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''FONDI PUBBLICI PER GLI EVENTI DI D'ALFONSO'',
LITE FEBBO-CATENA SULLE SPESE DI COMUNICAZIONE

Pubblicazione: 09 febbraio 2016 alle ore 12:36

L'AQUILA - "Sono stati utilizzati soldi pubblici per organizzare un evento auto celebrativo e autoreferenziale o si trattava davvero di comunicazione istituzionale rivota ai cittadini?".

La domanda del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che annuncia di rivolgersi alla Corte dei Conti sulle spese per la comunicazione del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, hanno innescato l'immediata reazione del governatore, che ha risposto attraverso Andrea Catena, funzionario del Pd ed ex presidente del Consiglio comunale di Chieti, che oggi è suo consigliere personale.

"I dubbi ci sono - dice Febbo - e per questo chiederò alla Corte dei Conti di verificare se la manifestazione voluta dal presidente nel mese di giugno 2015 è da inserirsi all’interno della pubblicità istituzionale dell’Ente o se trattasi di un evento strettamente politico con il quale il governatore ha chiamato a raccolta il popolo del Pd".

"La manifestazione è stata fortemente voluta dal governatore e organizzata dalla Pomilio Blumm nell’ambito del programma, affidato direttamente dalla Regione Abruzzo all’impresa di comunicazione pescarese, che prevede la realizzazione di 4 eventi tematici per un importo pari a 29 mila 988 euro, cioè circa 60 milioni di vecchie lire (vedi  determina n.03/DPA010 che si allega). Eventi, si legge nella determina, che 'di volta in volta saranno richiesti dal signor presidente della Regione';  a oggi però di quegli eventi ne sono stati organizzati solo 3".

"Il grande appuntamento in programma a Piazza Unione il 26 giugno 2015, che avrebbe assorbito gran parte della somma residuale assegnata (quanto resta quindi per il quarto misterioso evento?), mirava a illustrare l’attività compiuta nel primo anno di amministrazione e aveva richiesto una capillare azione di comunicazione, come nel miglior stile dalfonsiano, per consentire la massima promozione: materiale stampato (manifesti, locandine e brochure); video, spot da trasmettere sulle emittenti radiotelevisive e on line, messaggistica sms e ovviamente l’allestimento dello spazio pubblico per consentire lo svolgimento della manifestazione".

"D’Alfonso - aggiunge Febbo - voleva organizzare un’assemblea pubblica  chiamando a raccolta la comunità (che si riconosceva nel centrosinistra?) e soprattutto le istituzioni (aderenti al Pd?) anche se, anziché gli annunci trionfalistici del governatore, fecero scalpore le proteste di cittadini, movimenti e associazioni intervenuti quel giorno in piazza".

"Gli abruzzesi però hanno il diritto di sapere se quell’evento promozionale, che faceva seguito alla due giorni di convegno sul sistema bibliotecario regionale organizzato a novembre 2014 e inserita nell’affidamento a Pomilio, sia giustamente a carico del bilancio regionale o se piuttosto si trattasse di un incontro politico-elettorale travestito da manifestazione “istituzionale” e che quindi non poteva essere finanziato con soldi pubblici".

"E poi, considerando la struttura di professionisti a disposizione della Regione, era davvero necessario affidare a un’agenzia esterna la realizzazione di queste iniziative? Spero che la Corte dei Conti – conclude Febbo – saprà svelare l’arcano".

"La vis polemica di Mauro Febbo è tale e tanta che ormai non si accorge nemmeno di fare esposti contro se stesso", replica Catena.

"È infatti una determina (n.03/DPA010) della Giunta Chiodi, di cui Mauro Febbo faceva parte, ad aver previsto la realizzazione di quattro eventi tematici per un importo pari a 29 mila 988 euro, cioè circa 60 milioni di vecchie lire, affidati all’agenzia Pomilio Blumm - spiega Catena - Eventi, si legge nella determina, che 'di volta in volta saranno richiesti dal signor presidente della Regione'. Ed è bene specificare che a scrivere questa clausola fu la stessa Giunta Chiodi".

"Gli eventi promossi sono quattro e non tre, come da bando e contratto, a differenza di quanto afferma il consigliere Febbo - puntualizza Catena - due eventi sul Mediamuseum, del 27 e 28 novembre 2015, la presentazione della legge regionale sulla partecipazione a L’Aquila il 19 novembre 2015, e l’evento del 26 giugno 2015 in cui è stato illustrato il primo anno di attività della Giunta regionale in Piazza Unione a Pescara, con la partecipazione di Elio Di Rupo, che si suppone sia per Mauro Febbo non l’ex capo di governo di origine abruzzese del Belgio ma un pericoloso sovversivo di sinistra".

Immediata la controreplica del consigliere azzurro.

"Noto con piacere che Andrea Catena, dopo la sua breve e fugace apparizione al Comune di Chieti, dove tutti ricordano molto bene il motivo delle sue dimissioni, ha trovato una nuova collocazione, entrando nel pool di difensori d’ufficio del presidente D’Alfonso - dice Febbo - Catena nel suo intervento mostra ‘ignoranza’ politico-amministrativa".

"È vero che quelle somme furono impegnate dalla Giunta Chiodi, ma non furono mai (e bene fece l’allora presidente) utilizzate, cioè mai spese. Quei fondi, dunque, dovevano essere portati a residuo e impiegati per ridurre il disavanzo, invece che per manifestazioni di propaganda politica come quella dello scorso anno a Piazza Unione a Pescara".

"Prendo atto - conclude Febbo - del fatto che le iniziative organizzate dall’agenzia incaricata sono state 4 e non 3, come avevo scritto nel mio precedente comunicato. Una svista, legata forse al fatto che, come sempre, non ci vengono messi a disposizione tutti i documenti. La sostanza, però, di quanto ho segnalato non mi pare cambi di una virgola".



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