima tutela della nostra comunità politica. Chiediamo che sia fatta al più presto chiarezza sulla vicenda, confermando la nostra fiducia nell'operato della Magistratura e delle Forze dell'Ordine. 

In qualità di indagati figurano anche Gianfranco Berardinelli, collaboratore di Cipolla e socio di fatto di quest'ultimo; Alessandro Michetti, promoter musicale e amministratore della "Elite Agency Group srl"; Luigi Chiucconi, socio e amministratore della "Eventi e Concerti Live srl"; e infine Leila Colucci, dipendente Asl di Pescara e membro della commissione giudicatrice per la selezione pubblica per un posto di collaboratore servizio legale Asl. 

Parallelamente i finanzieri hanno proceduto al sequestro di beni per circa 15.000 euro e alla notifica a 5 società della misura interdittiva di contrarre con la P.A. per quattro anni. 

Agli indagati sono stati contestati numerosi episodi di corruzione, finanziamento illecito a politici e candidati e turbativa d’asta.

Secondo il sostituto procuratore Luca Sciarretta le dazioni in denaro sarebbero servite per le  le campagne elettorali di Cuzzi, candidato dal Pd alle elezioni regionali, non eletto e comunali, confermato come consigliere.

Tutto è partito da un esposto anonimo e confermato da testimoni e titolari di società concorrenti, in cui Cuzzi veniva soprannominato "Signor 10%", in quanto afferma il gip Elio Bongrazio, questo era l'entità delle presunte tangenti,  che "lo stesso avrebbe preteso sistematicamente sin dal 2016". anche perchè "Cuzzi, in vista dei singoli eventi, non effettuava alcuna indagine di mercato, approfittando della pubblicazione degli stessi quasi a ridosso delle relative manifestazioni, ed in assenza di qualsivoglia programmazione, faceva apparire all'apparato amministrativo del Comune Cipolla unico titolare del diritto di esclusiva, sia pure ad horas, sull'artista cui affidare il servizio".

Le indagini hanno preso il via nel 2018, a seguito di alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza circa presunte illiceità nell’assegnazione dell’organizzazione dei “grandi eventi”, in particolare dei concerti musicali, per i quali il Comune di Pescara risultava, in effetti, particolare e attivo promotore, con importanti risorse finanziarie a ciò destinate. 
In particolare anche attingendo a risorse non ancora incassate e drenando somme da capitoli destinati ad altre attività.

Si legge misura cautelare "Dall'esame delle delibere comunali acquisite a seguito di perquisizioni, si è accertato che tutti i concerti più importanti e costosi organizzati dal Comune di Pescara erano stati affidati, in quel periodo, esclusivamente alla società New Events srl, legalmente rappresentata da Andrea Cipolla, per importi pari a centinaia di migliaia di euro mediante affidamenti diretti, senza alcuna procedura negoziata che consentisse una valutazione comparativa di altre proposte".

Le indagini svolte, durate circa due anni e non ancora concluse, hanno permesso di accertare che, in effetti, tutti i “grandi eventi” assegnati dall’Ente comunale nel quinquennio 2014/2019 erano stati appannaggio di un unico imprenditore, Andrea Cipolla, bypassando ogni procedura di selezione stabilita dalla legge e, in particolare, dal Codice degli Appalti (mancato rispetto del criterio di rotazione degli inviti, affidamento diretto di appalti per importi superiori a 40.000 euro senza consultazione di altri operatori) e che, finanche la scelta di artisti e cantanti (questi ultimi non coinvolti) era di fatto conseguenza di accordi fra l’imprenditore e l’assessore pro tempore ai grandi eventi, Giacomo Cuzzi.

Nel corso del quinquennio sono stati accertati fatti di corruzione e turbativa d’asta nell’affidamento dell’organizzazione di ben in 22 concerti tenutisi a Pescara per un importo di circa 1,2 milioni di euro. I costi degli eventi, peraltro, venivano gonfiati per permettere all’imprenditore di incassare un sovrapprezzo utile per costituire risorse da destinare successivamente alla corruzione ed al finanziamento illecito di spese elettorali. Dalla documentazione sequestrata all’imprenditore Cipolla emergono anche gli importi delle somme consegnate a Cuzzi. 

A fronte di tali assegnazioni di favore, l’imprenditore elargiva denaro ed altre utilità (stampa di manifesti elettorali, organizzazione di eventi politici con spettacolo presso discoteche, utilizzo di autovetture per la campagna elettorale, cene elettorali) all’assessore in occasione delle campagne elettorali tenutesi nel febbraio 2019 (elezioni regionali) e nel maggio 2019 (elezioni comunali di Pescara). 

L’allora assessore, poi, in periodo elettorale, arrivava ad avanzare una richiesta di un centinaio di biglietti per l’accesso ad un evento musicale, per un valore complessivamente pari a qualche migliaio di euro. 

Nel corso delle indagini emergevano ulteriori condotte corruttive poste in essere da un altro imprenditore, Cristian Summa; per l’illecita assegnazione di 200.000 euro circa di fondi comunali in relazione ad attività progettuali volte alla promozione turistica della città di Pescara, concentrate principalmente nel periodo natalizio. 

Anche in questo caso, emergevano dazioni di denaro ed altre utilità (pagamento delle spese per la stampa di “santini” elettorali e cene) nei confronti dei tre politici coinvolti, in occasione delle campagne elettorali cui hanno partecipato.

Peraltro, è emerso come Di Pietrantonio, in precedenza, si fosse avvalso dell’allora assessore comunale Di Carlo per operare pressioni al fine di garantire l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti presentati da Cristian Summa, il quale avrebbe poi restituito somme ed utilità da destinare alla loro campagna elettorale. 

Nel corso dell’indagine sono poi emersi anche casi di assunzioni clientelari in azienda pubblica. In particolare, emergeva che un concorso pubblico presso la Asl di Pescara veniva “pilotato” da Moreno Di Pietrantonio, dirigente medico della stessa Asl, anch’egli politico, in qualità di segretario cittadino di un partito, per garantire a Simona Di Carlo, già assessore del Comune di Pescara e candidata con lo stesso alle elezioni comunali, il conferimento di un incarico di collaboratore amministrativo a tempo determinato, per la durata di tre anni.

Nel bando del concorso, veniva introdotta la previsione di requisiti caratterizzanti e specifici, posseduti proprio dalla vincitrice del concorso, con la certezza che potesse essere l’unica a detenerli. 

 



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