''L'ADRENALINA IN SCENA'' E IL ''NON TEATRO'' CON FINI SOCIALI DELLA COPPIA ARTISTICA REZZA-MASTRELLA

Pubblicazione: 12 febbraio 2019 alle ore 06:30

Antonio Rezza e Flavia Mastrella
di

L'AQUILA - "Il nostro è un non teatro dalle finalità anche sociali, un genere unico nel panorama artistico italiano che portiamo avanti contando sulle nostre forze da circa 35 anni".

Loro solo Antonio Rezza e Flavia Mastrella, coppia artistica ultratrentennale, intervistati da AbruzzoWeb, alla vigilia del loro debutto aquilano con lo spettacolo "Io" per la stagione del Teatro Stabile d'Abruzzo, che è andato in scena giovedì 10 e venerd' 11 gennaio all'Aquila al Ridotto del Teatro Comunale.

Reduci dal Leone d'oro alla carriera all'ultimo festival del cinema di Venezia, con questa motivazione: "calcano le scene dall’87 l’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, sempre firmando a quattro mani l’ideazione e il progetto artistico degli spettacoli, che hanno raggiunto un pubblico di fan ampio e soprattutto trasversale". Antonio Rezza è stato definito,"l’artista che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità".

Flavia Mastrella è invece, "l’artista che crea habitat e spazi scenici che sono forme d’arte che a sua volta Rezza abita e devasta con la sua strepitosa adesione; spazi che abita e al tempo stesso scardina, spazi che diventano oggetti che ispirano vicende e prendono vita grazia alla forza performativa del corpo e della voce di Rezza".

Da questo connubio sono nati spettacoli assolutamente innovativi dal punto di vista del linguaggio teatrale.

Con "Io" hanno portato in scena all'Aquila l'avanguardia; uno spettacolo scritto nel 1998, in cui si parla anche di videogiochi, molti anni prima della loro massiccia diffusione, con una scenografia fatta di teli e quadri.

"Un testo scritto 20 anni fa e ancora oggi attuale - spiegano - che noi continuiamo a portare in giro come fossero davvero nostre creature, come fossero dei bambini.

"Che c'sè per noi recitare? Noi non lo facciamo, io non recito, vivo sempre più con disprezzo il rapporto tra la performance e la recitazione non mi piace come un attore si avvicina a quello che fa", chiarisce Rezza.

"Il Leone d'Oro è stata una bella emozione inaspettata - commentano - una tra le più belle che ci siano mai accadute, un momento magico, una risposta positiva ai tanti che negli anni ci hanno ostacolato".

Ostacoli che si ripercorrono anche nel presente, nella provincia di Roma, tra Anzio e Nettuno, dove i due artisti cercano da sempre di veicolare il messaggio positivo dell'arte e del teatro, non tra poche difficoltà.

"Lavoriamo qui dal 1985 e si sta sfrattando la cultura", questo quanto sostiene Rezza, che insieme alla Mastrella gestisce un laboratorio di teatro nel palazzo dell'ex Divina Provvidenza a Nettuno, su cui pende un'ordinanza di sgombero. L'artista afferma che lo stabile "ha bisogno di semplice manutenzione e che dietro il provvedimento c'è qualcosa di poco chiaro".

Dal Comune hanno invece specificato che l'ordinanza si è resa necessaria per seri problemi di agibilità del vecchio ospedale, diventato poi spazio culturale.

Lo sgombero è stato quasi completato e intanto i due hanno fatto richiesta di usucapione sulla sala che da trent’anni usano per le prove dei loro spettacoli e per fare una serie di attività "a carattere sociale".

Rezza si è rivolto anche alle tv nazionali perché "non ritiene che a livello locale la stampa si sia schierata con sufficiente ardore e convinzione nella battaglia in difesa della cultura e delle associazioni.

Intervistato da Jimmy Ghione di "Striscia la notizia" Rezza ha detto: "le attività ormai sono tutte chiuse, le associazioni sono cacciate, quello che non ci piace è essere presi in giro e ci piacerebbe capire come mai dallo stesso portone che potrebbe crollare in testa alle associazioni ogni sabato entrano decine di bambini e i loro genitori che li accompagnano al catechismo. A mezzo metro possono passare i fedeli che, evidentemente protetti dalla loro fede non corrono rischi, mentre noi siamo stati tutti cacciati via".

Ghione, schierato dalla loro parte, li ha definiti "portatori sani di cultura, artisti indiscussi e Leoni d’oro alla carriera e che non andavano trattati in questa maniera".

"La prima che siamo venuti a Nettuno - ha detto Ghione - per chiedere conto della situazione ci avevano detto che saremo stati chiamati, invece non ci ha chiamato nessuno. Nessuno era presente in Comune la prima volta e nessuno anche oggi ci ha voluto ricevere. Il Comune è la casa dei cittadini, di tutti noi, ma nessuno ci apre e nessuno ci risponde". 

La coppia artistica si presenta al grande pubblico senza un manifesto artistico o un orientamento: "siamo irriducibili, indipendenti e coerenti fino in fondo, non siamo mai cambiati, Eravamo così 35 anni fa e siamo così anche oggi". E vanno avanti seguendo un loro filo, con due modelli a cui si ispirano del panorama italiano: Franco Maresco e Alessandro Bergonzoni o Antonio Latella, tutti esponenti di un cinema e un teatro impegnati, fuori dagli schemi.

"Noi lavoriamo solo a ciò che ci piace e che facciamo noi - chiariscono - senza inseguire il proftto e il denaro, non siamo in vendita; i soldi sono un mezzo e non un fine, per il resto disprezziamo il denaro nel suo uso peggiore. Dopotutto lavoriamo da 35 anni senza prendere soldi dallo Stato e andiamo avanti lo stesso; di progetti ne abbiamo tanti e continuiamo a coltivarli e a portarli avanti, seguendo le nostre inclinazioni".

Come ad esempio la proposta del regista Luca Ferri di lavorare a un film di fantascienza ambientato a Palermo.

(La foto allegata all'articolo è di Giulio Mazzi)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui