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PRESIDENTE CORTE DI APPELLO DELL’AQUILA TORNA A CHIEDERE SOLUZIONI PER LAVORI AL PALO DAL 2007 NELLA STRUTTURA GIUDIZIARIA NEL CAPOLUOGO ABRUZZESE: ''PALAZZO GIUSTIZIA SI AFFACCIA SUL NULLA, UN DANNO PER TUTTA LA CITTA'''

PARCHEGGIO TRIBUNALE: COMUNE TACE,
FRANCABANDERA: 'RITARDO PAZZESCO'

Pubblicazione: 24 febbraio 2020 alle ore 09:04

L’AQUILA - “Sulla realizzazione del parcheggio multipiano del Tribunale dell’Aquila scontiamo dei ritardi pazzeschi. Sono lavori avviati nel 2007, io all’epoca ero semplice consigliere. Ed ancora oggi il Palazzo di giustizia si affaccia sul nulla..”.

Sono le durissime parole del presidente della Corte d'Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, che al microfono di AbruzzoWeb torna a denunciare l’incredibile stallo dei lavori, su terreno e di responsabilità del Comune dell’Aquila, per la realizzazione del parcheggio multipiano a servizio del Tribunale del capoluogo regionale, per complessivi 200 posti auto, riservati solo ai magistrati e al personale che lavora al “Palazzaccio”.

Fermo per un contenzioso con la ditta che si era aggiudicato l’appalto da un milione di euro, oramai 12 anni fa, prima del terremoto del 6 aprile 2009. Una denuncia già formulata dall’alto magistrato nell’ambito di un pacchetto più ampio di contestazioni nella relazione sullo stato della giustizia nel distretto abruzzese presentata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario il 29 gennaio. A cui ha fatto seguito un imbarazzato silenzio da parte della maggioranza di in centrodestra in comune. 

Francabandera, nel documento, aveva puntato il dito anche contro l’inadeguata previsione di spazi nel nuovo palazzo realizzato nel post-sisma, e in quello ristrutturato, in particolare nelle strutture destinate alla conservazione dei documenti, che sono ancora in deposito presso l’interporto di Avezzano e  in alcuni locali siti in località Bazzano, sede provvisoria di tutti gli uffici giudiziari aquilani dopo il terremoto del 2009. Ed ancora sulla mancata manutenzione degli vari uffici, e sulla realizzazione del bar all’interno del Tribunale, che “risulta più lenta del previsto, sebbene i rappresentanti del Comune abbiano da tempo fornito assicurazioni in ordine ai tempi brevi per la conclusione delle procedure burocratiche”. 

Ma il ritardo più grave, e più vistoso, è quello del parcheggio, che nelle oramai “remote” intenzioni progettuali, doveva essere piazza di accesso al nuovo Palazzo, ora penalizzato nella gestione delle uscite di sicurezza, nonchè approdo alle antiche mura restaurate, anche al servizio della città.

“Ho sollevato con forza il problema del parcheggio - spiega ancora Francabandera - in veste di presidente della commissione permanente che si occupa del palazzo di giustizia. L’area come noto è di proprietà del Comune e continuiamo a scontare ritardi pazzeschi. Anche perché l’evento sismico e il conseguente processo di ricostruzione potevano accelerare il cantiere, invece non è accaduto nulla”. 

Conclude poi Francabandera: “Si è deciso di ricostruire il palazzo di giustizia, prima di risolvere contestualmente la diatriba relativa ai lavori del parcheggio, in un’ottica unitaria. E’ stata una scelta sbagliata dell’amministrazione comunale, potremmo dire oggi, e con il senno di poi, perché l'accesso principale del palazzo è ancora impedito da un cantiere fermo e immobile, e continuiamo a pagare lo scotto di un palazzo che si affaccia sul nulla, che continua ad avere un nulla nel cuore della città. Ma questo è un problema soprattutto della città e dei cittadini, prima ancora di noi magistrati e personale della giustizia”. (f.t.)

 



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