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2 GIUGNO MANIFESTAZIONE IN 20 CITTA'. SEGRETARIO NAZIONALE, ''PD-5S CONFUSI E IN MALAFEDE, MA CON FCA E BENETTON... CDX MANIFESTA A LUGLIO!''

'IN PIAZZA PER LA REPUBBLICA DEI LAVORATORI', ANCHE A PESCARA I COMUNISTI DI MARCO RIZZO

Pubblicazione: 27 maggio 2020 alle ore 08:45

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L’AQUILA – “Abbiamo scelto il 2 giugno per manifestare perché è la data della festa della Repubblica. Una Repubblica che per noi è dei lavoratori, non di chi si piega alla Fiat, ai Benetton e agli altri padroni”.

Saranno venti le città italiane, Roma in testa, che il 2 giugno prossimo vedranno manifestare il Partito comunista del segretario nazionale, Marco Rizzo; tra queste, anche Pescara (in Largo della Madonnina, ponte del Mare, dalle ore 11).

Una manifestazione, spiega Rizzo ad AbruzzoWeb, “Per ribadire, tra le altre cose, l’avversione alle politiche del governo Pd-Cinque stelle messe in atto nell’emergenza Coronavirus. Politiche confuse e in malafede, perché la confusione va bene fino a un certo periodo, ma poi quando la cassa integrazione non arriva, non arrivano soldi freschi e si va avanti a colpi di annunci, c’è malafede. Ma quando si tratta di stare a sentire Fca che chiede un prestito di 6,3 miliardi di euro”.

“Parliamo di Fca, che ha la sede fiscale in Inghilterra e la sede legale in Olanda – va sul punto del prestito richiesto da Fiat Chrysler Automobiles, la stessa dello stabilimento Sevel in Abruzzo – con un dividendo di circa 5,5 miliardi di euro su cui non verranno pagate tasse. Perché deve chiedere un prestito allo Stato? Alla Fiat, dal secondo dopoguerra in poi, il popolo italiano ha dato soldi pari a tre volte e mezzo il suo valore, invece ci tocca sentir parlare un arrogante come John Elkann”.

“Ma non c’è solo la Fiat – continua – possiamo parlare anche dei Benetton che chiedono prestiti. E poi di Alitalia, che abbiamo pagato mille volte e per cui sono state garantire buonuscite da milioni di euro ai manager che l’hanno distrutta, lasciando i lavoratori in una specie di ‘incudine’”.

“Ci attendono milioni di disoccupati – dice ancora Rizzo – un crollo del pil a due cifre, decine di migliaia di piccoli e medi imprenditori che o falliscono o che non riescono neppure ad aprire. Tutto questo merita una risposta che sia fuori dalla Nato e dalla Unione europea”.

Risposta che, secondo Rizzo, “Può essere attuata attraverso un’alleanza tra chi appartiene di fatto al novanta per cento della popolazione italiana. Ecco perché non ha senso alimentare una guerra tra lavoratori sia pubblici che privati. Dobbiamo capire che non abbiamo alcun bisogno di certe famiglie, di certi manager, per poter gestire le autostrade pubbliche”.

“Spero che la crisi dovuta al Coronavirus – afferma quindi – abbia insegnato che c’è bisogno di spesa pubblica vera, c’è bisogno di salvare la sanità pubblica, di evitare i project financing non solo per costruire gli ospedali, gli stessi di cui si parla ancora anche in Abruzzo. Serve un cambio di sistema che nessuno, tra maggioranza e opposizione, non può garantire, anche perché il centrodestra, che voleva manifestare il 2 giugno, ha scelto di rimandare forse a luglio, quando in genere si va in ferie o al Papeete”.

“Non possiamo permettere a chi ci ha fatto passare, nel mondo, come una nazione di infetti tipo Wuhan, di continuare a fare danni – è il pensiero di Rizzo – Qui, nel pieno dell’emergenza, anche grazie ai voleri di Confindustria, si è lavorato per produzioni non necessari, penso agli F35 prodotti a Cameri, in provincia di Novara”.

“Siamo finiti con un Parlamento inesistente, di elezioni non si vede nemmeno l’ombra, con la politica che non conta più nulla. Se il premier, Giuseppe Conte, salta, salta perché lo decide qualcuno a Bruxelles o a Washington”, conclude. 

 



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